Calabria
Indennità di Pronto Soccorso: Fp Cgil Calabria contro l’accordo regionale «riaprire la trattativa»
Il sindacato denuncia l’esclusione di diverse figure dell’emergenza-urgenza dall’indennità prevista dall’accordo regionale per i Pronto Soccorso del 25 giugno e critica la mancata convocazione al tavolo di confronto, chiedendo la riapertura della trattativa

CATANZARO – L’accordo sulle linee guida regionali per l’indennità di Pronto Soccorso, sottoscritto presso la Regione Calabria lo scorso 25 giugno, finisce al centro delle critiche della Fp Cgil Calabria. Il sindacato denuncia di non essere stato convocato al tavolo di confronto e contesta il contenuto dell’intesa, che riconosce l’indennità esclusivamente al personale formalmente assegnato ai Pronto Soccorso, comprendendo professionisti della salute, funzionari, operatori e personale di supporto, ma escludendo il personale del SUEM 118, comprese le Centrali Operative, i Punti di Primo Intervento (PPI) e i Pronto Soccorso Ostetrico-Ginecologici e Pediatrici.
Indennità di Pronto Soccorso, accordo contestato ed esclusioni
In una lettera indirizzata al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e al Dipartimento regionale Salute e Servizi Sanitari, il segretario generale della Fp Cgil Calabria, Bruno Ferdinando Bruno Schipano, evidenzia le criticità dell’accordo: “questa esclusione è una scelta deliberata, e la FP CGIL la contesta sul piano contrattuale – afferma Schipano – L’art. 69 del CCNL Comparto Sanità 2022/2024, così come il previgente art. 107 comma 4 del CCNL 2019/2021, identifica come destinatari il personale dei servizi di emergenza-urgenza. La norma contrattuale non circoscrive l’ambito ai soli Pronto Soccorso ordinari ma, al contrario, lascia alle parti regionali il compito di individuare i servizi, in coerenza con la finalità compensativa dell’istituto, ovvero il disagio derivante dall’attività prestata in specifici contesti ad alta intensità assistenziale”.

Le critiche della Fp Cgil
Secondo Schipano, le attività svolte dal personale escluso presentano le stesse caratteristiche di elevata complessità e pressione assistenziale dei Pronto Soccorso. “Il Suem 118 – ribadisce il Segretario – eroga assistenza di emergenza-urgenza sul territorio con le medesime caratteristiche di criticità, imprevedibilità e pressione psicofisica che contraddistinguono il Pronto Soccorso. I PS Ostetrico-Ginecologici e Pediatrici gestiscono urgenze che nessun professionista della salute considera ordinaria attività clinica. I PPI (Punti di primo intervento) costituiscono il primo filtro territoriale dell’emergenza. Sostenere che questi servizi non rientrino nella ratio dell’istituto richiede una giustificazione che l’accordo non fornisce”.
“Nuovo accordo, un passo indietro rispetto al passato”
“Si retrocede da un perimetro più ampio a uno più ristretto, in assenza di modifiche normative o contrattuali che lo giustifichino. Questa discontinuità non è solo incoerente: produce una disparità di trattamento tra lavoratori che svolgono funzioni analoghe in servizi analoghi, rispetto a quanto riconosciuto negli anni precedenti”. A ciò si aggiunge una critica sulla distribuzione delle risorse: “La Fp Cgil ritiene – prosegue – che la distribuzione di risorse contrattuali debba seguire criteri di equità sostanziale, non di convenienza formale. L’esclusione di interi segmenti organizzativi non riduce il monte risorse: lo concentra su una platea più ristretta, con l’effetto paradossale di premiare di più alcuni e di non riconoscere nulla ad altri che svolgono funzioni equivalenti”.

La richiesta di riaprire il confronto
Tra gli aspetti maggiormente contestati dal sindacato figura anche la mancata convocazione della Fp Cgil al tavolo che ha portato alla firma dell’accordo: “non è un incidente isolato – precisa Schipano – e ripropone una questione strutturale nel sistema di relazioni sindacali in Calabria: la tendenza a concludere accordi in condizioni di partecipazione incompleta, con organizzazioni convocate tardivamente o non convocate, e a non concedere tempi di riflessione adeguati su testi articolati che producono effetti economici rilevanti e pluriennali”.
Il segretario conclude con un duro richiamo al metodo seguito nella sottoscrizione dell’intesa: “Un accordo di questa importanza – conclude il segretario – non si firma al buio. Procedere immediatamente alla firma, ignorando i tempi minimi della democrazia sindacale, svilisce il valore della contrattazione e produce intese deboli, contestate già il giorno successivo”.
Per questo motivo la Fp Cgil Calabria ha chiesto la riapertura del confronto sull’accordo del 25 giugno 2026, con la convocazione di tutte le organizzazioni sindacali rappresentative, la revisione della platea dei destinatari dell’indennità includendo SUEM 118, Centrali Operative, Punti di Primo Intervento e Pronto Soccorso Ostetrico-Ginecologici e Pediatrici, oltre all’introduzione di procedure che garantiscano tempi adeguati per l’esame dei testi prima della sottoscrizione degli accordi.



















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