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'Giustizia per Antonio'
Perrotta, la tragedia dopo il pestaggio mortale: «4 bambini hanno perso il padre». La famiglia: «Chiediamo giustizia»
Dopo il pestaggio a Sangineto, Antonio Perrotta è morto lasciando moglie e quattro figli piccoli. Il sociologo Antonio Marziale invoca una rete di sostegno concreta e duratura per la famiglia, mentre la madre e il fratello della vittima chiedono giustizia

CATANZARO, 11 AGO – “Ci sono morti che non possono essere archiviate come semplici fatti di cronaca, e la morte di Antonio Perrotta, originario di Fuscaldo, dopo il pestaggio subito a Sangineto, è una di queste. Perché dietro un uomo che non c’è più ci sono una moglie e, soprattutto, quattro bambini in tenera età ai quali è stato sottratto il padre”. Così il sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori e già Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria.

Marziale: “Il mio pensiero va ai 4 bambini, si attivi rete di protezione”
“Il mio primo pensiero – afferma Marziale – va a quei quattro bambini. Non conoscono, e non devono conoscere, la brutalità degli adulti che ha determinato la tragedia che stanno vivendo. Conosceranno, invece, molto presto l’assenza. Una sedia vuota, una voce che non sentiranno più, una porta che non si aprirà, un padre che non potranno più abbracciare. È questo il vero dramma che deve interrogare le coscienze di quanti vedono nella violenza la risoluzione di qualsivoglia contrarietà. Quando la violenza arriva a togliere la vita a un uomo non finisce nel momento in cui l’aggressione termina. Le sue conseguenze entrano nelle case, nelle scuole, nei pensieri e nel futuro di chi resta. E quei quattro bambini porteranno questa ferita per tutta la vita. Per questo non possiamo limitarci all’indignazione delle prime ore”.

Marziale richiama quindi le istituzioni a una responsabilità concreta: “Mi aspetto che attorno a questa famiglia si costruisca immediatamente una rete di protezione. Non parole di circostanza, ma sostegno vero e continuativo. Quei bambini devono poter crescere sapendo che, quando il destino li ha privati del padre, la società non li ha privati anche della propria responsabilità nei loro confronti. Occorre garantire loro sostegno psicologico, attenzione sociale, tutela economica e continuità educativa. E bisogna farlo nel tempo, perché – spiega il sociologo – il dolore di un bambino non segue il calendario della cronaca e proprio quando i riflettori si spegneranno, per loro comincerà il tempo più difficile”.
La famiglia di Antonio Perrotta: “Chiediamo giustizia”
Chiedono giustizia la mamma e il fratello di Antonio Perrotta, il 34enne di Fuscaldo, deceduto dopo un pestaggio all’esterno di una discoteca a Sangineto. “Quello che è successo è una cosa brutta, chiediamo solo giustizia”, afferma al Tg1 Nazzareno Perrotta, fratello di Antonio. La mamma del trentaquatrenne, in lacrime, chiede che “si faccia giustizia, me lo hanno ammazzato”.



















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