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agosto rovente
Muro contro muro: il Cosenza Calcio non molla. Pronto il ricorso al Consiglio di Stato per “riavere” il Marulla
Dopo la doccia fredda del TAR della Calabria, la società rossoblu (che al momento dovrà lasciare il Marulla il 17 agosto) è pronta a tentare la carta del Consiglio di Stato. Sullo sfondo l’esilio forzato all’Ezio Scida di Crotone

COSENZA – Si preannuncia un agosto caldissimo, non solo dal punto di vista climatico, privo di esclusione di colpi tra il Cosenza Calcio e Palazzo dei Bruzi. Il braccio di ferro legale e istituzionale sull’utilizzo dello stadio “Marulla” prosegue senza esclusione di colpi. Dopo la pronuncia sfavorevole del TAR della Calabria, la società rossoblu non ha alcuna intenzione di gettare la spugna ed è pronta a notificare l’appello cautelare d’urgenza al Consiglio di Stato per congelare le ordinanze comunali e riottenere la disponibilità dell’impianto cittadino.

Cosenza Calcio: il rigetto della sospensiva del TAR
Il primo round giudiziario si è consumato in camera di consiglio dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria (relatore ed estensore il dottor Cristiano De Giovanni). I giudici hanno respinto l’istanza cautelare monocratica presentata dalla società guidata da un collegio di cinque legali (gli avvocati Francesco Antonio Caputo, Flavio Iacovone, Bernardo Giorgio Mattarella, Stefano Castellana Soldano e Christian D’Orazi). Il ricorso chiedeva l’annullamento previa sospensione della nota del Comune di Cosenza dello scorso 12 giugno 2026, con cui era stata negata la licenza d’uso dello stadio ex art. 68 del TULPS, necessaria per disputare gli incontri alla presenza del pubblico. Il TAR ha motivato il rigetto sulla base di due argomentazioni fondamentali:
Mancanza del periculum in mora: Secondo i giudici regionali, non sussiste un danno imminente e irreparabile per l’attività sportiva del club, dal momento che il Cosenza Calcio ha regolarmente perfezionato l’iscrizione al campionato di Serie C indicando come campo alternativo lo stadio “Ezio Scida” di Crotone. La disponibilità di un altro impianto esclude l’urgenza di una misura cautelare immediata.
Prevalenza dell’interesse pubblico alla sicurezza: Nel bilanciamento tra l’interesse della società a giocare nel proprio impianto e la tutela dell’incolumità pubblica correlata ai cantieri di ammodernamento nello stadio, il Tribunale ha ritenuto prioritario garantire la sicurezza del cantiere rispetto alle esigenze del club.

L’uso del Marulla fino al 17 agosto e l’esilio a Crotone
L’ordinanza di primo grado conferma per il momento la piena validità dei provvedimenti emessi dal Comune di Cosenza. In assenza di un contro-provvedimento correttivo da parte del Consiglio di Stato, dal prossimo 17 agosto 2026 lo stadio “Marulla” sarà ufficialmente inaccessibile per lo svolgimento delle attività sportive ufficiali. Se il secondo grado di giudizio amministrativo non dovesse ribaltare l’esito della sospensiva in tempi record, il Cosenza Calcio sarà costretto ad avviare la stagione ufficiale disputando le prime partite casalinghe lontano dai propri tifosi, ovvero sull’erba dell’Ezio Scida di Crotone.
La dirigenza di via Conforti confida che i giudici di Palazzo Spada possano accogliere la richiesta di sospensione cautelar. Anche in questo cosa si tratta comunque di una fase interlocutoria: l’ordinanza rigetta unicamente la tutela d’urgenza temporanea, mentre la causa proseguirà nel merito per stabilire la legittimità dei provvedimenti adottati dal Comune di Cosenza.


















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