Calabria
Caso Roggero, l’appello del Garante regionale delle vittime di reato a Meloni: «Lo Stato non lasci soli i cittadini»
Antonio Lomonaco scrive alla Premier per chiedere il rafforzamento degli strumenti di tutela delle vittime attraverso una maggiore prevenzione e una presenza ancora più capillare dello Stato sul territorio

CATANZARO – “La vera domanda non è alimentare una contrapposizione tra garantismo e sicurezza, ma comprendere come evitare che una vittima arrivi a convincersi di dover affrontare il pericolo da sola”.
Con queste parole Antonio Lomonaco, garante regionale per la tutela delle vittime di reato della Calabria, è intervenuto nel dibattito nazionale sul caso Roggero, il gioelliere piemontese condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per avere ucciso due rapinatori e per averne ferito un terzo durante una rapina alla sua gioielleria, indirizzando una lettera ufficiale alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Caso Roggero, la lettera di Lomonaco a Meloni: “Maggiore prevenzione”
Il garante, in merito al caso Roggero, evidenzia come le persone che subiscono una rapina, un’estorsione, una violenza o una truffa non chiedano vendetta, ma chiedano anzitutto di non essere lasciate sole. Secondo Lomonaco, il confronto di questi giorni rappresenta un’occasione per riaffermare un principio fondamentale: la prima missione dello Stato deve essere quella di impedire che una vittima si senta abbandonata.
Da qui l’appello al governo affinché si rafforzino concretamente gli strumenti di tutela delle vittime attraverso una maggiore prevenzione, una presenza ancora più capillare dello Stato sul territorio, il potenziamento del sostegno psicologico e dell’assistenza legale, una maggiore rapidità nei risarcimenti e un’attenzione costante verso chi trova il coraggio di denunciare.
L’auspicio per una nuova stagione
“La migliore giustizia – scrive Lomonaco appellandosi a Meloni a seguito del caso Roggero – è quella che arriva prima. È quella che impedisce al cittadino di sentirsi costretto a scegliere tra la paura e l’idea di doversi difendere da solo“. Il garante auspica quindi l’avvio di una nuova stagione nella quale le vittime diventino il punto di partenza delle politiche pubbliche in materia di sicurezza e giustizia, ricordando che “una democrazia si misura anche dalla capacità di dire a ogni persona che ha subito un reato: lo Stato c’era prima, lo Stato c’è durante e lo Stato ci sarà anche dopo”.
La lettera, scritta a seguito del caso Rooggero, si conclude con un ringraziamento alla presidente del Consiglio per l’attenzione dimostrata verso il tema della sicurezza e della tutela delle vittime.




















Social