Tirreno
PESSIME ABITUDINI
Furbetti dell’ombrellone sul Tirreno cosentino: cosa dice la legge e come difendere la spiaggia libera
Segnalazioni a Fuscaldo, Longobardi e in altre località del Tirreno Cosentino: ombrelloni, sedie e lettini lasciati incustoditi per “prenotare” il posto in spiaggia

COSENZA – Il fenomeno dei “furbetti dell’ombrellone” si ripresenta come di consueto sul Tirreno cosentino. Numerose le segnalazioni dei cittadini e dei bagnanti per ombrelloni, sedie, lettini e sdraio lasciati sull’arenile fin dalle prime ore del mattino, o addirittura dalla sera precedente, per occupare porzioni di spiaggia libera. Una pratica che non è consentita e che sottrae spazio pubblico agli altri bagnanti.
Le ordinanze balneari emanate dalle Regioni e le direttive della Guardia Costiera stabiliscono infatti che la spiaggia libera non può essere occupata preventivamente con attrezzature incustodite. Gli oggetti lasciati senza sorveglianza possono essere rimossi dalle autorità competenti, mentre chi si trova davanti a un posto “prenotato” non è tenuto a rispettare un’occupazione abusiva.
In questi casi è consigliabile evitare discussioni e segnalare la situazione alla Polizia Locale, alla Capitaneria di Porto o agli altri organi di vigilanza, affinché intervengano nel rispetto delle norme.

Furbetti dell’ombrellone, le proteste dei cittadini dal Tirreno Cosentino
Il fenomeno nelle ultime ore viene segnalato lungo il basso Tirreno cosentino, dove diversi cittadini hanno denunciato sui social una situazione che si ripete ormai con frequenza. A Fuscaldo il disagio di molti bagnanti. Una situazione che si ripete costantemente: gran parte dell’arenile occupato da ombrelloni e attrezzature lasciate incustodite, spesso anche per ore o per l’intera giornata.
Questo comportamento, oltre a essere poco rispettoso nei confronti degli altri bagnanti, impedisce a chi arriva di trovare spazio e di godersi la spiaggia liberamente. Non basta purtroppo l’appello ad un maggiore senso civico e ad un controllo più attento per garantire che questo spazio pubblico rimanga fruibile a tutti. Anche a Longobardi, una bagnante racconta quanto trovato all’alba sulla spiaggia: scesa sulla spiaggia alle 7.30, ha trovato ombrelloni, sedie e altro materiale ad occupare il “posto” in riva al mare.

Spiagge libere, un bene da condividere
La spiaggia libera rappresenta un bene pubblico e, proprio per questo, deve rimanere accessibile a tutti senza occupazioni preventive o comportamenti che limitino il diritto degli altri cittadini. Le autorità invitano al rispetto delle regole e del senso civico, ricordando che il posto in spiaggia non può essere “prenotato” lasciando attrezzature incustodite. Solo attraverso il rispetto reciproco e i controlli previsti sarà possibile garantire una fruizione equa degli arenili durante tutta la stagione estiva.



















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