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“40 anni di 17 Re”, a Cosenza il rock dei Litfiba non smette di parlare al presente: «rispetta le mie idee»
Musica, memoria e impegno civile all’Arena Rendano per l’unica data calabrese del tour “40 anni di 17 Re”. La storica formazione dei Litfiba conferma che il tempo passa, ma certe canzoni continuano a parlare al presente

COSENZA – I Litfiba a Cosenza trasformano l’Arena Rendano in un grande rito collettivo: rock, memoria e impegno civile, si fondono in uno spettacolo capace di attraversare le generazioni. «Un uomo è perso senza la sua storia e io non voglio dimenticare… Un uomo è perso senza la memoria e io non voglio dimenticare… Il tempo è mio!»: è con il manifesto ideale di 17 Re che si può raccontare la serata vissuta all’Arena Rendano di Cosenza con i Litfiba.
L’unica tappa calabrese del tour “40 anni di 17 Re“, inserita nel cartellone del Be Alternative Festival, ha riportato sul palco Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Gianni Maroccolo e Antonio Aiazzi, affiancati da Luca Martelli alla batteria. Nessuna operazione nostalgia, ma la conferma della forza di un album che, a quasi quarant’anni dalla pubblicazione, continua a parlare al presente.

La band ha proposto una performance intensa e compatta, fedele allo spirito originario ma sorprendentemente attuale, dimostrando che il rock può ancora essere linguaggio di memoria, identità e resistenza.
Litfiba a Cosenza, un concerto tra memoria e impegno civile
La scaletta ha accompagnato il pubblico tra brani simbolo come Febbre, Come un Dio, Oro Nero, Vendetta, Apapaia, Re del silenzio, Gira nel mio cerchio… Tra i momenti più emozionanti, l’esecuzione di Eroi nel vento. Piero Pelù ha confermato non solo il proprio carisma, la presenza scenica e una voce potente e diretta, ma ha alternato alla musica anche riflessioni e pensieri su pace, solidarietà verso il popolo palestinese, guerra, disuguaglianze sociali e capitalismo.

Dal palco sono arrivati anche messaggi contro la violenza, il razzismo, la discriminazione, le lobby e le mafie. Non è mancato un gesto scenico dal forte impatto simbolico: la testa in silicone dai capelli biondi fatta roteare con una corda; evidente riferimento al Presidente degli Stati Uniti. E ancora attacchi diretti al premier israeliano Benjamin Netanyahu e ad alcuni esponenti della politica italiana.
Un passato che continua a parlare al presente
Pubblicato il 13 dicembre 1986, 17 Re resta uno dei capolavori assoluti del rock italiano. Secondo capitolo della “Trilogia del Potere”, insieme a Desaparecido e Litfiba 3, rivoluzionò la scena indipendente fondendo new wave, post-punk, rock e psichedelia in un linguaggio innovativo.
Le canzoni affrontano temi come potere, sopraffazione, alienazione, memoria e libertà con una lucidità che appare ancora straordinariamente attuale. Non è un caso che proprio il brano 17 Re, escluso all’epoca dalla tracklist dell’album perché ritenuto incompleto, sia stato recuperato come manifesto del tour.

I Litfiba hanno salutato Cosenza con gli ultimi classici, da Santiago a Eroi nel vento, da Tex a Cangaceiro, mentre il pubblico ha cantato ogni parola. A quasi quarant’anni dalla sua uscita, quelle canzoni sembrano descrivere quanto accade oggi più che gli anni Ottanta. Un ritorno alle origini che ha saputo guardare al futuro, confermando come il rock della storica band fiorentina continui ad attraversare i decenni senza perdere forza, significato e capacità di emozionare.




















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