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Oliverio attacca la riforma dei trasporti: «Perché cancellare ARTCal? La Regione dica la verità»

Calabria

Oliverio attacca la riforma dei trasporti: «Perché cancellare ARTCal? La Regione dica la verità»

Mario Oliverio, ex presidente della Regione Calabria, critica la proposta di sopprimere ARTCal e sostituirla con una società per azioni pubblica: «Una scelta senza confronto né spiegazioni che rischia di compromettere il futuro del trasporto pubblico calabrese»

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La proposta di riforma del trasporto pubblico locale approdata in Consiglio regionale prevede la soppressione di ARTCal, ente di diritto pubblico istituito nel 2015, e la sua sostituzione con AMCAL, una società per azioni interamente pubblica. Per Mario Oliverio si tratta di una scelta «inaccettabile e inquietante», che modifica radicalmente il modello di governance della mobilità calabrese senza un confronto pubblico. L’ex presidente della Regione chiede di conoscere le ragioni di quella che definisce una «repentina e immotivata inversione di rotta», ricordando che il Piano regionale dei trasporti, aggiornato poche settimane fa, indicava invece il rafforzamento di ARTCal.

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Dubbi su trasparenza e tempi

Oliverio sottolinea come, a pochi mesi dalla scadenza del 31 dicembre 2026 per l’avvio delle gare del trasporto pubblico locale, la Regione dovrebbe concentrarsi sulla predisposizione dei bandi e sul recupero dei ritardi accumulati, anziché avviare una profonda riorganizzazione istituzionale. L’ex governatore ricorda inoltre che ARTCal ha gestito il contratto di servizio con Trenitalia, contribuendo al rilancio del trasporto ferroviario regionale grazie agli investimenti in nuovi treni. Da qui la richiesta di chiarire quali vantaggi concreti deriverebbero dal passaggio a una società di capitali e quali siano le garanzie sulla futura governance.

Trasporto pubblico locale

“Fermarsi e aprire il confronto”

Secondo Oliverio, una riforma di tale portata non può essere approvata con un iter accelerato e senza il coinvolgimento di enti locali, sindacati, imprese, università, associazioni dei pendolari e dei consumatori. L’ex presidente critica anche la scelta di presentare il provvedimento come iniziativa consiliare anziché della Giunta regionale, ritenendo necessario un’assunzione di responsabilità politica da parte dell’esecutivo. «Il trasporto pubblico appartiene ai calabresi, non alla maggioranza né all’opposizione», conclude, chiedendo al Consiglio regionale di fermarsi, discutere e motivare una decisione destinata a incidere sul futuro della mobilità in Calabria.

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