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Mare nostrum
Domenica da incubo sul Tirreno Cosentino e accuse. Arpacal “dinamiche naturali del mare”. I sindaci “dati oggettivi: è pulito”
Chiazze marroni, schiuma e strisce nel mare Tirreno Cosentino: i controlli escludono inquinamento fognario. I sindaci: «È mucillagine dovuta al caldo, fidiamoci della scienza e non di Facebook». E Guardia Piemontese apre le porte del depuratore ai cittadini

COSENZA – È stata una domenica da incubo per bagnanti e turisti lungo la costa del Tirreno Cosentino. Durante il fine settimana, da diversi comuni del litorale si sono susseguite segnalazioni, foto e video che mostravano ampie chiazze di schiuma, bolle e strisce dai toni giallastri e marroni a ridosso della riva. La vista dell’acqua ha spinto numerose persone a rinunciare al bagno, scatenando una pioggia di critiche, attacchi e richieste di chiarimenti sui social network contro le amministrazioni locali.
Di fronte al caos mediatico e alle accuse di mare sporco e presunti guasti ai depuratori e di scarichi a mare, è arrivata la nota di Arpcal che ha evidenziato quello visto ieri rientri nelle “normali dinamiche dell’ambiente marino, legate al fenomeno estivo” e la replica immediata dei sindaci del territorio. I primi cittadini di Fuscaldo e Guardia Piemontese sono intervenuti pubblicamente, dati analitici alla mano, per spegnere l’allarme e spiegare la reale natura del fenomeno che interessa da anni il nostro mare.
Schiuma e strisce sul Tirreno Cosentino. La spiegazione di Arpacal
Stando ai dati ufficiali dell’Arpacal (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria) e alle valutazioni tecniche degli esperti, le anomalie visive presenti in mare non sono riconducibili a scarichi fognari o a malfunzionamenti degli impianti di depurazione. Si tratta, al contrario, di un fenomeno del tutto naturale e oramai noto da anni sul Tirreno Cosentino e legato anche all’eccezionale e prolungata ondata di calore che ha surriscaldando anche il Mar Mediterraneo.
L‘elevata temperatura dell’acqua e il forte irraggiamento solare favoriscono la proliferazione di microalghe (fitoplancton). Durante il loro ciclo vitale e la successiva decomposizione, queste biomasse rilasciano in mare sostanze organiche innocue che creano la schiuma. Con il successivo aumento del moto ondoso, l’aria si mescola all’acqua muovendo sedimenti e residui algali, mentre il vento e le correnti locali spingono e concentrano le strisce marroni verso la costa.

«Schiume e chiazze superficiali osservate in questi giorni lungo alcuni tratti della costa tirrenica calabrese sono legate a normali dinamiche dell’ambiente marino, particolarmente evidenti nel periodo estivo e in presenza di mare mosso. La presenza di schiume o chiazze non è automaticamente indice di inquinamento. Fenomeni apparentemente simili possono avere origini differenti ed è per questo che Arpacal li valuta attraverso osservazioni sul campo e, quando necessario, campionamenti e analisi” scrive Arpacal.
“Valori conformi ai limiti di legge”
“Il dato microbiologico – prosegue il testo – emerso dai punti prelevati tra sabato e domenica, da Lamezia Terme a Diamante, registrando valori conformi ai limiti di legge, dimostrano che i fenomeni osservati sono riconducibile alle dinamiche naturali del mare. L’Agenzia prosegue gli approfondimenti chimici e biologici per caratterizzarne compiutamente le cause. I risultati aggiornati dei controlli sono pubblicati nella sezione Balneazione del sito Arpacal, dove è disponibile anche una scheda scientifica dedicata al fenomeno delle schiume, con la descrizione dei meccanismi di formazione e riferimenti a fenomeni analoghi osservati in altre regioni italiane”
Il sindaco di Fuscaldo: «24 prelievi ed esiti tutti conformi»
Il sindaco di Fuscaldo, Giacomo Middea, ha risposto con fermezza alle polemiche sollevate in rete, richiamando l’attenzione sui report scientifici: «L‘Arpacal ha già effettuato nel corso della stagione 24 controlli, di cui 16 di routine e 8 straordinari. Il risultato? Valori sempre e costantemente conformi. Se dipendesse dai depuratori, dovremmo pensare a un accordo tragicomico tra tutti i sindaci del Tirreno per sversare contemporaneamente alla stessa ora. Ci troviamo di fronte a un fenomeno naturale che esiste da sempre. Io mi fido dei dati scientifici e per dimostrarlo oggi ho fatto il bagno insieme ai miei figli. Siate vigili, ma lasciate perdere l’allarmismo gratuito».
Guardia Piemontese apre le porte del depuratore ai cittadini
Sulla stessa linea l’amministrazione comunale di Guardia Piemontese, guidata dal sindaco Vincenzo Rocchetti. Attraverso una nota ufficiale, la giunta ha confermato la perfetta efficienza del proprio impianto di depurazione, regolarmente monitorato anche a fronte dei maggiori carichi estivi, e ha rinnovato l’invito a fare affidamento solo sui bollettini degli enti preposti. Per garantire la massima trasparenza verso la cittadinanza e gli operatori turistici, il Comune di Guardia Piemontese ha inoltre annunciato la disponibilità a organizzare visite guidate all’interno dell’impianto di depurazione cittadino, previo appuntamento con gli uffici comunali, per mostrare sul campo il corretto funzionamento della struttura. «La tutela del mare richiede controlli rigorosi, responsabilità e trasparenza, ma anche un’informazione corretta e fondata su dati oggettivi.

«I controlli sulle acque marine effettuati dagli organismi competenti, prima, durante e dopo il manifestarsi di analoghi fenomeni, non hanno evidenziato condizioni tali da giustificare l’allarmismo diffusosi sui social network. L’Amministrazione comunale continuerà comunque a monitorare attentamente la situazione e a collaborare con ARPACAL e con gli altri enti competenti, intervenendo tempestivamente qualora emergessero dati oggettivi meritevoli di approfondimento. «Invitiamo pertanto tutti a non alimentare facili allarmismi sulla base di fotografie, filmati o valutazioni esclusivamente visive, ma a fare riferimento alle comunicazioni ufficiali, ai dati analitici e agli accertamenti degli organismi tecnici competenti».
















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