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“Tropea ha perso 1.000 residenti”: l’allarme del sindaco sugli affitti brevi «serve una legge regionale»

Calabria

“Tropea ha perso 1.000 residenti”: l’allarme del sindaco sugli affitti brevi «serve una legge regionale»

Il sindaco Macrì punta l’attenzione sugli effetti del boom turistico e dell’aumento degli affitti brevi: “il turismo di qualità è una risorsa, ma non può cancellare la comunità residente”. Appello alla Regione Calabria per nuove regole sulla residenzialità

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TROPEA (VV) – Il successo turistico di Tropea rappresenta una grande opportunità, ma rischia di trasformarsi in un problema se non accompagnato da strumenti adeguati di governo del territorio; a lanciare l’allarme è il sindaco Giovanni Macrì, che richiama l’attenzione sugli effetti dell’aumento degli affitti brevi e della crescente pressione immobiliare, fenomeni già vissuti da città come Venezia e, più recentemente, Matera.

Secondo il primo cittadino, il percorso verso un turismo sempre più qualificato non può compromettere la possibilità per i residenti di continuare a vivere nella propria città. “Il processo verso questo percorso che tende sempre di più alla qualità della proposta, dell’accoglienza e degli stessi flussi – sottolinea il sindaco Giovanni Macrì – è un obiettivo giusto e necessario per una destinazione esperienziale come Tropea”.

tropea sindaco macrì

“Ma questo turismo più selezionato ed esigente non può produrre, come effetto collaterale, l’espulsione silenziosa dei residenti. Se una casa non è più acquistabile o affittabile da chi vive, lavora e cresce una famiglia in città da chi ha radici qui, allora il tema è chiaro che diventa sociale, urbanistico, identitario. Il nostro comune ha perso circa mille residenti in pochi anni, al netto dei nuovi residenti di provenienza estera. E questo è un dato che impone una riflessione seria. A noi ma anche alla Regione Calabria”.

Il boom del turismo a Tropea, sindaco “si rischia lo spopolamento”

L’amministrazione comunale ha già avviato alcuni interventi, annunciando un incremento della Tari per le utenze extralberghiere gestite senza partita Iva e un analogo approccio sulla tassa di soggiorno. Per Macrì, tuttavia, gli strumenti comunali non sono sufficienti. Serve un intervento normativo della Regione Calabria, sul modello della Toscana, per regolamentare il settore e garantire un equilibrio tra sviluppo turistico e diritto alla casa.

“Non si tratta – precisa Macrì – di demonizzare l’extralberghiero, né di colpire chi investe. Al contrario, una destinazione seria deve attrarre investimenti, qualità, servizi e imprenditori capaci. Ma proprio per questo servono regole chiare, proporzionate e moderne. Ad esempio, il modello Toscana ha dimostrato che un intervento regionale è possibile. E lo ha fatto anche con il conforto della Corte Costituzionale che ha confermato la legittimità di norme regionali finalizzate a governare turismo, territorio, residenzialità ed effetti distorsivi dell’overtourism”.

sindaco Tropea - divieti - ordinanze treccine

L’appello alla Regione Calabria

Secondo il sindaco, l’emergenza abitativa rischia di compromettere l’identità stessa della Perla del Tirreno, trasformandola in una destinazione vissuta quasi esclusivamente dai turisti. Per questo rivolge un appello alla Regione affinché intervenga prima che il fenomeno diventi irreversibile.

“Siamo già in ritardo – conclude il sindaco – ma siamo ancora in tempo per governare questo fenomeno. E rimane questo uno dei punti cardine del nostro programma politico amministrativo. Non vogliamo misure punitive, ma strumenti di equilibrio. Il valore turistico di una destinazione non si misura soltanto da quanto riesce ad attrarre, ma da quanto riesce a restare viva, abitata, ordinata e riconoscibile. La Regione intervenga adesso, perché da noi il problema è già emergenza strutturale e presto rischia di trascinare con sé l’intero territorio della Costa degli Dei”.

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