Area Urbana
Cosenza: «mia nonna dimessa dopo 7 ore, ma aveva un’occlusione intestinale da operare d’urgenza»
La lettera di Daniele racconta quanto accaduto alla nonna di 79 anni: dalla visita al pronto soccorso alle dimissioni, fino all’intervento chirurgico urgente in una clinica privata di Vibo Valentia

COSENZA – Daniele ha affidato alla nostra redazione una lettera per raccontare quanto accaduto alla nonna, di 79 anni, e ricostruisce le fasi della vicenda: tra visite mediche, accessi al pronto soccorso e un successivo intervento chirurgico d’urgenza.
Il racconto di Daniele e la vicenda della nonna
Secondo quanto raccontato nella lettera, tutto avrebbe avuto inizio domenica 7 giugno: “mia nonna, una signora di 79 anni, accusa forti dolori all’addome. Pensando fosse un’ernia regressa, abbiamo chiamato la guardia medica, la quale dopo averla visitata le ha consigliato di assumere un normale antiacido, credendo fosse un’indigestione“. La situazione, tuttavia, sarebbe peggiorata nel corso della notte.
Il giorno successivo la famiglia decide di accompagnare la donna al pronto soccorso dell’ospedale di Cosenza: “dopo una notte trscorsa tra dolori lancinanti e vomito, decidiamo di portarla al Pronto Soccorso. Qui, dopo ben 7 ore viene rimandata a casa dopo esami del sangue e raggi X all’addome, non riscontrando nulla di preoccupante. Da referto di dimissioni si evince “dolore addominale epigastrico” e viene prescritta una cura farmacologica di 1 mese”.

Una volta rientrata a casa, la donna avrebbe continuato ad accusare i sintomi, inducendo i familiari a rivolgersi a un altro medico. “Ritornata a casa, si sente ulteriormente male, continua a vomitare e decidiamo di contattare un altro medico il quale decide di visitarla e si accorge immediatamente, diagnosticandole un’ernia addominale con occlusione intestinale. Indignato rispetto al fatto che non era stata sottoposta ad una semplicissima TAC in Pronto Soccorso, mia nonna viene trasferita con urgenza, in una clinica di Vibo per un’operazione d’urgenza, in quanto rischiava un’occlusione intestinale grave”.
L’intervento e il ritorno a casa
La donna è stata quindi sottoposta ad un intervento chirurgico e, secondo quanto riferisce il nipote, il decorso post-operatorio si è concluso positivamente. “Operata, dopo 10 giorni è ritornata a casa, sana e salva aggiungerei, sta meglio e speriamo che la paura sia passata”. Nella parte finale della lettera, Daniele esprime un giudizio severo sull’operato del pronto soccorso e sulla gestione della sanità territoriale: “il mio consiglio, è quello di evitarlo il più possibile perché se questa è la situazione, grazie anche al nostro caro presidente Occhiuto, significa che siamo caduti dalla padella nella brace”.
“Spero che questa mia lettera possa essere utile a mettere in guardia più persone possibili, che potrebbero ritrovarsi a vivere disavventure analoghe“.
La ricostruzione dei fatti e le valutazioni contenute nella lettera rappresentano esclusivamente il punto di vista dell’autore della segnalazione. Eventuali repliche o precisazioni da parte delle strutture sanitarie coinvolte saranno accolte e pubblicate nel rispetto del principio di completezza dell’informazione.



















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