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Blitz interforze in coltivazione abusiva di cipolle sulla spiaggia: sequestrata area demaniale di 26.000 metri quadri

Calabria

Blitz interforze in coltivazione abusiva di cipolle sulla spiaggia: sequestrata area demaniale di 26.000 metri quadri

I controlli delle forze dell’ordine hanno svelato l’occupazione abusiva a ridosso della battigia con serre e impianti d’irrigazione. Denunciato il titolare dell’azienda agricola per reati ambientali e paesaggistici

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Coltivazione abusiva_cipolle_spiaggia

LAMEZIA TERME – Un’area demaniale marittima di circa 26.000 mq è stata posta sotto sequestro preventivo d’urgenza perchè occupata senza autorizzazione. Nella maxi area era stata realizzata una coltivazione abusiva di cipolle, con l’installazione di strutture non adeguate. Si tratta di una recinzione realizzata con siepi di oleandri, paletti in legno e rete metallica ed impianti di protezione per culture, costituiti da tunnel i ferro con copertura in plastica e impianto irriguo, costituito da un sistema di tubazioni, raccordi ed erogatori.

Coltivazione abusiva di cipolle sulla spiaggia: i controlli ed il sequestro

La scoperta è stata fatta nel corso di mirati controlli realizzato dal gruppo interforze costituito dalla Procura di Lamezia Terme, appartenenti alla Guardia Costiera di Vibo Valentia e di Pizzo, al Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, al Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme e al Gruppo Carabinieri Forestale di Catanzaro, con il supporto tecnico/ scientifico dell’Arpacal di Catanzaro, all’interno di un’azienda agricola operante nell’agro del Comune di Lamezia Terme.

Le forze dell’ordine hanno riscontrato che parte delle coltivazioni dell’azienda insistevano su un’area demaniale marittima a ridosso della battigia e dunque per impedire che la condotta illecita potesse continuare si è proceduto con il sequestro convalidato, su richiesta della Procura di Lamezia Terme, dal GIP in sede, in data 14 luglio 2026.

La denuncia al titolare

Al titolare dell’azienda agricola sono state contestate le ipotesi di reato di occupazione abusiva di area demaniale marittima e violazione della normativa paesaggistica poiché l’area demaniale marittima occupata abusivamente è sottoposta a vincoli tutori ed inibitori.

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