Tirreno
Incendi, due esposti in Procura: Comitato del Cosentino chiede di fare luce su responsabilità e interessi
Gli esposti presentati alle Procure di Paola e Lagonegro. Al centro dell’esposto presunte carenze nella prevenzione incendi, nell’impiego delle risorse pubbliche e nei controlli sulle aree percorse dal fuoco

PAOLA (CS) – Due esposti contro ignoti sono stati presentati alle Procure della Repubblica di Paola, nel Cosentino, e di Lagonegro, in provincia di Potenza, per chiedere l’apertura di un’indagine sul fenomeno degli incendi che negli ultimi mesi ha interessato vaste aree tra Calabria e Basilicata. L’iniziativa è del Comitato cittadino spontaneo per la tutela del territorio e contro gli incendi, attivo sull’Alto Tirreno cosentino. Il coinvolgimento della Procura di Lagonegro è legato alla natura del territorio di confine, che comprende gran parte del Parco nazionale del Pollino.

Incendi, due esposti: le criticità segnalate
Nell’esposto vengono evidenziate presunte responsabilità dirette e indirette, oltre a possibili interessi economici legati all’emergenza incendi. Tra i punti sollevati figurano presunte carenze nelle politiche di prevenzione, un utilizzo ritenuto non efficiente delle risorse economiche pubbliche e la mancanza di controlli sul rispetto dei divieti di attività illecite nei terreni colpiti dal fuoco, in particolare per quanto riguarda il pascolo. Il Comitato chiede che su questi aspetti venga fatta piena luce dagli organi competenti.

“Il fenomeno è presente tutto l’anno”
I promotori dell’iniziativa sostengono che l’emergenza incendi non sia più limitata al solo periodo estivo. “Fino a qualche anno fa si parlava di ‘stagione degli incendi‘. Alla luce di quanto abbiamo potuto osservare e documentare il fenomeno è presente tutto l’anno. Dopo un’attenta fase di studio della materia – scrive il Comitato – abbiamo la convinzione che, pur essendo in ballo ingenti risorse economiche, le somme vengano assorbite quasi interamente dal livello organizzativo della macchina regionale anti incendi e solo in minima parte sul campo, in termini di personale, mezzi ed equipaggiamento. L’esempio migliore in questo senso è la mancanza di opere di prevenzione attiva che permettano interventi rapidi ai mezzi di terra in zone impervie o dopo il tramonto, come pulizia del sottobosco, piste e fasce tagliafuoco”.





















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