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Controlli su lavoro nero e sicurezza a Cosenza: 19 attività sospese, sanzioni per oltre 80mila euro

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Controlli su lavoro nero e sicurezza a Cosenza: 19 attività sospese, sanzioni per oltre 80mila euro

Vigilanza intensificata dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Cosenza in agricoltura, edilizia, turismo e pubblici esercizi. Numerose le irregolarità emerse che hanno portato allo stop delle attività e all’emanazione di ammende

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COSENZA – Lavoro nero e gravi violazioni in materia di sicurezza. È il quadro emerso nel corso dei controlli che sono stati eseguiti dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Cosenza nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia, delle strutture turistico-alberghiere e dei pubblici esercizi, con servizi di vigilanza intensificati con l’inizio della stagione estiva.

Un’azione messa in campo nell’ambito del progetto ALT Caporalato T.R.E. (Tutela, Resilienza ed Emersione), finalizzato a prevenire e contrastare il lavoro sommerso e il fenomeno del caporalato con particolare attenzione ai lavoratori stranieri. Numerose le irregolarità emerse, riconducibili principalmente all’impiego di lavoratori privi di regolare assunzione, a violazioni in materia di orario di lavoro e di applicazione dei contratti collettivi nazionali, oltre a carenze negli adempimenti previsti a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Lavoro nero Cosenza

Controlli su lavoro nero e sicurezza: attività sospese e ammende

In tutto 71 le ziende controllate: 33 imprese agricole, 14 del settore edile e 24 operanti nel comparto turistico-alberghiero. Su 324 posizioni lavorative esaminate, 65 hanno riguardato lavoratori stranieri; 22 quelle risultate prive di regolare assunzione e copertura assicurativa, mentre le restanti sono ancora al vaglio del personale ispettivo. Sono, 19, invece, le sospensioni dell’attività emanate: 11 di queste per l’attuazione di lavoro nero, 5 per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza e 3 per la contemporanea presenza di entrambe le irregolarità. Le somme aggiuntive irrogate per tali provvedimenti ammontano complessivamente a 47.500 euro.

Sul fronte della tutela della salute e della sicurezza sono state impartite 32 prescrizioni, riguardanti principalmente la mancanza del Documento di valutazione dei rischi (DVR) e del Piano operativo di sicurezza (POS), l’omessa sorveglianza sanitaria, la mancata formazione e informazione dei lavoratori, l’assenza dei dispositivi di protezione, impalcati e ponteggi non conformi, cantieri privi di adeguata recinzione e l’inidoneità tecnico-professionale delle imprese affidatarie. Le ammende contestate per le violazioni in materia di salute e sicurezza superano complessivamente i 40.000 euro.

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