Italia
DATI ISS
Epatite C verso l’eliminazione, ma preoccupano i dati su epatite A ed E
L’Italia consolida i progressi nella lotta all’epatite C, con un numero record di pazienti curati in Europa. Crescono però i casi di epatite A ed E, mentre l’Istituto Superiore di Sanità rilancia l’appello a screening, vaccinazione e diagnosi precoce

ROMA – L’Italia compie nuovi passi verso l’eliminazione dell’epatite C, confermandosi tra i Paesi europei più avanzati nel contrasto al virus. Secondo i dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute in occasione della Giornata mondiale delle epatiti, nel 2025 i casi di epatite C acuta sono scesi a 51, rispetto ai 60 dell’anno precedente.
Parallelamente, negli ultimi cinque anni sono state sottoposte a screening oltre 3,1 milioni di persone, consentendo di individuare e trattare più di 19 mila infezioni, di cui circa 4 mila in soggetti privi di fattori di rischio noti. Complessivamente, sono 280 mila le persone curate in Italia con i farmaci in grado di guarire completamente dall’infezione, il dato più alto registrato in Europa.

Epatite C, l’Italia sempre più vicina al traguardo ma aumentano i casi di epatite A ed E
Se da un lato migliorano gli indicatori relativi all’epatite C, dall’altro cresce l’attenzione per l’aumento delle epatiti A ed E. L’epatite A ha fatto registrare l’incremento più significativo, passando da 443 casi nel 2024 a 631 nel 2025, con un ulteriore aumento nei primi mesi del 2026.
L’incremento è legato soprattutto al consumo di frutti di mare contaminati, ma resta rilevante anche la trasmissione sessuale, in particolare tra gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini. In crescita anche l’epatite E, con 92 casi nel 2025 contro i 70 dell’anno precedente, un’infezione associata prevalentemente al consumo di carne suina cruda o poco cotta. In calo, invece, l’epatite B, che è passata da 189 a 148 casi acuti, con i principali fattori di rischio rappresentati da trattamenti estetici invasivi, cure odontoiatriche e rapporti sessuali non protetti.

L’appello dell’ISS: “screening e diagnosi precoce salvano vite”
L’Istituto Superiore di Sanità ribadisce l’importanza della prevenzione e della diagnosi tempestiva per ridurre l’impatto delle epatiti virali. “Eliminare le epatiti significa prevenire la cirrosi, i tumori del fegato, i ricoveri e le morti evitabili”, sottolinea l’ISS.
“Oggi disponiamo di test semplici e terapie altamente efficaci; per questo è fondamentale aderire allo screening, eseguire il test almeno una volta nella vita e cogliere ogni occasione per una diagnosi precoce. La lotta alle epatiti deve essere considerata, a tutti gli effetti, una strategia di contrasto al cancro, attraverso la vaccinazione anti-Hbv, la diagnosi precoce e la cura dell’epatite C”, conclude l’Istituto Superiore di Sanità.

















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