Provincia
Dubbio legittimità
San Giovanni in Fiore: la maggioranza mette nel mirino la nomina di Marco Ambrogio «potrebbe essere illegittima»
Sollevata dai consiglieri di maggioranza la questione della validità della modifica statutaria. Caruso, Miliana, Oliverio e Spina Iaconis: «Verificare la regolarità: lo Statuto vietava l’elezione di un candidato sindaco sconfitto»

SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) – Si apre un nuovo potenziale scontro istituzionale al Comune di San Giovanni in Fiore. Al centro del dibattito l’elezione di Marco Ambrogio alla carica di presidente del Consiglio comunale, la cui legittimità viene formalmente messa in dubbio da quattro consiglieri comunali che sostengono l’Amministrazione cittadina. In una nota ufficiale firmata da Giovanna Francesca Caruso, Anna Miliana, Francesco Saverio Oliverio e Paolo Spina Iaconis, gli esponenti di maggioranza chiedono verifiche immediate e trasparenti sulla regolarità dell’atto di nomina della seconda carica dell’ente.
Marco Ambrogio e il nodo statutario: l’incompatibilità per i candidati sindaco non eletti
La questione riguarderebbe il rispetto dello Statuto comunale e le procedure per l’entrata in vigore delle relative modifiche. Lo Statuto del Comune di San Giovanni in Fiore, nella sua stesura originaria e presente nella banca dati del Ministero dell’Interno, vieta espressamente l’elezione a presidente del Consiglio di «un candidato alla carica di Sindaco risultato non eletto». Il caso specifico: Marco Ambrogio si era candidato alla carica di primo cittadino nella tornata elettorale, risultando non eletto, ed è stato successivamente nominato alla presidenza dell’assise civica.
Sebbene la norma di divieto sia stata oggetto di proposta di cancellazione, la maggioranza chiede di verificare se l’iter sia stato perfezionato ai sensi dell’articolo 6, comma 5, del TUEL (Testo Unico Enti Locali), passaggio necessario per rendere la modifica pienamente efficace.

«Non è una polemica politica ma una difesa delle regole»
I consiglieri firmatari precisano che la richiesta di accertamento non risponde a dinamiche personali né a uno scontro politico, ma alla necessità di garantire la piena legittimità degli organi comunali: «Non si tratta di una polemica né di un attacco personale, ma di verificare il rispetto delle regole fondamentali. Se la modifica statutaria non fosse divenuta efficace secundum legem, il divieto originario sarebbe rimasto in vigore e l’elezione di Marco Ambrogio risulterebbe effettuata in contrasto con le norme. Sarebbe in gioco la piena legittimazione dell’Ufficio di Presidenza che dirige i lavori del Consiglio e garantisce le prerogative di tutti i consiglieri».
Chiesti accertamenti rapidi e trasparenti
La nota si conclude con l’auspicio che la vicenda venga chiarita nel più breve tempo possibile dagli organi competentemente preposti: «Chiediamo che ogni verifica sia svolta con tempestività, imparzialità e massima trasparenza. Se gli accertamenti dimostreranno la conformità dell’elezione, ne prenderemo atto con senso istituzionale. Qualora invece fosse accertata la non conformità, la legalità dovrà prevalere su ogni convenienza e andranno adottati gli atti consequenziali per ripristinare la corretta applicazione delle norme».



















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