Tirreno
Reddito di cittadinanza, assolto 67enne di Cetraro perchè “il fatto non sussiste”
L’uomo era accusato di aver omesso informazioni rilevanti all’Inps per ottenere un beneficio economico maggiore dal Reddito di Cittadinanza. Sentenza di non luogo a procedere

CETRARO (CS) – Si è concluso con una sentenza di non luogo a procedere il procedimento penale nei confronti di S.S., 67 anni, residente a Cetraro, denunciato dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Cetraro per una presunta irregolarità legata alla percezione del reddito di cittadinanza. Il Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Paola, Maria Grazia Bellomusto, ha infatti dichiarato non luogo a procedere nei confronti dell’imputato “perché il fatto non sussiste”, ponendo fine al procedimento giudiziario.
Reddito di cittadinanza, le accuse contestate dalla Procura
Secondo l’ipotesi accusatoria, l’uomo avrebbe violato l’articolo 7, comma 1, del Decreto Legge n. 4 del 2019, omettendo di comunicare all’Inps informazioni rilevanti relative alla composizione del proprio nucleo familiare e ai redditi percepiti. In particolare, nelle Dichiarazioni sostitutive uniche presentate il 22 febbraio 2019, il 10 gennaio 2020 e il 18 gennaio 2022, avrebbe omesso di indicare il figlio quale componente del nucleo familiare, nonché i redditi percepiti dallo stesso e alcuni redditi personali riferiti all’anno 2018.
Secondo la ricostruzione investigativa, tali omissioni avrebbero consentito di creare artificialmente le condizioni necessarie per ottenere un importo del reddito di cittadinanza superiore a quello effettivamente spettante. L’indebita percezione contestata riguardava il periodo compreso tra il 2021 e l’agosto del 2023, per una somma complessiva pari a 15.650 euro.
Sulla base della denuncia della Guardia di Finanza e degli accertamenti effettuati, il Sostituto Procuratore della Repubblica di Paola, Mariolina Bannò, aveva esercitato l’azione penale chiedendo il rinvio a giudizio dell’imputato. Nel corso dell’udienza preliminare, la pubblica accusa, rappresentata dal Pubblico Ministero Vincenzo Scardi, ha sostenuto la richiesta formulata dalla Procura. La difesa dell’uomo, affidata all’avvocato Emilio Enzo Quintieri del Foro di Paola, ha invece contestato la ricostruzione accusatoria, chiedendo l’emissione di una sentenza di non luogo a procedere.

La decisione del Gup
Al termine della camera di consiglio, il Giudice per l’Udienza Preliminare Maria Grazia Bellomusto ha ritenuto insussistente il fatto contestato all’imputato e ha pronunciato sentenza di non luogo a procedere. La decisione ha respinto la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura della Repubblica di Paola e ha determinato l’archiviazione della posizione processuale dell’uomo. La pronuncia del Gup accoglie integralmente la tesi difensiva sostenuta dall’avvocato Quintieri ed esclude la sussistenza della condotta omissiva reiterata ipotizzata dagli investigatori.
Secondo l’accusa, infatti, S.S. avrebbe percepito indebitamente il reddito di cittadinanza per 31 mensilità, dal gennaio 2021 all’agosto 2023, oltre a un bonus collegato alla misura di sostegno economico, per un totale di 15.650 euro. Nel corso delle indagini era stata inoltre prospettata l’adozione di un provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente delle somme ritenute profitto del reato, mediante eventuale vincolo su disponibilità finanziarie, beni mobili o immobili riconducibili all’indagato. Con la sentenza pronunciata dal Tribunale di Paola, il procedimento si conclude dunque con l’esclusione della responsabilità penale contestata all’uomo.

















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