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«Pioggia di soldi alla sanità privata, ma i contratti restano bloccati». Scatta la protesta al Ministero della Salute

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«Pioggia di soldi alla sanità privata, ma i contratti restano bloccati». Scatta la protesta al Ministero della Salute

Il decreto tariffe sblocca un miliardo di euro per le strutture private accreditate Aiop e Aris, ma senza vincoli salariali per i lavoratori. La denuncia di Gianluca Giuliano (UGL Salute): “La dignità del lavoro non può attendere”

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Una vera e propria “pioggia di soldi” pubblici si sta per abbattere sulle casse delle strutture della sanità privata accreditata, ma per le migliaia di professionisti che operano nel settore l’attesa del rinnovo contrattuale sembra destinata a prolungarsi ulteriormente. Una situazione paradossale che ha spinto il sindacato UGL Salute a proclamare un presidio di protesta nazionale per il prossimo 22 luglio sotto la sede del Ministero della Salute a Roma.

Al centro della dura contestazione c’è il recente decreto sulle nuove tariffe ospedaliere e della riabilitazione, fresco di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento ha di fatto sbloccato una cifra monstre: circa un miliardo di euro di risorse pubbliche complessive, di cui 350 milioni di euro immediatamente disponibili e destinati alle strutture private accreditate facenti capo alle associazioni datoriali Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata) e Aris (Associazione Religiose Istituti Socio-Sanitari).

Fondi milionari senza vincoli: la denuncia di UGL Salute

Ciò che ha scatenato l’ira dei sindacati e dei lavoratori è l’assenza di clausole vincolanti all’interno del provvedimento economico. Nonostante l’ingente iniezione di liquidità statale, non è stato inserito alcun obbligo per le aziende private di utilizzare tali risorse per valorizzare il personale e procedere al tanto atteso rinnovo del contratto nazionale, fermo ormai da troppi anni.

A farsi portavoce del malcontento generale è Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale di UGL Salute, che in una nota ufficiale ha commentato duramente lo scenario attuale:

“È inaccettabile che, mentre migliaia di professionisti della sanità privata attendono da anni il rinnovo del contratto nazionale, si continuino a destinare ingenti risorse pubbliche alle strutture private senza prevedere alcun obbligo di utilizzarle per valorizzare il lavoro e rinnovare i contratti. Una vera e propria pioggia di risorse pubbliche che, ancora una volta, non è accompagnata da alcun vincolo che imponga il rinnovo dei contratti o il riconoscimento di adeguati aumenti salariali ai lavoratori alle associazioni datoriali Aiop e Aris. Non è più tollerabile che chi garantisce ogni giorno assistenza, cure e professionalità continui a essere lasciato indietro”.

Il nodo dell’emendamento al Decreto Lavoro: “Beffa oltre il danno”

A gravare su un clima già fortemente teso si aggiungono le recenti scelte legislative che hanno penalizzato in modo diretto i dipendenti del comparto privato. Sotto la lente d’ingrandimento della sigla sindacale è finito, infatti, un emendamento inserito nel decreto lavoro, il quale ha escluso categoricamente il personale della sanità privata dall’erogazione dell’indennità di vacanza contrattuale.

La giustificazione tecnica addotta per legittimare l’esclusione si poggiava su una presunta e potenziale “incertezza dei ricavi” delle aziende sanitarie private. Una motivazione che UGL Salute rispedisce al mittente, definendola priva di fondamenta oggettive. Come sottolineato da Giuliano, tale narrazione crolla proprio di fronte ai continui e miliardari stanziamenti pubblici che continuano a rimpinguare le casse delle cliniche convenzionate, finendo per penalizzare in via esclusiva la forza lavoro.

UGL

I numeri e i punti chiave della vertenza:

  • 1 miliardo di euro: L’ammontare complessivo sbloccato dal nuovo decreto per le tariffe ospedaliere e della riabilitazione.
  • 350 milioni di euro: I fondi pubblici immediatamente liquidabili ed erogati a favore delle strutture accreditate.
  • Esclusione dall’indennità: Personale privato tagliato fuori dall’indennità di vacanza contrattuale tramite il Decreto Lavoro.
  • 22 luglio: Data ufficiale della mobilitazione nazionale davanti alla sede del Ministero della Salute a Roma.

Il 22 luglio la mobilitazione a Roma: “Stessi diritti del settore pubblico”

La parità di dignità tra il settore pubblico e quello privato accreditato rimane l’obiettivo cardine della protesta. Secondo il sindacato, chi opera all’interno delle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) e delle cliniche private svolge un servizio pubblico essenziale a tutti gli effetti, fondamentale per la tenuta del Sistema Sanitario Nazionale (SSN), e per questo motivo ha diritto a tutele identiche a quelle dei colleghi degli ospedali pubblici.

“UGL Salute ribadisce che chi opera nella sanità privata e nelle RSA svolge un servizio essenziale per il Paese e ha diritto a un contratto dignitoso, a retribuzioni adeguate e al pieno riconoscimento della propria professionalità. Le risorse pubbliche destinate alle strutture accreditate devono essere accompagnate da precisi impegni sul rinnovo dei contratti e sulla valorizzazione del personale, prosegue il Segretario Nazionale Giuliano, spiegando le ragioni del presidio del 22 luglio. “Sarà una mobilitazione forte e determinata per chiedere al Governo, alle Regioni e alle associazioni datoriali di assumersi le proprie responsabilità e sbloccare una vertenza che si trascina da troppo tempo.”

La promessa del sindacato è quella di non retrocedere di un passo: la mobilitazione proseguirà a oltranza fino a quando non verranno garantiti contratti dignitosi, stipendi adeguati al costo della vita e un definitivo livellamento dei diritti. La parola passa ora alle istituzioni politiche e ai vertici di Aiop e Aris, chiamati a rispondere a una piazza che si preannuncia infuocata.

 

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