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Consorzio Valle Crati: Iannucci scrive al presidente per avere chiarezza sul futuro della depurazione

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Consorzio Valle Crati: Iannucci scrive al presidente per avere chiarezza sul futuro della depurazione

L’ex presidente del Consorzio, Iannucci, scrive al presidente della Regione Calabria chiedendo chiarezza sui fondi, sul futuro della depurazione e sul coinvolgimento dei Comuni consorziati

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Iannucci scrive Occhiuto su Consorzio valle crati

CAROLEI (CS) – Una lettera aperta indirizzata al presidente della Regione Calabria per chiedere risposte su una vicenda che, secondo il firmatario, coinvolge non solo il Consorzio Valle Crati ma anche decine di Comuni consorziati. A firmarla è Francesco Iannucci, che richiama l’attenzione sulla gestione del sistema depurativo e sulle procedure legate ai finanziamenti destinati al superamento delle criticità in materia di collettamento e depurazione delle acque reflue.

Consorzio Valle Crati, la lettera aperta di Francesco Iannucci

“Caro Presidente

Lei sarà a conoscenza della vicenda Consorzio Valle Crati che coinvolge me, ma soprattutto molti comuni consorziati. Nell’attesa che tutto si risolva in un modo o nell’altro, molti Comuni, non coinvolti nel processo decisionale, non conoscono ancora le risposte ad alcune fondamentali domande.

Mi rivolgo a Lei conoscendo la sua grande sensibilità al problema della depurazione e considerato che le sanzioni complessive pagate dall’Italia a Bruxelles per la mancata depurazione superano i 210 milioni di euro, con stime che prevedono costi enormi fino al 2030 in assenza di una risoluzione totale del problema e, la Calabria, risulta seconda in Italia, in tema di infrazione, con circa 129 agglomerati coinvolti.

consorzio-valle-crati Iannucci

In particolare molti comuni si chiedono:

1) “il Consorzio nel 2014 ha sottoscritto la convenzione con la Regione Calabria per il finanziamento relativo al superamento delle criticità dei comuni consorziati in materia di collettamento e depurazione acque reflue, delibera Cipe 60/2012. La Regione Calabria ha già trasferito la prevista anticipazione del 10% del finanziamento accordato (36 milioni di Euro)”, ma i soldi, soprattutto il 10% anticipato al Consorzio Valle Crati, che fine hanno fatto?

2) Dal 2012 ad oggi i prezzi, anche quelli previsti dal prezziario regionale, sono variati ed è facilmente intuibile che tutti i lavori previsti 13 anni fa, non potranno essere realizzatiti. E’ necessario quindi cambiare strategia e porsi altri obiettivi come il rafforzamento dell’impianto di Coda di Volpe. Strategia che ho più volte segnalato al Direttore Generale ARRICAL. Il problema, purtroppo, è che i comuni Consorziati nulla sanno in quanto nessuno li coinvolge. Una situazione quanto meno bizzarra.

Francesco Iannucci Carolei

3) E’ strano che il Ministero nulla abbia relazionato per il mancato inizio né della progettazione nè dei lavori, considerato il perdurare dell’infrazione Comunitaria. Esiste un pericolo concreto che il Ministero possa revocare il finanziamento?

4) Mi preme sottolineare che la Regione Calabria può e deve chiedere la rendicontazione dell’acconto versato (il 2014) nonché essere informato costantemente sullo stato dei lavori; E’ possibile quindi revocare, stante l’inerzia di oltre 12 anni del Consorzio, la Convenzione tra Regione Calabria e Consorzio Valle Crati gestendo, progettazione e lavori, direttamente (dipartimento Ambiente) o per il tramite dell’Ente gestore del servizio idrico integrato SORICAL?

5) Perché SORICAL sta rinviando il subentro al Consorzio Valle Crati?

6) Infine, mi chiedo se possa essere possibile coinvolgere tutti i comuni consorziati, nel processo decisionale che la Regione vorrà adottare stante lo scollamento, ormai noto a tutti, tra la maggior parte dei comuni consorziati e la governance del Consorzio Valle Crati.

Sicuro di una Sua risposta
Francesco Iannuci”.

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