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Forestali e precariato, interrogazione di Filomena Greco «stabilizzare 335 lavoratori dei boschi»

Calabria

Forestali e precariato, interrogazione di Filomena Greco «stabilizzare 335 lavoratori dei boschi»

La consigliera regionale di Casa Riformista – Italia Viva presenta un’interrogazione alla Giunta per chiedere la stabilizzazione dei professionisti del settore forestale formati dalla Regione e impegnati nella tutela dei boschi della Sila Greca e del Cosentino

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lavoratori forestali

REGGIO CALABRIA – Stabilizzare i lavoratori forestali formati negli ultimi anni dalla Regione Calabria e valorizzarne le competenze per la tutela del territorio; è l’obiettivo dell’interrogazione a risposta scritta presentata dalla consigliera regionale Filomena Greco, di Casa Riformista – Italia Viva, indirizzata al presidente della Giunta regionale.

La richiesta riguarda 335 operatori specializzati della Sila Greca e del comprensorio cosentino, impiegati nella manutenzione dei boschi, nella prevenzione degli incendi e nel contrasto al dissesto idrogeologico nei territori di Bocchigliero, Campana, Longobucco, San Giovanni in Fiore e Plataci.

Forestali, Greco “non si può vivere con 51 giornate di lavoro”

Secondo Greco, il sistema attuale, basato su rapporti di lavoro limitati nel tempo, non è più sostenibile e rischia di disperdere competenze costruite grazie a importanti investimenti pubblici: “gli incendi boschivi e i fenomeni climatici estremi non sono emergenze temporanee, ma minacce permanenti che richiedono professionisti stabili e non contratti per quattro ore al giorno per 51 giornate all’anno. Investire milioni di euro di fondi pubblici per formare operai specializzati e poi abbandonarli nel limbo della precarietà è un paradosso normativo ed economico che svuota le aree interne del Mezzogiorno. Con 51 giornate di lavoro l’anno non si costruisce una vita: si sopravvive. E così si spopolano le aree interne”.

Greco Filomena - interrogazione forestali

Nell’interrogazione, la consigliera chiede alla Regione di verificare il fabbisogno di personale nel comparto forestale e di valutare percorsi di stabilizzazione attraverso enti come Calabria Verde, Arsac, i Consorzi di bonifica e gli enti locali.

L’appello per il futuro delle aree interne

Per Greco, la valorizzazione del patrimonio boschivo rappresenta anche una strategia contro lo spopolamento delle aree montane e per la crescita economica della Calabria: “la lotta allo spopolamento dell’Appennino e del Sud, sbandierata da molti programmi politici nazionali — prosegue Greco —, perde di credibilità se non viene accompagnata da azioni concrete sul territorio”.

Lavoratori forestali

“Diventa contraddittorio incentivare il ripopolamento delle aree interne se, parallelamente, non si investe nella creazione di lavoro stabile per chi già vi risiede. Lo sviluppo della Calabria non passa da interventi occasionali o contributi una tantum, ma da politiche strutturali capaci di creare occupazione, valorizzare le competenze e dare prospettive alle comunità locali”.

Non è una battaglia per 335 lavoratori. È una scelta sul futuro della Calabria. Investire nella tutela dei boschi — conclude Greco — significa investire nella sicurezza del territorio, nel contrasto allo spopolamento e nel lavoro stabile. Solo così le aree interne potranno tornare a essere luoghi in cui vivere, lavorare e costruire il proprio futuro”.

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