Area Urbana
L’intervista – Ranieri Filippelli nuovo commissario dei DPM di Cosenza: “pronti alla sfida delle elezioni comunali”
I Democratici Progressisti Meridionalisti (DPM) affidano a Ranieri Filippelli la guida della provincia di Cosenza. Obiettivo: radicamento e Comunali 2027

COSENZA – Ranieri Filippelli è il nuovo commissario provinciale di Cosenza dei Democratici Progressisti Meridionalisti (DPM), il movimento fondato dal consigliere regionale Francesco De Cicco. A lui è stato affidato il compito di organizzare e radicare il partito in provincia di Cosenza. Un incarico che si presenta particolarmente impegnativo è già con qualche ostacolo di non poco conto. Il primo e più importante banco di prova sarà rappresentato dalle elezioni amministrative di Cosenza, tra meno di un anno. Una scadenza che si preannuncia decisiva per ridefinire gli equilibri del centrosinistra cittadino e nella quale il nuovo movimento reciterà un ruolo politico significativo. I Democratici Progressisti Meridionalisti si definiscono un movimento civico, pur collocandosi politicamente nell’area del centrosinistra.
Una coalizione che, almeno nell’area urbana di Cosenza, attraversa una fase di forte turbolenza, caratterizzata da tensioni interne e divisioni sempre più evidenti. Le maggiori criticità emergono proprio a Palazzo dei Bruzi, dove nel Partito Democratico – forza di maggioranza relativa che sostiene l’amministrazione comunale – è esploso l’ennesimo scontro interno. La recente sfiducia nei confronti del capogruppo dem in Consiglio comunale e del vicesindaco rappresenta l’ultimo capitolo di una crisi politica che rischia di avere ripercussioni sulla tenuta della maggioranza. Una situazione che complica ulteriormente il quadro amministrativo per il sindaco Franz Caruso, alle prese ormai da tempo con continue fibrillazioni all’interno della propria coalizione. Quicosenza ne ha parlato con il neo commissario dei DPM, Ranieri Filippelli, in una intervista.

1)Commissario Filippelli, il suo percorso politico è iniziato con la lista Tridico, dove ha ottenuto un risultato significativo, raccogliendo 2.254 preferenze, alle scorse elezioni regionali. Oggi, invece, ricopre l’incarico di commissario provinciale dei Democratici Progressisti Meridionalisti. Qual è stato il percorso che l’ha portata a questo nuovo ruolo e come è nato il suo rapporto con il movimento?
Il mio percorso politico si muove sul filo della coerenza e del legame profondo con il territorio. L’importante consenso di 2.254 preferenze ottenuto alle scorse elezioni regionali è stato per me un segnale di grande responsabilità e di fiducia da parte dei cittadini, un patrimonio d’idee e di relazioni che non poteva andare disperso. La nascita del movimento dei Democratici Progressisti Meridionalisti, avvenuta poco più di 4 mesi fà, rappresenta la naturale evoluzione di questa esigenza.
Abbiamo avvertito il bisogno di mettere a disposizione della Calabria e del centrosinistra una forza politica concretamente radicata nei territori, fatta di persone con reali esperienze amministrative e disposta ad affrontare di petto le tante tematiche che da anni si sono incancrenite nella nostra regione.
In questo quadro si innesta la guida del nostro Segretario, il consigliere regionale Francesco De Cicco, che ha messo a disposizione il suo straordinario bagaglio d’esperienza e di consenso per costruire un progetto ampio. Ma non è il solo patrimonio che DPM ha, basta leggere elenco dei soci fondatori per capirlo. Oggi stiamo aggregando energia in tutta la Calabria e a breve saremo in grado di annunciare l’adesione di ulteriori qualificate esperienze amministrative che arricchiranno la nostra proposta nei diversi territori.

Cosenza. Ranieri Filippelli traccia la rotta dei DPM
2) I Democratici Progressisti Meridionalisti si definiscono un movimento civico, pur “operando politicamente” nell’area del centrosinistra. Una coalizione che, almeno nell’area urbana di Cosenza, sta attraversando una fase di evidenti tensioni e divisioni. Al contrario, il centrodestra, pur al suo interno caratterizzato da sensibilità diverse, riesce a presentarsi unito nei momenti decisivi. A suo avviso, da cosa dipende questa differenza?
La differenza fondamentale risiede nell’approccio alla gestione della coalizione. Il centrodestra sposta spesso il dibattito sul piano tattico della conquista e gestione del potere, riuscendo a fare sintesi sui propri obiettivi di vertice. Il centrosinistra, al contrario, scambia troppo di frequente la pluralità di idee con la frammentazione personalistica. L’errore storico del centrosinistra è stato quello di focalizzarsi sui nomi e sui posizionamenti individuali anziché sui programmi e sui metodi di governo. Quando prevalgono le logiche dei singoli apparati o i tatticismi di bottega, la coalizione si indebolisce e smarrisce il contatto con la realtà. Come DPM sosteniamo che per ritrovare l’unità serva un cambio di passo culturale: bisogna rimettere al centro i problemi dei cittadini — dai servizi essenziali allo sviluppo locale — sostituendo alle faide di corrente un lavoro di squadra basato sull’ascolto, sulla trasparenza e lealtà.

3) Considerato che lei rappresenta il movimento fondato dal consigliere regionale Francesco De Cicco, protagonista alle ultime elezioni regionali di un risultato senza precedenti a Cosenza, con circa 4.000 preferenze, è inevitabile guardare già alle prossime elezioni amministrative, che tra meno di un anno porteranno i cittadini cosentini a eleggere il nuovo sindaco e a rinnovare il Consiglio comunale. De Cicco è stato determinante, al ballottaggio, per l’elezione di Franz Caruso a Palazzo dei Bruzi. Un’alleanza politica che ha permesso al Movimento di avere all’interno dell’esecutivo comunale ben due assessori. Negli ultimi mesi, tuttavia, De Cicco ha espresso in più occasioni un certo malessere nei confronti dell’azione amministrativa del sindaco, alimentando le voci di un possibile raffreddamento dei rapporti politici tra i due. Siamo di fronte alla fine di quell’intesa oppure ritiene che ci siano ancora i margini per ricomporre il rapporto in vista delle prossime elezioni amministrative?
Francesco De Cicco e gli amici che allora con lui hanno lavorato a quella esperienza e di cui alcuni sono fra i fondatori di DPM, sono stati determinanti per la vittoria di Franz Caruso al ballottaggio e per la nascita di questa consiliatura. Hanno assunto questa responsabilità con la massima serietà, contribuendo al governo della città che dopo l’entrata di De Cicco in Consiglio Regionale, si è rafforzata con due assessori e con un lavoro quotidiano e puntuale nell’esecutivo di Caruso. Tuttavia, il malessere espresso dal nostro Segretario non va letto come un mero dissenso tattico, ma come un richiamo alla responsabilità e al rispetto degli impegni presi con i cittadini. Gli unici nostri referenti.
La lealtà politica – che il nostro segretario ha ribadito anche in una conferenza stampa dopo la sua elezione in regione, si misura sulla qualità delle risposte che si danno ai cittadini, non sull’appiattimento passivo. Se si avverte un rallentamento nell’azione amministrativa o uno scollamento rispetto agli obiettivi iniziali, è dovere di una forza politica seria porre il problema con chiarezza. Riguardo ai margini di ricomposizione: non abbiamo nulla da ricomporre perché nulla si è rotto, ma la politica si fa con i fatti e dando risposte concrete ai problemi dei cittadini, non per conservare poltrone.
4) A Cosenza è sotto gli occhi di tutti che il consigliere regionale Francesco De Cicco rappresenti oggi uno degli interlocutori politici più ricercati. Lo dimostrano anche le interlocuzioni che, da più parti, vengono avviate con lui e l’annuncio di avere già pronte ben dieci liste in vista delle prossime amministrative, un segnale di forza politica. Alla luce di questo, e considerando anche i messaggi politici lanciati negli ultimi mesi, c’è chi ritiene che i Democratici Progressisti Meridionalisti stiano lavorando a uno scenario diverso rispetto all’attuale maggioranza di Palazzo dei Bruzi, magari sostenendo un candidato sindaco alternativo a Franz Caruso. È uno scenario realistico oppure il vostro obiettivo resta quello di consolidare l’attuale alleanza di centrosinistra, seppur con nuove condizioni e un diverso equilibrio politico?
Il fatto che il consigliere De Cicco e il nostro movimento siano al centro del dibattito politico cittadino è la dimostrazione della solidità del nostro lavoro. Il progetto delle dieci liste già pronte non costituisce una minaccia o un muscolare atto di forza, ma è la prova concreta dell’attrattività e del radicamento che DPM ha saputo costruire sul territorio cosentino. Rispetto agli scenari futuri, non abbiamo preclusioni ideologiche o rendite di posizione da difendere a prescindere. Il nostro obiettivo principale non è garantire lo status quo, ma assicurare a Cosenza un governo forte, efficiente e in grado di guardare ai prossimi dieci anni. Se la maggioranza attuale saprà dimostrare la maturità di rinnovarsi nelle idee e nelle priorità, ci confronteremo da protagonisti. In caso contrario, una forza autonoma, radicata e forte del supporto di migliaia di cittadini ha il dovere e la responsabilità di valutare ogni scenario utile per dare alla città l’amministrazione che merita.

5) Al di là dei nomi, quali caratteristiche dovrà avere il candidato sindaco che i Democratici Progressisti Meridionalisti saranno disposti a sostenere? Quali sono, per voi, le qualità irrinunciabili?
Al di là delle formule politiche, per noi le qualità irrinunciabili della futura guida della città sono chiare e non negoziabili: Competenza amministrativa e visione strategica: Cosenza non può permettersi improvvisazioni; serve una figura con spessore e conoscenza della macchina pubblica, in grado di programmare gli interventi e intercettare le opportunità di finanziamento europee e nazionali. Profonda capacità di ascolto e presenza sul territorio: Il nuovo Sindaco deve stare in mezzo alla gente, nei quartieri e nelle periferie, conoscendo da vicino i problemi materiali delle persone. Autonomia decisionale: Deve essere un profilo capace di fare sintesi, svincolato dai condizionamenti delle logiche di corrente e orientato esclusivamente all’interesse collettivo. Attitudine alla concretezza: Serve un amministratore in grado di sbloccare le questioni annose — dai servizi di rete al decoro urbano — con tempi certi ed efficacia operativa.
6)Il Partito Democratico resta il perno del centrosinistra. Un Partito Democratico che però è dilaniato da vere e proprie faide interne. Ritiene che oggi ci siano le condizioni per costruire un percorso condiviso oppure servirà un profondo cambio di metodo nei rapporti tra le forze della coalizione?
Il Partito Democratico rappresenta indubbiamente una componente fondamentale per la costituzione di qualsiasi alternativa di centrosinistra; lo dicono i numeri che in Democrazia sono la cartina di tornasole della sovranità popolare. Tuttavia, le spaccature interne che spesso lo caratterizzano finiscono per paralizzare il dibattito e per appesantire l’intera coalizione. Non possiamo permettere che i problemi interni a un singolo partito condizionino la tenuta e l’efficacia di un’alleanza politica più ampia. Per costruire un percorso condiviso e credibile occorre un azzeramento dei vecchi schemi: serve un cambio radicale di metodo. Le decisioni non possono essere calate dall’alto né subire i veti incrociati delle correnti o di capo correnti. È necessario un tavolo di coalizione paritario in cui tutte le forze, a partire da quelle civiche e territoriali come la nostra, abbiano pari dignità decisionale e concorrano su un piano di totale pari dignità alle scelte strategiche per la città.
7)Il vostro movimento si definisce civico. In concreto, cosa significa? In cosa i Democratici Progressisti Meridionalisti si differenziano dai partiti tradizionali?
Per i Democratici Progressisti Meridionalisti il termine “civismo” non è un’etichetta elettorale di comodo, ma un preciso modello organizzativo e politico. Differenziarsi dai partiti tradizionali significa aver superato la politica dell’autoreferenzialità per rimettere al centro la politica del fare. Ciò che ci distingue è il metodo: Origine dal basso: Il nostro movimento non nasce all’interno di segreterie di partito distanti dalla realtà, ma si alimenta del contributo diretto di amministratori locali, professionisti, lavoratori e cittadini che vivono quotidianamente le criticità della Calabria.
Pragmatismo operativo: I partiti tradizionali restano spesso ingessati in dibattiti ideologici o tesseramenti di corrente; noi ci concentriamo sull’individuazione delle soluzioni ai problemi incancreniti della nostra terra, dalla sanità alla gestione delle risorse territoriali. Valorizzazione delle competenze locali: Mettiamo a sistema il patrimonio di esperienze amministrative già mature nei diversi comuni per replicare le buone pratiche su scala regionale. Essere civici, per noi, vuol dire interpretare la politica come servizio diretto, trasparente e costantemente verificabile dagli elettori.

















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