Segnala una notizia

Hai assistito a un fatto rilevante?
Inviaci il tuo contributo.

Richiedi info
Contattaci

A Cosenza arriva “Un sogno chiamato Vincent”: un viaggio sensoriale intimo e suggestivo nell’arte di Van Gogh

Area Urbana

LA MOSTRA

A Cosenza arriva “Un sogno chiamato Vincent”: un viaggio sensoriale intimo e suggestivo nell’arte di Van Gogh

Al Museo multimediale l’anteprima della mostra immersiva “Un sogno chiamato Vincent”. Una nuova produzione Made in Calabria che sarà accessibile al pubblico a partire da mercoledì 1° luglio fino al 30 settembre. Cosa vi aspetta? 45 minuti di pura magia

Francesca Bloise

Pubblicato

il

Cosenza_mostra_Van Gogh

COSENZA – Un viaggio sensoriale totale, intimo e struggente. È quello che regala la mostra immersiva “Un sogno chiamato Vincent” dedicata al genio di Van Gogh. Una nuova produzione che ha debuttato ieri sera, in anteprima, al Museo Multimediale di Cosenza che sarà accessibile al pubblico a partire da mercoledì 1° luglio fino al 30 settembre. 

La mostra su Van Gogh a Cosenza: 45 minuti di pura magia

Un’opera multimediale straordinara ed imponente, che arriva dopo quella dedicata a Klint, realizzata da maestranze tutte Made in Calabria, che mette nero su bianco un nuovo modo di fare arte e cultura, unendo i linguaggi digitali, le visioni contemporanee, le moderne tecnologie e le sensibilità di professionisti diversi che hanno lavorato fianco a fianco per circa tre mesi.

Il risultato? 45 minuti di pura magia. Un vortice di colore, rumori, racconti, che ti rapiscono e ti portano in un mondo parallelo, quello di un artista dall’estro creativo incredibile ma tormentato nell’animo.

Cosenza mostra Van Gogh 2

Allo spettatore non interessa che ore siano o cosa stia succedendo all’esterno, lo guardo, la mente ed il corpo, viaggiano all’unisono in un’esperienza sensoriale senza pari, scandita da un sound design avvolgente: il rumore dell’acqua, il vapore della nave, le foglie che cadono, il cinquettio degli uccelli, e poi le immagini dei grandi capolavori di Van Gogh che scorrono sugli schermi accompagnate dal racconto di Vincent, a cui ha dato voce Mario Tursi Prato e dalla colonna sonora originale composta da Francesco Perri. 

Il percorso: 5 capitoli tra arte e tormento interiore

La mostra, scritta e diretta dal giovane Alessio Falbo, con la direzione di produzione di Gianfranco Confessore, si articola in cinque capitoli cronologici ed emotivi. Il regista ha scelto, infatti, di non soffermarsi unicamente sulle opere, ma di scavare profondamente nella vita privata dell’artista olandese, estrapolando frasi intime da alcune sue lettere.

“I quadri non sono semplici proiezioni, ma vere e proprie ambientazioni tridimensionali in cui il visitatore si ritrova immerso – ha detto nel corso della presentazione  – mi ha affascinato la possibilità di conoscere, oltre al lato artistico anche lo stato d’animo di Van Gogh”.

Al fianco di Falbo e Confessore hanno lavorato anche Antonio Perri, Enrico Ruffolo e Francesco Cristiano per l’editing e il compositing mentre la CGI è stata curata da Massimiliano Castiglione.

Cosenza mostra Van Gogh 3

Il racconto, intimo, discreto e vibrante, si intreccia con la musica e con il colore in maniera così perfetta da essere in grando di rapire totalmente lo spettatore. Dall’infanzia di Vincent, quando a soli 10 anni l’artista era consapevole che la “natura era già il suo unico rifugio” per passare, poi, al viaggio da Anversa a Parigi, fino alla folgorazione per l’arte giapponese (“Non si può studiarla senza diventare più felici ed allegri. In questo quadro c’è quel Giappone che sogno ogni notte”).

Il dramma della malattia e la pittura come salvezza

Si entra poi fisicamente nella celebre “Camera da letto”, dove la voce ricorda l’ossessione del pittore: “Qui il colore deve fare tutto”. I cinque sensi vengono costantemente stimolati: lo stridio dei gabbiani e il fragore delle onde catapultano lo spettatore in mare aperto, prima di riportarlo in un attimo nella quiete della campagna, tra il cinguettio degli uccellini e il fruscio del vento.

La parte centrale della mostra affronta il dramma della malattia mentale e la pittura come unica ancora di salvezza. Confessioni veloci eppure laceranti, Van Gogh parla senza nascondersi di “fatica” spiegando di sentirsi “un altro, come se fossi stato colpito da un fulmine”. E ancora afferma di avvertire: “Momenti di terribile angoscia, non so di che natura sia il mio male, ma io continuo a lavorare per non impazzire del tutto”.

Cosenza mostra Van Gogh 4

Poi un attimo di serenità: “Il mio amore per la pittura mi farà guarire” fino all’ultima, struggente confessione: “Non ho avuto paura di descrivere tristezza e solitudine, sento che la mia vita è attaccata a un filo”.

Una scommessa vinta nel cuore della Calabria e di Cosenza

“Un sogno chiamato Vincent” , che si prepara a parlare al pubblico, quello di Cosenza e di tutta la Calabria, è un’opera multimediale imponente e rappresenta il quinto lavoro artistico della produzione residente del museo che trasforma lo spazio espositivo in un vero e proprio “studios” tecnologico di livello internazionale.

Una realtà che sta dimostrando come sia possibile fare cultura d’avanguardia restando e investendo nel territorio calabrese. Questo il messaggio che ha voluto lanciare, in apertura, il direttore del Museo Renato Nuzzolo che insieme ai suoi fratelli sta investendo in questo progetto brillante ed ambizioso.

Gli fa eco il regista Falbo: “Non è semplice e non è scontato per le persone che decidono di vivere e restare nel territorio, dice visibilmente emozionato per il risultato di un intenso lavoro di squadra. “Dietro l’evento c’è la visione dei fratelli Nuzzolo” ammette, che sono stati capaci di dare vita a quello che è ad oggi il polo multimediale più grande d’Italia nel suo genere.

Presentazione mostra Van Gogh

I numeri, d’altronde, parlano da soli. Gianfranco Confessore ha sottolineato la complessità tecnica dell’allestimento: uno spazio di mille metri quadri animato da macchinari di ultimissima generazione in grado di processare ben 22 mila pixel al secondo. “I fratelli Nuzzolo sono riusciti a fare quello che a Cosenza non era facile fare – spiega Confessore – grazie a una strumentazione all’avanguardia e a un team favoloso”.

Un plauso condiviso anche da Antonietta Cozza, in rappresentanza del Comune di Cosenza: “Vi ho visto nascere, ho battezzato questo luogo straordinario e miracolante, che porta in sé perfezione, magia e passione. È un museo-teatro, non di poco conto per una città come Cosenza. Creare ci dà la possibilità di esportare e far conoscere ciò che siamo in grado di fare”.

Antonietta Cozza fratelli Nuzzolo

In arrivo un altro grande capito: l’omaggio a Frida Kahlo

La forza di “Un sogno chiamato Vincent” risiede proprio nel fattore umano: laddove l’intelligenza artificiale mostra i propri limiti nel replicare l’anima e il tormento, l’apporto dei professionisti residenti crea la vera magia dell’esperienza.

Nonostante la qualità da “studios” internazionali, da parte del direttore Nuzzolo l’appello: “Viviamo di vita propria, fateci conoscere”. Un invito a sostenere un’eccellenza locale che ha già lo sguardo rivolto al futuro: la produzione ha infatti annunciato che il prossimo grandioso capitolo multimediale, previsto per il mese di ottobre, sarà dedicato a un’altra icona intramontabile dell’arte mondiale, Frida Kahlo.

Pubblicità
Pubblicità .

Categorie

Social