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Processo “Libro Nero”: assolti i fratelli imprenditori Berna, cadono tutte le accuse

Calabria

Processo “Libro Nero”: assolti i fratelli imprenditori Berna, cadono tutte le accuse

La Corte d’Appello di Reggio Calabria ribalta la sentenza di primo grado e assolve Demetrio e Francesco Berna perché “il fatto non sussiste”. I due imprenditori erano accusati di concorso esterno con la ‘ndrangheta nell’ambito dell’inchiesta della Dda

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REGGIO CALABRIA – Si chiude con un’assoluzione il processo d’appello per Demetrio e Francesco Berna, imprenditori reggini coinvolti nell’inchiesta “Libro Nero“. La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha assolto entrambi perché “il fatto non sussiste“, ribaltando la condanna pronunciata in primo grado nel procedimento celebrato con rito abbreviato.

Il collegio, presieduto dal giudice Gianfranco Grillone, ha accolto le tesi difensive sostenute dagli avvocati Giandomenico Caiazza, Emilia Vera Giurato e Francesco Albanese, facendo cadere l’accusa di concorso esterno con la ‘ndrangheta contestata dalla Direzione distrettuale antimafia.

Dall’arresto dei fratelli Berna alle accuse

L’inchiesta aveva portato nel 2019 all’arresto dei due fratelli, ritenuti dagli inquirenti “imprenditori di riferimento” della cosca Libri. A distanza di sette anni, però, l’impianto accusatorio non ha retto al vaglio della Corte d’Appello, che ha escluso la sussistenza dei fatti contestati.

Demetrio Berna, ex assessore comunale, e il fratello Francesco, già presidente regionale e vicepresidente nazionale dell’Ance, erano finiti al centro dell’indagine per i presunti rapporti con la criminalità organizzata reggina.

Nel corso degli anni successivi all’inchiesta, i fratelli Berna hanno reso numerose dichiarazioni contro la ‘ndrangheta, tanto da essere posti sotto scorta. I loro verbali hanno contribuito alle indagini della magistratura antimafia, consentendo di far luce su diversi episodi estorsivi attribuiti a cosche reggine. In particolare, dalle dichiarazioni di Francesco Berna sono scaturiti ulteriori procedimenti antimafia, tra cui i processi “Epicentro” e “Heliantus”, nei quali i due imprenditori figurano come persone offese e si sono costituiti parte civile.

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