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Terme Luigiane, depositata un’interrogazione su «piano di sviluppo e reali investimenti»

Tirreno

Terme Luigiane, depositata un’interrogazione su «piano di sviluppo e reali investimenti»

Rosellina Madeo (PD) chiede chiarezza su investimenti, gestione e futuro del complesso delle Terme Luigiane tra Acquappesa e Guardia Piemontese

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Terme Luigiane rosellina madeo Pd

COSENZA – È stata presentata dalla consigliera regionale del Partito Democratico Rosellina Madeo un’interrogazione per fare luce sullo stato del rilancio delle Terme Luigiane, complesso termale situato tra i Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese. L’obiettivo è verificare lo stato degli interventi di ammodernamento, la presenza di un piano di sviluppo e la reale programmazione degli investimenti previsti.

Terme Luigiane: il nodo del rilancio

Nel documento viene richiamata la necessità di valorizzare «il patrimonio di cui disponiamo – sottolinea Madeo – attraverso il mantenimento degli impegni presi, è il modo più concreto di dare risposta alla nostra regione, in molti casi sospesa tra promesse di quello che potrà essere e il reale status quo».

Terme Luigiane 02

Viene ricordato anche l’accordo siglato nel 2022 tra Regione Calabria e Comuni interessati, finalizzato a garantire continuità delle attività e tutela occupazionale, con la gestione affidata a Terme Sibarite S.p.A., società partecipata interamente dalla Regione: «nel caso di suddetto complesso termale nel 2022, al fine di garantire la continuità delle attività e la salvaguardia dei livelli occupazionali, la Regione Calabria ha sottoscritto un accordo con i Comuni interessati individuando nella società Terme Sibarite S.p.A., interamente partecipata dalla Regione, il soggetto incaricato della gestione della stazione termale».

Rosellina Madeo interrogazione Terme Luigiane

Investimenti e prospettive

L’interrogazione richiama la necessità di interventi strutturali e infrastrutturali per rendere il complesso competitivo, anche in vista della scadenza delle concessioni delle acque fissata al 2036. «Da questo accordo è emersa anche la necessità di realizzare una serie di interventi necessari per lo sviluppo dell’intero impianto, opere strutturali e infrastrutturali per rafforzare il complesso termale e renderlo competitivo e capace di camminare sulle proprie gambe, soprattutto da qui a dieci anni, nel 2036, quando è fissata la scadenza della concessione delle acque, ossia i titoli necessari per l’estrazione e l’utilizzo di risorse idriche sotterranee classificate come termali».

Terme Luigiane

Nel testo vengono posti diversi interrogativi alla Regione Calabria sulla pianificazione complessiva, sugli investimenti e sullo stato dei progetti in corso, incluso il recupero dello stabilimento “San Francesco”.

«Con questa interrogazione – conclude Rosellina Madeo – si intende sapere se la Regione Calabria abbia approvato o comunque acquisito agli atti un Piano di sviluppo o altro documento programmatorio relativo alla gestione e al rilancio delle Terme Luigiane. Se Terme Sibarite S.p.A. abbia predisposto un piano di investimenti e, in caso affermativo, quali interventi esso preveda, con quali tempi di realizzazione, quali priorità e quali fonti di finanziamento».

E ancora si chiede «quale sia l’ammontare delle risorse già stanziate o reperite per il rilancio del complesso termale e la situazione progettuale, amministrativa e finanziaria relativa al recupero dello stabilimento “San Francesco” e delle altre infrastrutture pubbliche del compendio».

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