Calabria
Fondi per studenti disabili usati per l’acquisto di uno scuolabus non a norma, 3 persone indagate
Inchiesta della Procura di Crotone su oltre 24mila euro di fondi vincolati. Il mezzo acquistato era privo di pedana per la ridotta mobilità e la determina sarebbe stata falsificata

STRONGOLI (KR) – Fondi dedicati agli studenti disabili usati per acquistare uno scuolabus, usato e senza le giuste dotazioni tecniche per il trasporto degli utenti a ridotta mobilità. Questi i motivi per i quali la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone, guidata dal Procuratore Domenico Guarascio, ha emesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari e contestuale informazione di garanzia nei confronti di tre persone. Il provvedimento è stato notificato dai Carabinieri della Stazione di Strongoli, supportati dai colleghi di Brivio (Lecco).
Scuolabus acquistato con fondi vincolati: l’indagine
Le investigazioni sono scattate a seguito di una dettagliata denuncia e si sono concentrate sulle presunte irregolarità nella gestione di risorse pubbliche destinate al sostegno delle categorie più vulnerabili della comunità.
Al centro dell’inchiesta c’è l’acquisto di uno scuolabus comunale. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbero stati utilizzati indebitamente oltre 24.000 euro di fondi interministeriali, risorse la cui destinazione era vincolata in modo esclusivo al potenziamento dei servizi scolastici per gli alunni con disabilità.
Gli accertamenti dei militari dell’Arma hanno reso noto che la somma è stata impiegata per comprare un automezzo usato, risultato del tutto privo di pedana sollevatrice e di qualsiasi allestimento idoneo al trasporto di utenti con ridotta mobilità.
I reati contestati
Inoltre, per favorire il buon fine dell’operazione e garantire un ingiusto vantaggio economico alla ditta fornitrice, i soggetti coinvolti avrebbero alterato materialmente la determina comunale di affidamento.
Alle persone coinvolte vengono contestati i reati di falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, l’indebita destinazione di denaro o cose mobili e la frode nelle pubbliche forniture in concorso.

















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