Ionio
DOPO LA STRAGE
Braccianti bruciati vivi ad Amendolara, arriva la Commissione d’inchiesta: focus su lavoro e sicurezza
Dopo la strage del primo giugno, la Commissione parlamentare avvia una serie di incontri istituzionali con Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, magistrati della Procura di Castrovillari, sindacati e rappresentanti delle categorie datoriali

AMENDOLARA (CS) – La Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati è arrivata ieri pomeriggio ad Amendolara, nel Cosentino, per una serie di incontri istituzionali successivi all’omicidio dei quattro braccianti, bruciati vivi nella strage avvenuta il primo giugno scorso.
Strage di braccianti, la visita della Commissione
La Commissione ha incontrato i componenti del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica della Provincia di Cosenza. La riunione, durata circa due ore, ha rappresentato il primo momento di confronto sul contesto e sugli sviluppi della vicenda. Successivamente, i commissari hanno avuto un incontro con il procuratore della Repubblica di Castrovillari, Alessandro D’Alessio, e con il pubblico ministero Roberta Bello, titolare dell’inchiesta sulla strage.

Prosegue intanto il programma della visita istituzionale. In serata si è tenuta una riunione tra i componenti della Commissione, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e quelli delle categorie datoriali. L’obiettivo è approfondire il quadro delle condizioni di lavoro, dei sistemi di tutela della sicurezza e delle possibili misure da adottare per contrastare lo sfruttamento e prevenire il ripetersi di tragedie come quella che ha colpito Amendolara.
La visita istituzionale
La Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro ha incontrato amministratori, magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine, sindacati e istituzioni per approfondire il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento. Presenti, tra gli altri, la presidente della Commissione Chiara Gribaudo, i parlamentari Andrea Quartini, Aboubakar Soumahoro e Francesco Mari, il sindaco di Amendolara Maria Rita Acciardi, il procuratore di Castrovillari Alessandro D’Alessio, il sostituto procuratore Roberta Bello, la prefetta di Cosenza Rosa Maria Padovano e il questore Antonio Borelli.
Nel suo intervento, la presidente Gribaudo ha ribadito la necessità di contrastare ogni forma di sfruttamento e di rompere il silenzio che spesso accompagna queste vicende: «nessuna omertà, soprattutto da parte dello Stato. Non è possibile essere bruciati vivi se si denuncia qualcosa che non funziona o se provi a dire qualcosa che riguardi il lavoro, l’abitazione o i trasporti».
«C’è uno sfruttamento dei caporali che agiscono anche fuori dai luoghi di lavoro, durante il tragitto dalle abitazioni alle aziende in cui prestano servizio e nelle case in cui abitano. In questo caso abbiamo accertato che in quell’alloggio al civico 18 di via Gramsci a Villapiana paese vivevano 18 persone».

«È inaccettabile una situazione del genere. Siamo in attesa dell’esito delle indagini ma c’è qualcosa che stona anche per quanto concerne i datori di lavoro, con contratti che vengono fatti a persone che nemmeno conoscono la lingua. Con le sigle sindacali e con la Regione Calabria cercheremo di sviluppare una filiera di qualità nel lavoro in agricoltura, e abbiamo suggerito dei criteri di premialità per le aziende che rispettano regole e leggi, magari favorendo anche opportunità per il trasporto dei lavoratori, perché sia chiaro, senza queste persone noi non mangiamo».
La missione istituzionale ha rappresentato anche un momento di ricordo per Amin Fazal Khojani, Ullah Ismat Qiemi, Safi Iayjad e Waseem Khan, i quattro braccianti morti nella strage. La presidente della Commissione ha evidenziato come quanto accaduto ad Amendolara rappresenti un caso emblematico delle derive del caporalato.



















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