Calabria
Addio fresco
Bolla rovente dal Sahara, torna l’incubo del caldo africano. Sarà intenso e durerà fino al 9/10 di agosto
Ci risiamo! La quarta ondata di caldo rovente spezza la tregua fresca degli ultimi giorni: picchi oltre i 40°C, afa e notti tropicali prima al nord poi anche al Centro-Sud e sulla Calabria fino alla prima decade di agosto

COSENZA – Il caldo africano sta per tornare su tutta l’Italia, mettendo radici almeno fino alla prima decade di agosto e la tregua meteo degli ultimi giorni ha le ore contate. Dopo l’aria fresca, i temporali e i forti rovesci (che nella notte hanno interessato anche la provincia di Cosenza), l’Italia si appresta ad affrontare una nuova e pesante fase climatica.
L’anticiclone africano sta per allungarsi nuovamente con decisione sul Mar Mediterraneo e sull’Europa, inglobando la nostra Penisola e mettendo radici almeno fino alla prima decade di agosto. Ci avviamo così verso la quarta ondata di caldo desertico della stagione estiva. Secondo le ultime proiezioni dei modelli meteorologici, questa fiammata potrebbe rivelarsi, fin qui, la più intensa e prolungata per durata e tenacia, spingendo nuovamente le temperature ben oltre i 40 gradi centigradi.
Caldo africano: lo “stantuffo” sahariano e le due fasi dell’ondata
L’alta pressione subtropicale tornerà a ricucire rapidamente lo strappo instabile. Se l’inizio della settimana vedrà ancora qualche residua incertezza al Sud, dovuta a un piccolo vortice fresco in quota favorendo ancora temporali locali, il momento della svolta si concretizzerà già dalla giornata di martedì 28 luglio. L’anticiclone agirà come un vero e proprio stantuffo termico, pompando masse d’aria roventi direttamente dal deserto del Sahara verso il continente europeo.
In una prima fase sarà interessato il Nord; la lingua di aria calda colpirà in modo netto le pianure del Nord e le regioni centrali tirreniche, portando un clima rovente e afoso. Poi toccherà al Sud e alla Calabria: l’asse del caldo si piegherà verso l’estremo Sud, interessando in modo continuativo la Calabria, la Sicilia, la Sardegna e le regioni meridionali.

Non solo picchi di calore: la vera insidia è la persistenza
A rendere questa situazione climatica particolarmente gravosa non sono solo i picchi assoluti di temperatura, ma la persistenza del caldo intenso. Un tempo le fiammate sahariane duravano non più di 3-4 giorni, garantendo poi il rapido ricambio d’aria grazie alle correnti atlantiche. Oggi, le strutture anticicloniche rimangono bloccate sul Mediterraneo per 10 giorni, due settimane o persino più a lungo. La prima metà di luglio ha già mostrato un’Italia costantemente nella morsa dell’anticiclone. Questa quarta ondata lascerà un segno altrettanto pesante, prolungando il disagio bioclimatico.
Notti tropicali, afa e il fenomeno dell’isola di calore urbana
Oltre alle temperature massime da bollino rosso, a preoccupare è l’aumento costante dei tassi di umidità e l’insorgenza delle notti tropicali, ovvero nottate in cui la temperatura minima stenta a scendere al di sotto dei25°C. Nelle grandi città e nei centri abitati, il fenomeno dell’isola di calore urbana accentuerà la sensazione di soffocamento: l’asfalto e il cemento accumulano calore durante il giorno e lo rilasciano lentamente durante la notte, rendendo il clima insopportabile anche nelle ore notturne con diverse città che saranno da bollino rosso.
I valori termici continueranno inesorabilmente a salire verso l’alto anche sulla Calabria, con il picco atteso probabilmente nei primi giorni di agosto, quando le temperature saranno nuovamente vicine ai 39-40 gradi nelle zone interne del cosentino (Valle del Crati e sibaritide). Aria rovente, ma anche aumento dell’umidità lungo le zone costiere che acuirà la sensazione di caldo opprimente.

Quando arriverà il refrigerio?
Per gli amanti del fresco non ci sono buone notizie. L’estate 2026 continuerà a mostrare il suo volto più estremo per oltre una decina di giorni. Per assistere a un potenziale cedimento dell’alta pressione e al ritorno di aria più fresca dal Nord Europa, bisognerà attendere indicativamente intorno al 9 o 10 di agosto. Godiamoci quindi queste ultime ore di aria respirabile, prima che l’Italia torni nuovamente sotto le fauci del grande caldo africano.


















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