Italia
SIM in carcere, 2 anni di processo: Tribunale di Napoli assolve un detenuto cosentino
Dopo la condanna in primo grado e l’appello accolto per nullità del processo, il giudice ribalta la decisione: “Il fatto non sussiste”. La difesa: “Una sola SIM non integra il reato”

COSENZA – Torna in aula e si chiude con un’assoluzione il procedimento a carico di L.B., pregiudicato cosentino di etnia rom, detenuto nel 2022 presso la casa circondariale di Napoli Secondigliano. Nel febbraio 2022 l’uomo era stato trovato in possesso di una SIM card all’interno dell’istituto penitenziario e, per questo, denunciato e successivamente tratto a giudizio.
La SIM trovata in carcere nel 2022
Il Tribunale di Napoli, nel maggio 2024, lo aveva ritenuto responsabile dei fatti contestati, condannandolo alla pena di un anno di reclusione. La sentenza era stata impugnata dalla difesa, rappresentata dall’avvocata Rosangela Polizzo, che aveva sollevato un unico motivo: la nullità del processo per mancata partecipazione dell’imputato. Nel giudizio di secondo grado, la Corte di Appello di Napoli, nel settembre 2025, ha accolto l’eccezione difensiva.

È stata dichiarata la nullità della sentenza di primo grado e disposto il rinvio degli atti al Tribunale di Napoli per la celebrazione di un nuovo processo. L’udienza è stata fissata al 17 giugno 2026.
Il nuovo giudizio e la richiesta di assoluzione
Nel corso della nuova udienza, la difesa ha chiesto l’emissione di una sentenza di assoluzione senza procedere all’istruttoria dibattimentale. L’avvocata Rosangela Polizzo ha sostenuto che “il rinvenimento di una sola SIM non accompagnata da altro dispositivo non configura il reato in contestazione”, aggiungendo che la sola scheda non sarebbe “apparecchio idoneo ad essere utilizzato per comunicare con l’esterno”, requisito necessario secondo il più recente orientamento della Cassazione.
Il Tribunale di Napoli, valutate le argomentazioni difensive, ha accolto la richiesta e ha pronunciato sentenza di assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste”.


















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