Calabria
Triste epilogo
Il dramma di Andrea Minasi, la 23enne musicista travolta sulla strisce: dichiarata la morte cerebrale. Donati gli organi
Tragico epilogo all’ospedale di Catanzaro: dichiarata la morte cerebrale per la 23enne Andrea Minasi. Il dolore di Vibo e il gesto d’amore della famiglia che dona gli organi «Diventi un simbolo»

CATANZARO — Il quadro clinico è precipitato definitivamente nelle ultime ore, spegnendo anche l’ultima flebile speranza. È stata dichiarata la morte cerebrale per Andrea Minasi, la 23enne di Vibo Valentia investita lo scorso 28 luglio mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali. A causa dell’impatto violentissimo con l’autovettura, la giovane aveva riportato un gravissimo trauma cranico e la frattura del femore.
Ricoverata in Terapia Intensiva a Catanzaro, la 23enne è rimasta incosciente e in coma farmacologico fino a ieri sera, quando l’équipe medica la ha sottoposta agli accertamenti previsti dalla legge per la verifica dell’attività cerebrale, purtroppo con esito negativo. In un momento di immane sofferenza, la famiglia ha compiuto un grande gesto d’amore e generosità acconsentendo all’espianto e alla donazione degli organi, regalando una nuova speranza di vita ad altre persone.
Addio ad Andrea Minasi: la chitarra, il pianoforte e la scelta di restare in Calabria
Andrea non era soltanto una ragazza con sogni e speranze verso il futuro: era una promettente e talentuosa pianista, vicina al diploma presso il Conservatorio Statale di Musica “Fausto Torrefranca” di Vibo Valentia. A differenza di tanti suoi coetanei costretti a emigrare, Andrea aveva fatto una scelta ben precisa: rimanere nella propria terra per costruire qui il suo percorso professionale e umano, coltivando la passione per la musica. Una scelta d’amore verso la Calabria che rende ancora più doloroso il vuoto lasciato tra i banchi del Conservatorio, da cui sono giunti innumerevoli messaggi di vicinanza e cordoglio da parte di docenti, compagni di studio e amici.

La lettera al Governo: «Andrea deve diventare un simbolo»
Nei giorni del drammatico ricovero in ospedale, i familiari della giovane non si sono chiusi soltanto nel silenzio del dolore, ma hanno scelto di alzare la voce facendosi promotori di un accorato appello rivolto alle istituzioni locali e nazionali. La famiglia ha scritto al Governo affinché la tragedia di Andrea non finisca nel dimenticatoio e la 23enne possa diventare: «Il simbolo di una Calabria che non accetta più di sentirsi dimenticata e di un’Italia che sceglie di investire nella sanità, nella sicurezza e nei suoi giovani».
Tra le priorità sollevate dai familiari vi è un piano nazionale per la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali: dall’installazione di semafori nei punti più critici a una migliore illuminazione, passando per dossi rallentatori, controlli serrati sulla velocità e incisive campagne di educazione stradale.
Il caso dei soccorsi in ritardo e le indagini della Procura
Il caso ha destato sin da subito un forte clamore mediatico per via delle tempistiche di intervento dei soccorsi l’infausta sera dell’incidente. A seguito delle contestazioni della famiglia, l’ente Azienda Zero (che gestisce il sistema di emergenza-urgenza della Regione Calabria) ha confermato ufficialmente che i tempi di arrivo dei mezzi di soccorso sul posto si sono attestati su 24 minuti, ammettendo la necessità di lavorare ancora a fondo per migliorare la tempestività del servizio di emergenza laddove «ogni minuto è prezioso per salvare una vita».

Sul fronte giudiziario, la Procura della Repubblica di Vibo Valentia ha iscritto nel registro degli indagati un giovane del posto di 21 anni, che si trovava alla guida della vettura investitrice. Inizialmente accusato di lesioni personali stradali gravissime, con il formalizzarsi del decesso della ragazza la posizione penale dell’automobilista si aggraverà nella contestazione di omicidio stradale. Gli uffici inquirenti hanno già affidato l’incarico a un consulente tecnico per la ricostruzione cinematica dell’impatto sulle strisce, mentre la difesa dell’indagato ha provveduto a nominare i propri periti di parte.



















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