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Contro mafie e rassegnazione, Costabile «15 anni di Pedagogia dell’Antimafia per formare coscienze critiche»

Area Urbana

L'INTERVISTA

Contro mafie e rassegnazione, Costabile «15 anni di Pedagogia dell’Antimafia per formare coscienze critiche»

Giancarlo Costabile: “abbiamo bisogno di uomini e donne liberi. Ora nasce la Pedagogia dello Stato per ricostruire la cultura della Costituzione partendo dal Sud”

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Prof. Giancarlo Costabile

RENDE – Pedagogia dell’Antimafia, il progetto ideato nel 2011 dal professor Giancarlo Costabile all’Università della Calabria, oggi rappresenta una delle esperienze educative più significative nel panorama accademico nazionale. Non un semplice corso universitario sulla legalità, ma un laboratorio permanente di cittadinanza attiva, inclusione sociale e trasformazione dei territori. Nel corso della trasmissione radiofonica “Fatti Vivi” su RLB, Costabile ha tracciato un bilancio delle attività svolte nel 2026, anno che ha segnato il quindicesimo anniversario del progetto.

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Costabile “La pedagogia deve liberare le menti”

“Sono 15 anni, siamo nati il 23 maggio del 2011 con una giornata di studio in Aula Solano e da lì poi il cammino è andato avanti”, ha ricordato il docente spiegando che alla base dell’iniziativa c’è una “visione critica dell’educazione, cioè la pedagogia come strumento per coscientizzare, formare le menti in modo libero e critico in una terra che purtroppo è imprigionata in un lungo medioevo”. Parole forti, con cui il professore ha descritto una Calabria ancora segnata da fenomeni di rassegnazione e subordinazione culturale.

“Questa è una terra che ancora vive di pane e rassegnazione, di pane e indifferenza, di pane e omertà. Allora il compito dell’università in particolare non è solo quello di lavorare su professionisti tecnicamente capaci, è soprattutto quello di lavorare su uomini e donne liberi e libere, in grado di collocarsi nella società con uno spirito profondamente diverso dal passato”. Per Costabile il cambiamento passa dalla conoscenza, ma anche dalla capacità di mettere in discussione modelli consolidati.

foto costabile

Abbiamo bisogno di rotture, rotture epistemologiche attraverso la conoscenza, ma rotture politiche e rotture sociali, altrimenti la Calabria non cambia e se non cambia non abbiamo un futuro”.

Le reti educative contro mafie e disuguaglianze

Il ciclo seminariale del 2026 ha coinvolto magistrati, giornalisti, forze dell’ordine, associazioni, scuole e studenti provenienti da territori simbolo dell’antimafia sociale come Rosarno, Brancaccio e Corleone. Secondo Costabile, il valore dell’esperienza risiede nella costruzione di reti educative capaci di generare cambiamento reale: “l’antimafia sociale è fatta da parole capaci di diventare comportamento, le parole si abitano, le parole si vivono. Quando le parole sono abitate, quando sono vissute, sono in grado di diventare testimonianza concreta di cambiamento”. L’obiettivo è mettere in relazione realtà che, pur operando in contesti difficili, stanno producendo modelli virtuosi.

Prof. Giancarlo Costabile 03

L’esempio di Brancaccio e il lascito di Padre Puglisi

Tra le esperienze richiamate dal docente c’è quella del liceo Dolci di Brancaccio, quartiere simbolo di Palermo e del sacrificio di don Pino Puglisi. “Questa scuola non solo riesce a vincere in tante graduatorie di merito, cioè gli studenti di lì sono migliori della media dei loro colleghi di Palermo, ma sta assegnando punti di cambiamento incredibile, per esempio nella riconversione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, che diventano spazi sociali e spazi ricreativi”. Per il prof. Costabile è la dimostrazione che la cultura può trasformarsi in uno strumento concreto di riscatto sociale. “Così cambia Brancaccio, cambia Palermo, ma cambia il Mezzogiorno e cambia l’Italia, quando la cultura diventa strumento effettivo di riscatto”.

Gratteri simbolo di una Calabria che non si piega

Nel corso dell’intervista, Costabile ha indicato nel procuratore Nicola Gratteri la figura che più di altre ha rappresentato il filo conduttore dei quindici anni di Pedagogia dell’Antimafia: “Gratteri è stato il filo conduttore di questi 15 anni. Ha rotto la cultura della sudditanza a queste latitudini. Ha dimostrato che si possono processare, arrestare e condannare anche i padroni di questa terra“. Un messaggio che il docente considera centrale nella formazione delle nuove generazioni: “i padroni si possono affrontare, non dobbiamo inginocchiarci a loro. Si possono affrontare, si possono denunciare, si possono far arrestare e si possono far condannare“.

Costabile e Gratteri

Nascerà la “Pedagogia dello Stato”

Guardando al futuro, Costabile ha annunciato l’avvio di un nuovo percorso che affiancherà l’esperienza dell’antimafia sociale: “partiremo con un nuovo progetto all’interno di Pedagogia dell’Antimafia, si chiama Pedagogia dello Stato, che non è la pedagogia di Stato, è la pedagogia per ricostruire lo Stato della Costituzione, questa volta partendo da Sud e partendo dalla terra che tutti considerano spacciata, cioè la Calabria”. Il progetto nasce anche dall’esperienza di collaborazione con la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli e punta a rafforzare la cultura della legalità democratica e della partecipazione. “Noi dobbiamo ricostruire l’idea di uno Stato, ovviamente di uno Stato giusto, a queste latitudini per combattere i troppi stati paralleli con cui noi siamo costretti a convivere quotidianamente”.

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