Area Urbana
Rende: carta d’identità elettronica, slitta la scadenza ma restano limiti all’espatrio e regole fino al 2027
Il Governo proroga i termini per la sostituzione della carta d’identità cartacea con la CIE per evitare code agli sportelli. Il rinvio consente dunque una transizione più graduale verso la completa digitalizzazione dei documenti

RENDE – Slitta l’obbligo della Carta d’identità elettronica e nonostante le iniziative, come gli Open Days organizzati dall’Ufficio Anagrafe di Rende, il Governo ha deciso di rinviare l’obbligo di sostituzione del documento cartaceo con la CIE. Il termine, inizialmente fissato al 3 agosto 2026, è stato modificato dall’articolo 11 del Decreto Legge n. 108 del 26 giugno 2026, con l’obiettivo di evitare sovraccarichi agli sportelli comunali e lunghe code per il rilascio del nuovo documento.

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Il provvedimento stabilisce che i documenti cartacei già in circolazione restano validi fino alla loro naturale scadenza. Tuttavia, vengono introdotte alcune limitazioni importanti: la carta d’identità cartacea non potrà essere utilizzata per l’espatrio nei Paesi dell’Unione Europea e in quelli che richiedono la CIE elettronica o il passaporto.
In caso di necessità urgente, il sindaco potrà rilasciare un documento provvisorio valido fino a sei mesi, non rinnovabile e utilizzabile anche per l’espatrio, pur con possibili limitazioni in alcuni Stati. Il modello operativo sarà definito con una successiva circolare del Ministero dell’Interno.

Validità e utilizzo fino al 2027
Resta inoltre confermato che il documento cartaceo mantiene piena validità per i contratti già attivati entro il 3 agosto 2026, come rapporti bancari, assicurativi o servizi di identità digitale. Fino al 31 gennaio 2027, il documento potrà continuare a essere utilizzato per numerose operazioni:
– prestazioni sanitarie, previdenziali e assicurative
– ritiro della posta,
– notifiche di atti giudiziari,
– operazioni bancarie e postali,
– riscossione della pensione,
– rapporti con la Pubblica Amministrazione e con le rappresentanze diplomatiche.
Il rinvio consente dunque una transizione più graduale verso la completa digitalizzazione dei documenti d’identità.



















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