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Carceri al collasso, anche Castrovillari aderisce alla mobilitazione nazionale: la Garante Zaccato “è il tempo di agire”

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Carceri al collasso, anche Castrovillari aderisce alla mobilitazione nazionale: la Garante Zaccato “è il tempo di agire”

La Garante per i diritti dei detenuti della città del Pollino si unisce all’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione: sovraffollamento, carenze di personale e la presenza di bambini in cella tra i nodi più urgenti

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Carcere Castrovillari Garante Tina Zaccato

CASTROVILLARI (CS) – Anche Castrovillari scende in campo nella mobilitazione nazionale sui diritti nelle carceri. La Garante comunale, Tina Zaccato, ha comunicato l’adesione alla giornata di sensibilizzazione promossa dalla Conferenza Nazionale dei Garanti, denominata “Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione”, pensata per tenere alta l’attenzione sulle condizioni di vita all’interno degli istituti penitenziari italiani. “Esistono una serie di criticità ed è arrivato il tempo di agire“, ha dichiarato Zaccato, sottolineando come il suo compito sia proprio quello di “tenere alti i riflettori sulle condizioni di vivibilità del carcere“.

Grazie al coordinamento con la Conferenza Nazionale dei Garanti, la responsabile calabrese può contare su un confronto costante con le altre realtà territoriali, uscendo così da una condizione di isolamento che spesso caratterizza chi opera in questo settore.

Le richieste per i detenuti a fine pena

Tra le proposte avanzate figura un intervento immediato in favore dei detenuti con un residuo di pena non superiore a un anno, categoria per la quale si chiede l’accesso a misure alternative alla detenzione. A questo si affianca la richiesta di un ampliamento della liberazione anticipata, con la detrazione di pena che dovrebbe salire da 45 a 74 giorni per ogni semestre per chi partecipa in modo positivo ai percorsi trattamentali.

Non manca l’attenzione al tema delle dipendenze: la Garante chiede che l’affidamento alle comunità terapeutiche diventi una misura alternativa strutturale per i detenuti tossicodipendenti, insieme a un potenziamento della dotazione di braccialetti elettronici, strumento indicato come chiave per decongestionare gli istituti senza rinunciare al controllo.

Castrovillari: i bambini nella sezione femminile

Uno dei punti più delicati sollevati da Zaccato riguarda la presenza di minori all’interno della Casa Circondariale “Rosetta Sisca” di Castrovillari. Nella sezione femminile risulta detenuta una donna con due figli minori, mentre altre detenute hanno bambini all’esterno dell’istituto. Per questi casi la Garante chiede l’accesso alla Casa protetta comunale, una soluzione che garantirebbe un ambiente più adatto allo sviluppo psicofisico dei più piccoli. “Il carcere non è un luogo adatto per tutti i bambini, figuriamoci in età prescolare“, ha spiegato ancora Tina Zaccato, raccontando anche un episodio personale: durante una visita domenicale nell’istituto, silenzioso e semi-deserto per il blocco delle attività, ha sentito gli schiamazzi di un bambino che giocava serenamente con un’agente di polizia penitenziaria nella sezione femminile.

Solo entrando nella stanza adibita a chiesa, in occasione della celebrazione della messa, ha scoperto che i minori presenti erano in realtà due, non uno come inizialmente creduto — una circostanza di cui non era stata informata, complice una comunicazione interna definita “latente”. La Garante ha voluto ringraziare le volontarie del Rinnovamento dello Spirito, in particolare Teresa Puscitello, e Padre Franco per il momento di incontro e confronto avuto con la madre e le altre detenute della sezione.

carcere castrovillari

Sovraffollamento, carenze di personale e lavori in corso

Le criticità sistemiche elencate da Zaccato toccano diversi fronti: sovraffollamento, suicidi, gestione delle persone con tossicodipendenza, carenza di organico tra gli agenti della Polizia Penitenziaria e mancanza di personale medico, psicologi, educatori, mediatori culturali e linguistici. A Castrovillari, tuttavia, la situazione nella sezione maschile risulta al momento meno critica rispetto ad altri istituti italiani. Sono infatti in corso lavori di ristrutturazione per un valore superiore a 1,6 milioni di euro, gestiti dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), che riguardano l’adeguamento delle sezioni detentive del blocco maschile e del reparto isolamento, con l’obiettivo di migliorarne sicurezza e vivibilità.

Il cantiere ha comportato il trasferimento temporaneo di parte dei detenuti in altre strutture, riducendo così il sovraffollamento nei primi mesi dell’anno e agevolando, secondo la Garante, il lavoro dell’area educativa su sintesi, osservazioni e accesso ai benefici. Zaccato ricorda inoltre di aver inviato una “lettera ai sindaci” ai candidati alle ultime elezioni comunali di Castrovillari, nella quale ha esposto le proprie proposte concrete per il carcere cittadino.

L’appello: “rispettare gli articoli 2 e 3 della Costituzione”

Diverse sono le situazioni di emergenza sanitaria da tenere sotto stretto controllo attualmente all’interno dell’istituto“, ha dichiarato la Garante, richiamando il rispetto dell’articolo 2 della Costituzione sul diritto alla vita e dell’articolo 3, che condanna i trattamenti inumani e degradanti. Zaccato sollecita un aumento di progetti, percorsi e attività continuative all’interno dell’istituto ai fini del percorso rieducativo, chiedendo al Governo provvedimenti urgenti di fronte a un sistema definito “al collasso”.

Il documento nazionale: “Non c’è più tempo”

L’adesione di Castrovillari si inserisce in un quadro più ampio. Durante la Conferenza Nazionale dei Garanti Territoriali delle Persone Private della Libertà Personale che ha dato il via alla mobilitazione nazionale del 13, 14 e 15 luglio è stato diffuso un documento dal titolo “Non c’è più tempo: fermare la strage di vite e di diritti nelle carceri italiane“,.

Il testo evidenzia come oggi in Italia la popolazione detenuta abbia superato la soglia dei 64 mila detenuti, con spazi insufficienti, personale insufficiente, attività insufficienti, cure insufficienti e prospettive insufficienti. Il sovraffollamento si traduce concretamente in celle invivibili, caldo insopportabile, tensione continua, disagio psichico, autolesionismo e suicidi. Un dato citato nel documento appare particolarmente significativo: negli ultimi tre anni oltre 17 mila detenuti hanno ottenuto un riconoscimento, economico o sotto forma di riduzione della pena, per trattamenti inumani e degradanti ai sensi dell’articolo 35-ter dell’Ordinamento penitenziario. Un numero che, sottolinea la Conferenza, non arriva da associazioni o Garanti, ma dallo Stato stesso, attraverso le decisioni della magistratura.

Il documento richiama anche il precedente della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che anni fa condannò l’Italia proprio per il sovraffollamento carcerario, e cita il recente sequestro preventivo, disposto dal Tribunale di Firenze, di sette sezioni detentive del carcere di Sollicciano, dopo accertamenti di Polizia, ASL e Guardia di Finanza che hanno rilevato gravi criticità igieniche, strutturali e impiantistiche.

Le richieste della Conferenza Nazionale dei Garanti

Tra i punti principali del documento nazionale, in linea con quanto sostenuto da Zaccato per Castrovillari, si chiede:

  • L’introduzione di una liberazione anticipata speciale, con detrazione di pena da 45 a 75 giorni per semestre per chi partecipa positivamente al percorso trattamentale;
  • Un intervento immediato per circa 8-9 mila detenuti con residuo pena non superiore a un anno, non condannati per reati ostativi;
  • Il rafforzamento della magistratura di sorveglianza, degli UEPE, degli educatori, psicologi, assistenti sociali, personale sanitario e della polizia penitenziaria;
  • Un piano straordinario per la salute penitenziaria, il disagio psichico, le dipendenze e le fragilità di detenuti stranieri, giovani adulti e minori.

Il 30 giugno scorso la Corte Costituzionale ha inoltre ammesso la Conferenza Nazionale dei Garanti come Amicus Curiae, un riconoscimento istituzionale del ruolo svolto da queste figure, che dispongono per legge di poteri specifici: colloqui riservati con i detenuti, possibilità di ricevere corrispondenza e accesso libero agli istituti penitenziari senza necessità di autorizzazioni preventive.

Una mobilitazione diffusa sul territorio

La Conferenza Nazionale dei Garanti ha aderito con convinzione anche alla mobilitazione nazionale del 14 luglio, promossa dalle associazioni e dalle reti del Terzo Settore impegnate da anni nella tutela della dignità umana e nel reinserimento sociale delle persone private della libertà. Nei giorni 13, 14 e 15 luglio si sono svolti momenti di mobilitazione, riflessione e denuncia pubblica nei territori, davanti o all’interno degli istituti penitenziari.

Come recita l’appello finale del documento nazionale: “Venite e vedete. Venite e ascoltate. Non c’è più tempo.” Un invito rivolto alla politica e alla società civile affinché il tema del carcere non resti un fatto isolato, ma torni stabilmente al centro dell’agenda pubblica e istituzionale.

 

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