Area Urbana
Il piano riscossione
Rende, approvato il piano triennale per potenziare la riscossione tributi: in ballo 68 milioni di euro di crediti da recuperare
Il Comune di Rende approva formalmente il piano 2026-2028 previsto dalla legge di bilancio 2025 per accelerare gli incassi di IMU e TARI e altri tributi. Obiettivo è passare dal 21% al 30% di riscossione coattiva entro il 2028 con una stretta sui grandi morosi e la “liberazione” di oltre 1,5 milioni dal Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità

RENDE – Il Comune di Rende ha formalmente attivato il Progetto triennale per potenziare la riscossione tributi. Un piano che punta a recuperare parte dei circa 68,2 milioni di euro di crediti tributari ancora da incassare e a rendere strutturale il miglioramento della capacità di riscossione già registrato negli ultimi esercizi. I riscontri tecnici elaborati dalla Ragioneria del Comune hanno confermato il rispetto dei parametri e la capacità di riscossione complessiva che è balzata dal 39,3% del 2022 e 41,2% del 2023 al 59,0% nel 2024, superando nettamente la media triennale di riferimento (46,5%). In particolare, trainati dai recuperi virtuosi registrati sulla TARI (63,5% vs 62,3% medio) e sul Canone Unico Patrimoniale (CUP), l’Ente ha potuto attivare il metodo accelerato.
Una svolta strutturale nella gestione della fiscalità locale e un’operazione di rigorosa di trasparenza e risanamento sui conti dell’Ente. Il progetto, approvato con delibera di Giunta, punta a rendere più efficace ed equa la macchina della riscossione, aggredendo con maggiore decisione i grandi debitori (le 168 posizioni sopra i 20.000 euro senza alcuna procedura attiva pesano da sole quasi 10 milioni di euro) e riducendo il magazzino di crediti a rischio prescrizione, stimato in quasi 35 milioni di euro. Un percorso che, se rispettato negli obiettivi fissati anno per anno, dovrebbe portare entro il 2028 il tasso di riscossione coattiva dal 21,3% al 30%, con benefici sia sugli incassi effettivi sia sugli equilibri del bilancio comunale.

Il “progetto triennale” e la norma di riferimento
Alla base della delibera c’è l’articolo 1, comma 659, lettera a), della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026), attuato dal decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 16 marzo 2026, che ha introdotto una norma che consente ai Comuni di calcolare l’accantonamento al FCDE non più sulla media degli ultimi cinque esercizi, ma sul dato dell’esercizio in cui si è registrato un miglioramento della capacità di riscossione, a due condizioni cumulative: che il miglioramento sia stato accertato in sede di approvazione del rendiconto e che sia stato formalmente attivato un progetto almeno triennale diretto a rendere strutturale quel miglioramento.
Rende: un magazzino crediti da 163 milioni di euro
Il progetto si fonda su un’analisi dettagliata predisposta dal Servizio Finanziario sui dati rendicontati dal Concessionario Maggioli Tributi, che gestisce in concessione fino al 2028 l’accertamento e la riscossione, ordinaria e coattiva, dei tributi comunali di Rende. Il quadro, fotografato al 31 dicembre 2025 (con aggiornamento al 30 aprile 2026) vede a 163,4 milioni di euro il totale degli atti emessi tra accertamenti e liquidazioni, 68,2 milioni di euro il residuo complessivo ancora da riscuotere di cui 23,2 milioni in fase volontaria e 45,0 milioni in fase coattiva. IMU e TARI concentrano oltre il 95% del residuo complessivo, rispettivamente con 28,3 e 36,6 milioni di euro di crediti ancora da recuperare.
Nel triennio 2023-2025 gli incassi per cassa riversati al Comune dalla gestione in concessione sono stati pari a 22 milioni di euro complessivi, con una media annua di 7,3 milioni e un peso della riscossione coattiva del 50,9%. Guardando all’orizzonte più ampio 2022-2025, la riscossione totale sale a 29,2 milioni di euro, con un ultimo esercizio chiuso (2025) a 7,8 milioni, in crescita dell’8,6% rispetto al 2022.
Riscossione tributi coattiva al 21,3%: le criticità individuate
Il capitolo più critico del quadro conoscitivo riguarda la riscossione coattiva, cioè quella attivata dopo il mancato pagamento in fase volontaria. Su un carico cumulato storico di 91 milioni di euro, il Concessionario ha incassato finora 19,4 milioni, pari al 21,3% del carico complessivo (che sale al 30,1% se calcolato al netto degli sgravi). Un rendimento che la stessa amministrazione definisce “contenuto” nel quadro delle criticità allegato alla delibera.
Tra i problemi evidenziati dall’analisi ci sono sgravi e annullamenti elevati per jun totale di 26,7 milioni di euro, pari al 29,4% del carico coattivo, forte concentrazione del credito: appena 564 contribuenti con posizioni superiori a 20.000 euro rappresentano il 67,6% dell’intero residuo coattivo (30,4 milioni di euro), credito rilevante senza alcuna azione esecutiva.in pratica di quei 564 “grandi debitori”, ben 168 posizioni per 9,8 milioni di euro non risultano assistite da alcuna procedura di recupero
Magazzino “scaduto senza azione”: sommando lo scaduto della fase volontaria non ancora trasferito in coattiva (18 milioni) e lo scaduto coattivo privo di procedura (16,9 milioni), il credito complessivamente scaduto e non aggredito raggiunge 34,95 milioni di euro, pari al 51,3% del residuo totale, con un “diffuso rischio di prescrizione quinquennale”. infine vi sono misure cautelari sbilanciate. Le iscrizioni ipotecarie attivate (90 atti per 11,7 milioni di euro) riguardano finora esclusivamente l’IMU, mentre sulla TARI – che pure vale oltre 22 milioni di residuo coattivo – non risulta alcuna ipoteca.

Gli obiettivi del piano: dal 21% al 30% di riscossione coattiva entro il 2028
Per rispondere a queste criticità, il progetto fissa una serie di obiettivi gestionali progressivi, da recepire nei programmi annuali di attività assegnati al Concessionario:
| Indicatore | Partenza 2025 | 2026 | 2027 | 2028 |
| Tasso di riscossione coattiva | 21,3% | 25% | 28% | 30% |
| Credito oltre 20.000 € con procedura attivata | 67,6% | 75% | 85% | 90% |
| Incasso volontario cumulato su emesso | 19,0% | 20,0% | 21,0% | 22,0% |
| Riduzione magazzino scaduto non aggredito | — | -15% | -30% | -40% |
| Incidenza sgravi e annullamenti sui nuovi carichi | 29,4% | ≤25% | ≤22% | ≤20% |
A questi si aggiunge l’obiettivo contabile “principale”: conseguire, per ciascuna entrata selezionata, una capacità di riscossione superiore alla media del triennio precedente e un incremento cumulato di almeno 2 punti percentuali entro il 2028 rispetto alla media di riferimento 2022-2024.
I cinque assi di intervento
Il progetto, un documento di 30 pagine predisposto dal Settore Economico-Finanziario, si articola in cinque assi:
Riscossione volontaria e adempimento spontaneo – bollettazione TARI più tempestiva, potenziamento dei canali digitali di pagamento (PagoPA, app IO, domiciliazione bancaria), campagne di ravvedimento operoso guidato.
Qualità del carico e recupero dell’evasione – bonifica delle banche dati tributarie con incroci su Catasto, ANPR e Anagrafe tributaria, priorità agli accertamenti sulle annualità più vicine alla prescrizione, riduzione strutturale di sgravi e annullamenti.
Riscossione coattiva e aggressione del magazzino – priorità ai 168 “grandi debitori” senza alcuna procedura attiva (9,8 milioni di euro), estensione di ipoteche e fermi amministrativi anche alla TARI, creazione di unità dedicate ai grandi morosi.
Governo del rapporto concessorio – nuovi livelli di servizio misurabili imposti a MT S.p.A. (sollecito entro 60 giorni, ingiunzione fiscale entro 180 giorni, procedura esecutiva entro 120 giorni dal titolo per importi sopra 2.000 euro), cruscotto mensile di controllo, applicazione delle penali contrattuali in caso di inadempienze.
Presidio contabile e monitoraggio normativo – verifica annuale della capacità di riscossione in sede di rendiconto, corretta valorizzazione anche del residuo delle liquidazioni (11,55 milioni di euro), oggi non incluso nei riepiloghi del Concessionario.

Le tre misure “acceleratrici” già operative
Il piano si appoggia su tre strumenti straordinari già deliberati dal Consiglio comunale nel corso del 2026. La definizione agevolata delle entrate comunali, la cosiddetta “rottamazione” locale, che consente di estinguere i debiti da ingiunzioni e accertamenti esecutivi versando solo capitale e spese. Al 16 giugno 2026 risultavano già 1.052 istanze presentate, per un totale a ruolo quantificato di circa 7 milioni di euro e un riscosso di 650.470 euro.
C’è poi l’adesione alla “rottamazione quinquies” che prevede la definizione agevolata nazionale dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 2000 e il 2023, che a Rende riguarda un carico residuo di 5,2 milioni di euro, in gran parte TARSU (4,08 milioni), già stralciato dai residui attivi in sede di rendiconto 2025 e la nuova disciplina delle rateizzazioni che accorcia i piani di dilazione e inasprisce le regole di decadenza: dalle vecchie 12 rate mensili minime a 25 euro si passa a piani più selettivi e a una decadenza immediata già dopo il mancato pagamento di una sola rata.
Cabina di regia mensile e relazione trimestrale alla Giunta
Il progetto sarà seguito da una cabina di regia composta dal dirigente del Settore Economico-Finanziario (responsabile unico del progetto), dal direttore dell’esecuzione del contratto e da un referente del Concessionario, con la partecipazione dell’assessore al Bilancio Iorio. La cabina si riunirà con cadenza mensile, riferirà alla Giunta trimestralmente e al Consiglio comunale in occasione dell’assestamento e del rendiconto. Tra il 2026 e il 2029 il cronoprogramma prevede cinque fasi (F0-F4), che culminano con la predisposizione, entro l’ultimo trimestre del 2027, degli atti della nuova gara per l’affidamento del servizio di riscossione, in vista della scadenza della concessione a MT S.p.A. fissata al 31 dicembre 2028.


















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