Calabria
la polemica
In Calabria Taxi Uber per over 65 diretti a visite mediche, tassisti contro Occhiuto: «Noi penalizzati»
Durissima presa di posizione del presidente Uritaxi Claudio Giudici contro il progetto “social taxi” e gli incontri tra rappresentanti istituzionali e Uber. Nel mirino la scelta di coinvolgere la multinazionale americana per il trasporto sanitario degli over 65

COSENZA – Il social taxi in Calabria viene contestato dai tassisti. “Mentre la dirigenza di Uber viene denunciata negli Usa, accusata di complicità del modello di affari della multinazionale nelle migliaia di casi di violenze sessuali che hanno riguardato le sue clienti, i ‘suoi’ autisti entrano continuamente in sciopero in Europa, e la clientela ne prende le distanze per il costante aumento dei prezzi ad asta praticati, il nuovo corso di Forza Italia incontra i massimi dirigenti della multinazionale americana“. Lo afferma in una nota Claudio Giudici, presidente nazionale del sindacato dei tassisti Uritaxi.

Uritaxi: “Perché coinvolgere Uber e non i tassisti calabresi”
“Ci riferiamo in primis – prosegue – al governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, che sotto la scintillante dizione del ‘social taxi’ lancia una spregiudicata operazione, sfruttando il grave problema della sanità calabrese. Dice che serva per consentire a tutti gli over 65 di raggiungere facilmente le strutture sanitarie calabresi. Chiediamo perché non siano stati coinvolti primariamente i tassisti calabresi, membri a tutti gli effetti della comunità calabrese ed in difficoltà da sempre. Chiediamo perché rivolgersi a questa multinazionale straniera quando in Italia ci sono decine di applicazioni espressione dell’imprenditoria nazionale. Chiediamo come si possa finanziare con dotazione diretta una realtà privata.

Chiediamo che senso abbia estendere l’intera iniziativa a tutti gli over 65, a prescindere da ogni coefficiente reddituale”. “Ma ci riferiamo anche – afferma Giudici – al sottosegretario Ferrante, il quale, forse non sa che il suo ministero sta producendo dei decreti volti a impedire i tanti abusi normativi che realtà multinazionali stanno compiendo nel mondo ed in Italia. E chiediamo a Ferrante quale sia l’etica istituzionale che, in Italia, presso un ministero del Governo della Repubblica, invece che incontrare soggetti intermedi citati in Costituzione, quali i sindacati, lo porti a incontrare una multinazionale straniera interessata dal contesto sopra descritto”



















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