Calabria
Comuni montani, Irto lancia l’allarme: «Il nuovo regolamento del governo penalizza le aree interne»
Il segretario regionale del Pd Calabria parla di “criteri ingiustificati, incoerenti e privi di reale aderenza alle condizioni dei territori”. Il primo ad essere colpito sarà il sistema scolastico

LAMEZIA TERME – Emarginare le aree interne e di penalizzare decine di Comuni montani che rischiano di essere esclusi dalla nuova classificazione. È quanto denuncia il senatore Nicola Irto, segretario regionale del PD Calabria in mertio al regolamento sui criteri per la classificazione dei Comuni montani, publicato con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 121 dell’11 maggio 2026 in attuazione dell’articolo 2, comma 1, della legge 12 settembre 2025, n. 131 (Legge sulla Montagna).
Comuni montani e nuovo regolamento: “Inaccettabile tagliola”
Irto parla di “criteri ingiustificati, incoerenti e privi di reale aderenza alle condizioni dei territori”. Motivo questi per i quali il Partito democratico ha raccolto il grido d’allarme proveniente da tanti Comuni, molti dei quali hanno già promosso ricorsi davanti ai giudici amministrativi. Per questa ragione il Pd ha presentato una proposta di legge finalizzata a superare questa inaccettabile “tagliola”, che ha escluso senza valide motivazioni intere comunità dai benefici riconosciuti ai territori montani.

“Continueremo a stare al fianco dei Comuni montani – dice il segretario dem – e registriamo, in queste ore, anche la fondata preoccupazione espressa dall’Uncem nazionale, che ha evidenziato come “il rischio che temiamo, che non vorremmo, è che pochi siano felici e soddisfatti e molti, invece, arrabbiati. Un rischio. Arrabbiati non solo i Comuni esclusi dalla ‘montanità’, con parametri già oggetto di tanti ricorsi. Anche quelli che verranno esclusi dal secondo elenco, quello per l’accesso ai bonus e alle opportunità economiche della legge”.
Le aree interne quelle più colpite: c’è il rischio che si perdano le tutele
Le conseguenze di questo provvedimento che coinvolge i Comuni montani, secondo Irto “saranno molto pesanti. Ne pagheranno il prezzo anzitutto le aree interne, a partire dal sistema scolastico. I Comuni esclusi perderanno infatti le tutele previste dalla Legge sulla Montagna nella formazione delle classi, con effetti facilmente prevedibili sul dimensionamento scolastico. A questo si aggiungono i tagli lineari al Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (FOSMIT), che ridurranno ulteriormente le possibilità di investimento e di sostegno ai territori più fragili”.
“Non possiamo accettare che una visione esclusivamente ragionieristica comprometta diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione, come il diritto all’istruzione e quello all’eguaglianza tra i cittadini, indipendentemente dal luogo in cui vivono. Quanto sta accadendo conferma la fondatezza dell’iniziativa politica che il Partito democratico sta portando avanti a ogni livello istituzionale e territoriale e dimostra, – conclude – ancora una volta, l’inadeguatezza del centrodestra, che in Italia e in Calabria continua a relegare le aree interne e la montagna a una semplice definizione geografica, sostituendo le politiche necessarie con slogan di propaganda”.


















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