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Incendio ad Altomonte, notte di fiamme e paura: fuoco vicino le abitazioni, rione salvato dai soccorsi

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muro di fiamme

Incendio ad Altomonte, notte di fiamme e paura: fuoco vicino le abitazioni, rione salvato dai soccorsi

Domato il vasto incendio divampato nel pomeriggio di ieri ad Altomonte che ha minacciato le abitazioni. Francesco Pacienza: “Salvati dall’instancabile lavoro dei Vigili del Fuoco, ma manca la prevenzione”

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Altomonte incendio

ALTOMONTE (CS)– Sono state ore di pura angoscia e una notte di paura ad Altomonte, la perla medievale del cosentino, dove un vasto incendio ha letteralmente assediato il centro abitato, lambendo le case popolari e minacciando l’incolumità di centinaia di residenti. Come riscostruito da Francesco Pacienza in una dettagliata ricostruzione dei fatti, il rogo è divampato intorno alle ore 18:00 di ieri, partendo dalle porte del paese per poi propagarsi rapidamente a causa di una brezza di vento costante e leggera. Le fiamme hanno prima avvolto il rione «campo sportivo» per poi correre velocissime fino alla contrada «Le Crete».

L’anacronistica pratica degli abbruciamenti

All’origine del rogo, secondo quanto evidenziato da Francesco Pacienza, ci sarebbe ancora una volta l’intramontabile quanto illegale abitudine di ripulire i campi dando fuoco a sterpaglie e sfalci agricoli. “Una pratica preistorica che oggi non è solo un insulto all’intelligenza, ma è un vero e proprio reato, specialmente nel periodo di massima allerta incendi”, commenta duramente Pacienza nel suo reportage.

L’espansione urbana verso le campagne trasforma infatti l’accensione di questi roghi a ridosso dei quartieri residenziali in una vera e propria bomba a orologeria. Le immagini catturate dai droni mostrano chiaramente la drammaticità della situazione: fiamme alte che hanno sfiorato i muri perimetrali delle abitazioni, costringendo i cittadini a respirare aria densa di fumo e a vivere nel terrore di perdere tutto.

Il racconto accende i riflettori anche su un clamoroso paradosso gestionale. Nonostante il rogo sia partito in pieno giorno e con la luce del sole, nei cieli di Altomonte non si è vista l’ombra di un Canadair o di un elicottero della flotta antincendio. Un’assenza pesante, dovuta forse a lungaggini burocratiche o a valutazioni della direzione delle operazioni che hanno lasciato l’intero peso dell’emergenza sulle squadre di terra.

INcendio Antomonte

L’instancabile lavoro dei vigili del fuoco e della ProCiv

A evitare che la notte si trasformasse in una tragedia strutturale e umana è stato solo il prodigioso e commovente impegno dei soccorritori. Su tutti i I Vigili del Fuoco e il personale della Protezione Civile Regionale che hanno lottato corpo a corpo contro il muro di fuoco per tutta la notte. Il monitoraggio minuto per minuto ha impedito alle fiamme di divorare le case popolari. Il reportage si conclude con riflessione che chiama in causa la gestione locale e le responsabilità politiche del territorio. I terreni incolti e pieni di fitte sterpaglie dietro i complessi residenziali non nascono dal nulla, ma sono il risultato di mesi di abbandono e di una cronica assenza di controlli preventivi.

Se oggi Altomonte si risveglia potendo contare solo danni materiali e tanta cenere, resta comunque aperta la ferita dell’inefficienza. La solidarietà espressa a posteriori non basta più: per garantire la sicurezza urbana e la tutela del territorio serve tolleranza zero contro chi viola i divieti elementari, ma soprattutto serve una programmazione amministrativa capace di ripulire le periferie prima che si trasformino in trappole di fuoco

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