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Amaco, assemblea davanti al Comune «a rischio il futuro di 108 famiglie, fermare i licenziamenti»

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Amaco, assemblea davanti al Comune «a rischio il futuro di 108 famiglie, fermare i licenziamenti»

Sindacati, istituzioni e cittadini si sono ritrovati in piazza per chiedere il ritiro dei licenziamenti e l’apertura immediata di un tavolo regionale. A sostegno dei lavoratori anche il messaggio dell’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, monsignor Giovanni Checchinato, che invita a sospendere i provvedimenti.

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Amaco Sit in Cosenza comune 02

COSENZA – Un’assemblea partecipata per difendere il futuro dei lavoratori Amaco e del trasporto pubblico cosentino. Organizzazioni sindacali, rappresentanti istituzionali, cittadini e forze politiche si sono ritrovati davanti a Palazzo dei Bruzi per ribadire il proprio no ai licenziamenti che coinvolgerebbero 108 dipendenti dell’azienda. Nel corso della manifestazione è stato ribadito come la vertenza non riguardi soltanto i lavoratori, ma l’intera città. “Noi ancora una volta a dimostrare con dignità e responsabilità e soprattutto con determinazione che questa battaglia riguarda il futuro di 108 famiglie e riguarda la città di Cosenza”, hanno affermato i rappresentanti sindacali.

L’appello è stato rivolto anche alla Regione Calabria affinché convochi con urgenza un tavolo istituzionale: “Questa vertenza da un nostro punto di vista, se c’è la volontà politica della Regione, si può chiudere in 48 ore. Non ci vogliono mesi, non ci vogliono anni.”

I sindacati hanno inoltre chiesto il ritiro dei licenziamenti, qualora vi siano le condizioni giuridiche, e lo stop alla vendita degli asset di Amaco, ribadendo la contrarietà alla privatizzazione del servizio e chiedendo il trasferimento dei lavoratori nel Consorzio Cometra, soluzione già discussa nei mesi scorsi.

Amaco Sit in Cosenza comune 03

Le accuse e la richiesta di un tavolo immediato

Nel corso degli interventi è stato ricordato come, il 17 novembre scorso, fosse stato raggiunto un accordo di massima tra Regione, Comune, curatela fallimentare, Cometra, Ferrovie della Calabria e organizzazioni sindacali, finalizzato alla tutela dei lavoratori e al mantenimento del servizio nel settore pubblico. Un percorso che, secondo i sindacati, si sarebbe poi improvvisamente interrotto.

Il segretario della Filt Cgil, Salvatore Larocca, ha puntato il dito contro la gestione della vicenda, sottolineando che “le problematiche dell’Amaco non sono certamente imputabili ai lavoratori” e chiedendo alla Regione di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. Dalla piazza è stato inoltre annunciato che, qualora non dovessero arrivare convocazioni nei prossimi giorni, i lavoratori sono pronti a manifestare anche davanti al Consiglio regionale in occasione dell’audizione prevista il 3 agosto.

Sostegno alla vertenza è arrivato anche dall’amministrazione comunale e dal consigliere regionale Ferdinando Laghi, che ha ribadito come “il problema della mobilità è un diritto dei cittadini”, definendo prioritario salvaguardare sia il servizio pubblico sia tutti i livelli occupazionali.

Amaco Sit in Cosenza comune 01

La solidarietà ai lavoratori Amaco dell’arcivescovo Checchinato

A dare ulteriore forza alla mobilitazione è stato il messaggio inviato ai lavoratori dall’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, monsignor Giovanni Checchinato, impossibilitato a partecipare all’assemblea ma vicino alla vertenza. “Carissimi amici e amiche, non posso essere presente per partecipare alla vostra assemblea stasera, per un impegno preso precedentemente e non derogabile, ma voglio dirvi che ci sono, sono lì al vostro fianco per offrirvi prima di tutto la mia solidarietà come uomo e come vescovo.”

vescovo messaggio estate amaco

Nel suo messaggio l’arcivescovo richiama il valore sociale del lavoro e lancia un appello alle istituzioni: “Il lavoro non è solo produzione di merce, ma strumento di dignità e di libertà. Chi toglie il lavoro toglie la dignità e la libertà”. Infine, la richiesta rivolta a chi dovrà decidere il futuro dell’azienda: “Faccio un appello a tutti coloro che hanno fra le mani la sorte di tante famiglie che sono sostenute dal lavoro delle maestranze dell’Amaco perché sospendano la decisione del licenziamento o almeno prendano tempo ulteriore per valutare ipotesi di recupero della azienda.” Un appello che si aggiunge a quello lanciato dalla piazza, nella speranza che la vertenza possa trovare una soluzione prima che i licenziamenti diventino definitivi.

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