Calabria
Uccide un volatile senza alcuna ragione, con una carabina ad aria compressa. LNDC «regole più severe»
L’associazione Animal Protection presenta denuncia dopo l’episodio avvenuto nel Vibonese e rilancia il dibattito sulla vendita delle armi ad aria compressa, ritenute troppo facilmente accessibili e potenzialmente pericolose

VIBO VALENTIA – Un volatile ucciso con un colpo esploso da una carabina ad aria compressa dalla finestra di un’abitazione. È quanto accaduto a Vibo Valentia, dove un uomo è stato denunciato dalla Polizia di Stato. Dopo la segnalazione di una vicina, gli agenti hanno effettuato una perquisizione sequestrando l’arma e il relativo munizionamento, mentre il volatile è stato affidato ai veterinari dell’Asp per gli accertamenti necroscopici. Sull’accaduto è intervenuta anche LNDC Animal Protection, che ha annunciato la presentazione di una denuncia, chiedendo di fare piena luce sull’episodio e sulle eventuali responsabilità.

L’allarme sulle armi ad aria compressa
Per l’associazione, quanto accaduto rappresenta l’ennesima dimostrazione dei rischi legati alla diffusione delle carabine ad aria compressa, spesso considerate strumenti innocui ma in grado di provocare la morte di animali e gravi lesioni alle persone.
“Presentiamo denuncia affinché vengano accertate tutte le responsabilità del caso”, dichiara Piera Rosati, presidente LNDC Animal Protection. “Siamo di fronte all’ennesimo animale ucciso senza alcuna ragione, vittima della crudeltà e dell’irresponsabilità umana. Ma questa vicenda pone anche un problema più ampio: oggi è incredibilmente facile procurarsi una carabina ad aria compressa. Molti modelli sono venduti liberamente e possono essere acquistati con estrema semplicità, nonostante abbiano una potenza sufficiente a uccidere animali e, in determinate circostanze, a causare lesioni anche molto gravi alle persone”.

La richiesta di una stretta normativa
LNDC Animal Protection invita a superare l’idea che le armi ad aria compressa siano semplici strumenti ricreativi e sollecita un intervento legislativo che ne regolamenti con maggiore rigore vendita e utilizzo. L’associazione propone controlli più severi, limitazioni più efficaci e campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini.
“Ogni anno registriamo numerosi casi di gatti, cani, uccelli e altri animali selvatici colpiti deliberatamente con questo tipo di armi. Molti muoiono tra atroci sofferenze, altri riportano ferite permanenti. Si tratta di episodi che non possono essere liquidati come semplici bravate, perché rivelano una preoccupante propensione alla violenza e un’assoluta mancanza di rispetto per la vita”, continua Rosati.
“Chi utilizza un’arma per colpire un animale indifeso dimostra una pericolosa assenza di empatia e un’evidente sottovalutazione delle conseguenze delle proprie azioni. Oggi la vittima – conclude Rosati – è un volatile, domani potrebbe essere un altro animale o una persona. Per questo chiediamo che episodi come quello di Vibo Valentia non vengano minimizzati e che si intervenga sia sul piano giudiziario sia su quello della prevenzione”.



















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