Calabria
REPORT AGENAS
Liste d’attesa in Calabria: l’86,6% di prime visite è nei tempi, ma il 70% delle ricette sono prescrizioni “non urgenti”
Il primo Bollettino trimestrale AGENAS sul monitoraggio delle liste di attesa fotografa il primo semestre 2026: la Calabria cresce nel rispetto dei tempi per visite ed esami, ma resta tra le regioni con più prescrizioni “a bassa urgenza”

COSENZA – Ha debuttato il primo Bollettino trimestrale di AGENAS sulle liste d’attesa, il nuovo strumento pensato per dare a cittadini, Regioni e addetti ai lavori una fotografia periodica e trasparente dei tempi di attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici. I dati, raccolti attraverso la Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa (PNLA), mettono a confronto il primo semestre 2026 con lo stesso periodo del 2025. Il monitoraggio riguarda le 14 prime visite specialistiche e i 22 esami diagnostici individuati dal Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2019-2021, e valuta il rispetto dei tempi massimi previsti per ciascuna classe di priorità: Urgente (U), Breve (B), Differita (D) e Programmata (P).
Liste d’attesa in Calabria: tra le regioni “top performer”
All’interno di questo quadro nazionale, la Calabria emerge come una delle regioni che ha fatto registrare i progressi più significativi. Secondo i dati del primo semestre 2026, la percentuale di prime visite specialistiche erogate entro i tempi di garanzia in Calabria si attesta all’86,6%, un risultato che colloca la regione a ridosso delle realtà più virtuose del Paese, alle spalle solo di Basilicata, Marche, Veneto, Lazio e Molise. Anche sul fronte degli esami diagnostici la Calabria mostra un miglioramento netto, con l’84,7% delle prestazioni erogate entro i tempi previsti, un dato in linea con quello medio nazionale e superiore a quello di regioni come Piemonte, Sicilia, Puglia e Umbria.
Il direttore generale di AGENAS, Angelo Tanese, ha definito la Calabria una delle regioni con i risultati migliori sia sulle prime visite sia sugli esami diagnostici, parlando esplicitamente di un “balzo in avanti” della regione rispetto all’anno precedente. Un giudizio che colloca la Calabria, storicamente associata a criticità profonde nella sanità pubblica, tra le regioni che secondo AGENAS stanno mostrando segnali organizzativi concreti.

L’ombra delle prescrizioni “a 120 giorni”
Accanto ai segnali positivi, il Bollettino individua però un nodo critico che riguarda da vicino la Calabria: l‘appropriatezza prescrittiva. La regione rientra infatti tra le sei realtà italiane, insieme a Basilicata, Campania, Molise, Lazio e Puglia, con il maggior numero di prescrizioni classificate in classe di priorità “P”, cioè da erogare entro 120 giorni.
Il rischio segnalato da AGENAS è che tra le prescrizioni classificate come prime visite finiscano in realtà semplici controlli di routine, un fenomeno che finisce per gonfiare artificialmente le liste d’attesa e rendere meno leggibile il reale fabbisogno sanitario del territorio. Lo stesso Tanese ha sottolineato come il numero di prescrizioni a 120 giorni in Calabria sia più alto rispetto ad altre regioni, indicando la necessità di approfondire le cause di questo scostamento. Il tema dell’appropriatezza prescrittiva diventerà, secondo AGENAS, uno dei principali fronti di lavoro dei prossimi mesi: l’obiettivo è evitare che nelle prime visite vengano inserite visite di controllo che non richiederebbero la stessa classificazione di priorità, migliorando così la coerenza tra prescrizione medica e reale quesito diagnostico.
Il quadro nazionale: prenotazioni in aumento, ma restano criticità
A livello nazionale, il Bollettino evidenzia un aumento significativo dell’attività erogata dal Servizio sanitario nazionale: le prenotazioni sono passate da 13,3 milioni nel primo semestre 2025 a 14,9 milioni nello stesso periodo del 2026, con oltre 1,6 milioni di prestazioni in più garantite entro i tempi previsti. È cresciuta anche l’offerta nei fine settimana, passata da 330mila a 357mila prestazioni.
Il trend generale conferma un’inversione di tendenza nel rispetto dei tempi di garanzia, sia per le visite che per gli esami diagnostici, con i progressi più marcati proprio nelle classi di priorità Urgente e Breve. Per le prestazioni urgenti, ad esempio, la quota di visite effettuate entro tre giorni è salita dal 77,7% del 2025 all’81% del 2026. Migliorano anche le prestazioni differibili, con le prime visite che passano dal 70% al 73,3% e gli esami diagnostici dall’82,8% all’85,1% di rispetto dei tempi. Progressi si registrano anche per alcune prestazioni ad alta domanda e storicamente più critiche, come le colonscopie e le visite dermatologiche, sebbene restino tra gli ambiti più difficili da gestire su tutto il territorio nazionale.
Nonostante i segnali incoraggianti, il quadro complessivo resta segnato da forti squilibri territoriali: secondo i dati più recenti, quasi 3 milioni di cittadini italiani attendono ancora più del dovuto per una visita o un esame diagnostico, e le differenze tra le performance delle diverse Regioni restano ampie. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha indicato proprio questa disomogeneità nell’offerta sanitaria tra territori come uno degli aspetti su cui è necessario continuare a lavorare.
Best Practices regionali: i modelli di Toscana e Piemonte
Il Bollettino dedica inoltre spazio alle esperienze regionali più efficaci, evidenziando come alcune Regioni stiano sperimentando modelli organizzativi innovativi, strumenti digitali e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale per la gestione delle agende sanitarie, ritenuti potenzialmente replicabili anche in altri contesti territoriali, compresa la Calabria.
Toscana (Appropriatezza Prescrittiva): Attraverso l’analisi con strumenti di Intelligenza Artificiale su circa 350.000 prescrizioni dermatologiche, la Regione ha riscontrato che un terzo delle richieste era legato alla “valutazione di nei non sospetti”. Ridefinendo i criteri di accesso ed eliminando tale quesito dai codici di priorità, la Toscana ha ridotto del 5% le ricette inappropriate, portando il rispetto dei tempi di garanzia dal 60,5% al 63,1%.
Piemonte (Gestione Digitale delle Agende): Con l’introduzione di algoritmi di “equiparazione delle priorità” (attivi sul 97% delle agende) e la funzione di “rilascio automatico delle fasce orarie” non prenotate a 48-72 ore dall’appuntamento, il Piemonte ha incrementato la performance sulle visite a priorità B (Breve) dal 50% ad oltre il 95% nell’arco di un triennio.
Il prossimo Bollettino trimestrale di AGENAS è atteso per ottobre 2026, con dati aggiornati al 30 settembre dello stesso anno. Il nuovo report permetterà di verificare se il trend di miglioramento registrato dalla Calabria nel primo semestre troverà conferma, e se la regione riuscirà a intervenire sul nodo dell’appropriatezza prescrittiva segnalato da AGENAS come principale area di attenzione per i prossimi mesi.


















Social