Provincia
Provincia di Cosenza da scoprire: 55 luoghi, 26 personaggi e oltre 300 foto. Il viaggio di Gianpiero Taverniti
“Raccontando la Calabria – Il viaggio continua”. Gianpiero Taverniti attraversa borghi, paesaggi, tradizioni, arte e memoria delle 5 province calabresi, restituendo un racconto sentimentale della terra attraverso luoghi e persone

COSENZA – Una provincia di Cosenza ricca di storia, identità, tradizioni che in “Raccontando la Calabria – Il viaggio continua” di Gianpiero Taverniti, brilla di luce propria.
La provincia di Cosenza raccontata da Gianpiero Taverniti
“La provincia più vasta e più popolosa della regione – scrive Taverniti – bagnata da due mari, ha il polmone verde della Sila che la ossigena di salubrità e l’arricchisce di valori paesaggistici e naturalistici. Se tocchiamo un borgo che da diverso tempo, cerca la sua collocazione dignitosa, non possiamo che non visitare il borgo di Aiello Calabro, risultato uno dei borghi più belli d’Italia, centro che ha recuperato un castello normanno che sembrava un grande rudere e che oggi dopo il restauro, s’impone nella sua maestosità artistica e storica.
Risalendo verso Cosenza, ci calamitiamo verso il centro di Luzzi, nella capitale della grupariata, specialità culinaria riconosciuta, una sorta di focaccia ultra farcita che unisce diversi sapori forti di questa terra, andare a Luzzi e non assaggiarla sarebbe un autentico “sacrilegio” gastronomico. Il pezzo forte lo riserva la Sambucina, l’abbazia fu fondata a metà del XII secolo, divenne casa madre di riferimento dell’ordine monastico dei Cistercensi. La sua caratteristica principale è uno stile gotico originale. Durante il Medioevo ebbe il periodo di maggiore splendore, con il passaggio di illustri personaggi come Gioacchino da Fiore, Pietro Lombardo (vescovo e grande teologo) e Francesco Accursio, grande giurista italiano, allievo di Azzone e rappresentante della scuola di Bologna. Il borgo e’ grazioso ben curato e da visitare anche per le chiese presenti con rilevanti opere d’arte al loro interno.
Risalendo l’alta costa jonica, ci dirigiamo a Rossano, è nota non solo per la Liquirizia DOP, ma anche per ospitare il più antico museo vescovile della regione, quello della Diocesi di Rossano-Cariati, istituito nel 1952 e posto nel cuore del borgo, adiacente alla Cattedrale della Santissima Achiropita, risalente all’XI secolo. Il museo, oltre ad essere allestito con pezzi d’arte sacra vescovile e non solo, offre una logistica e una didattica elettronica avanzata che arricchisce i visitatori di informazioni storico-artistiche, immersi nella spiritualità del contesto circostante.
All’interno del museo, in una sala dedicata, è esposto il Codex Purpureus Rossanensis, patrimonio UNESCO dal 2016 e documento librario più antico della Calabria, risalente al V-VI secolo. Il suo valore artistico, religioso, storico e documentale è inestimabile. L’opera proviene dal Medio Oriente, da Antiochia di Siria o Cesarea di Palestina ,durante le persecuzioni e le lotte iconoclaste. È unica nella sua corposità e nel contenuto: rappresenta l’ultima settimana di Gesù ed è un evangeliario miniato di 188 fogli (376 pagine) con 15 illustrazioni.
Saltando verso la costa tirrenica, troviamo altrettanto ricchezze naturalistiche, ma di sicuro siamo attratti dal centro del Santo Patrono della Calabria, San Francesco di Paola. Santuario luogo principe, luogo di preghiera, condivisione di sacra umanità , ma una piccola perla in paese, la regala la casa natale del Santo. Una lapide ricorda che questo luogo ha dato i natali al santo patrono della Calabria. All’interno, un pregevole mosaico mostra la forza del vento del Santo che gonfia la vela di una barca, traghettando i poveri verso porti sicuri di dignità.

Di particolare interesse sono anche la statua del Santo e l’organo a canne, mentre le informazioni disponibili consentono ai gruppi di visitatori di usufruire di una guida dettagliata, arricchita di storia e aneddoti sulla vita del santo. Ammiriamo anche alcuni portali e la Fontana di San Francesco, con i suoi sette cannali, decorata da dipinti che raffigurano fasi della vita del Santo. Imponente è la chiesa nel centro, dedicata al Santo, con una pregevole scalinata e un arco che la colloca nel cuore di Paola”.
Il viaggio lungo il Tirreno
Risalendo la strepitosa costa tirrenica, Taverniti racconta “non si riesce a dividere lo sguardo dalle bellezze circostanti: il mare cristallino, la costa che nella sua conformazione sembra dipinta, le sue iconiche torri e gli imponenti castelli che sono dei veri e propri “avamposti di bellezza”. Nello sfondo verde, risalendo verso un affascinante entroterra, dominano dall’alto le maestose cime del massiccio del Pollino.
Se la Calabria è terra di vini di qualità, uno spazio importante lo ritaglia il centro di Verbicaro. È una vera immersione nel centro storico del comune cosentino, fra viuzze”strettamente” incredibili, cantine, la torre dell’orologio, vecchie fontane, portali importanti e simboli reali che decorano naturalmente il cuore del paese. Di fatto, sono trofei identitari del territorio e “cimeli” importanti di un’antica e nobile civiltà contadina che da queste parti è più viva che mai nel quotidiano. I simboli: un antico torchio di legno, dei bottiglioni rivestiti in vimini e canna, delle botti reali in rovere e altri dipinti su apprezzabili murales per le vie del paesino. Quando un paese silente, raccolto in una partecipata messa domenicale, vuole parlare, lo fa con questi simboli di valore.
Attraverso tunnel e scalinate nel cuore del borgo, si è condotti a spettacoli, tra una casa e l’altra, tra una chiesa e qualche murales che sembra voler distogliere dalla realtà (come quello di Don Camillo e Peppone o quello di Pinocchio del Comencini). Sono dipinti che distolgono lo sguardo per qualche secondo, nella piena condivisione di questo grazioso borgo. Tra una foto e l’altra, si ha anche il piacere di dialogare con le vere”macchine del tempo viventi”: i nobili testimoni, le persone vere, quegli anziani che, se stimolati dalle domande dei visitatori, donano il meglio di loro stessi. Si rendono attori veri di Verbicaro, non recitando nessuna parte, ma agendo con palese e preziosa spontaneità e attaccamento alle loro origini.

Ricchezze incredibili che a Sangineto Lido si impreziosiscono, dove si erge una fortezza normanna che, nel corso degli anni, ha cercato di recuperare il suo splendore e la piena fruibilità. Il riferimento è chiaro al castello del Principe, collocato vicino alla foce del fiume Sangineto. Risalendo verso l’entroterra ammiriamo il suo centro storico, ci addentriamo nel cuore del paese, tra portali in pietra e scorci suggestivi, spicca la chiesa della Madonna delle Nevi, con importanti opere d’arte al suo interno. Tra queste, il prezioso battistero in marmo e gli stucchi decorativi. La chiesa matrice di Sangineto è una delle più antiche del Tirreno cosentino, con uno stile neoclassico nel presbitero. Un altro luogo incredibile, in questa Calabria che sempre più piace e che in ogni angolo, anche sperduto, sa arricchire e sorprendere”.

“Dopo aver visitato il silenzioso e sorprendente Sangineto, giungiamo a Bonifati, il borgo è rilassante e quasi magicamente, si è condotti verso la visione di un castello. Si può visitare anche il pregevole e silente Santuario della Beata Vergine del Santissimo Rosario; di fatto, è uno dei luoghi di culto più significativi della Riviera dei Cedri, è composto da due navate, una del Cinquecento e l’altra dell’Ottocento. Nella prima, si trova la statua della Beata Vergine. Numerose sono le statue presenti, colpiscono quelle della Madonna del Carmelo, di San Domenico e di San Vincenzo Ferreri. Si notano una pregevole fonte battesimale e un’importante acquasantiera in marmo bianco.
Risalendo verso nord della provincia, nella sua diversità, tra mare, monti, laghi, borghi, tradizioni e tesori archeologici e artistici, troviamo Laino Castello, centro che si colloca nello scrigno dei “gioielli” dei borghi più belli d’Italia, e chiaramente della nostra regione. Lo troviamo in alto sulla cartina della Calabria, al confine con la Basilicata, raggiungibile in cinque minuti dall’uscita dell’A2 di Mormanno. La sua posizione dominante sancisce e mostra le ricchezze di questa terra, al confine con l’antica Lucania.
Laino Castello regala un’aria fresca e pulita, dominata dalla natura, dove visitatori e appassionati di fotografia possono sorseggiare un calice di vino rosso immersi nel rilassante silenzio. Impressionante è anche il Viadotto Italia, il ponte che domina la valle: con i suoi 259 metri di altezza e 1.161 metri di lunghezza, è una delle opere ingegneristiche più imponenti della nazione, simbolo della capacità tecnica e della grandiosità paesaggistica della Calabria, da segnalare anche il pregevole presepe vivente che da diversi anni attrae diversi visitatori e fedeli”.
La provincia di Cosenza, dai borghi alle persone: una Calabria da custodire
Il viaggio di Taverniti prosegue: “Se questa terra brilla come un diamante di fatto per le sue ricchezze, un Diamante di nome lo possiede e la sua frazione di Cirella Vecchia, con la sua storia e la sua posizione lucida, con i resti di un castello e di un corposo conglomerato urbano che sembrano voler decorare la fortezza ben visibile, dominante come un avamposto difensivo tirrenico. Il castello risalirebbe al periodo angioino ed era circondato da mura, ma subì modifiche a cura dei principi Carafa, che lo ampliarono intorno al XVIII secolo.

È un luogo silenzioso, immerso in una scenografia fiabesca che conduce a visitare ciò che ne rimane, cominciando da due chiese presenti. Nelle immediate vicinanze, si trova colpiscono il Teatro dei Minimi e l’adiacente monastero degli stessi, che richiamano inequivocabilmente lo stile greco ma sono di costruzione recente, probabilmente dei primi del ‘900. Si osserva la buona solidità dei muri perimetrali, mentre, sul piano superiore, si è attratti dai resti degli affreschi e dal paesaggio tirrenico che regala palesemente un dipinto naturale di Calabria.
Nella collana cosentina di Raccontando la Calabria che continua il suo viaggio, non poteva mancare il centro di S. Marco Argentano con il suo castello che troviamo in splendida forma strutturale e di mantenimento. Un centro interessante, ricco di storia e con una forte impronta normanna, centro abitato da quasi settemila anime, con una forte economia agricola e di piccole e medie imprese che operano nel circondario. Un paese ricco di chiese, un’abbazia e una cattedrale che spicca prepotentemente, attirando la curiosità dei tanti visitatori e turisti religiosi che qui potranno attingere a una ricca scorpacciata di conoscenze e opere d’arte custodite negli stessi luoghi di culto. Sull’alta costa jonica cosentina, gli spettacoli non mancano nelle aree interne con i graziosi borghi; fra questi spicca prepotentemente, per storia, bellezza e posizione, Rocca Imperiale, un altro borgo tra i più belli d’Italia.
Centro abitato da poco più di 3000 anime, si trova a 204 metri di altitudine, profumato dai suoi fantastici limoni I.G.P. di Calabria e addolcito dalle muse poetiche che, da diversi anni, allietano delicatamente importanti festival di poesia. Un borgo fortificato da un pregevole castello svevo-normanno, in ottime condizioni e restaurato nel tempo con intelligenza e lungimiranza, mantenendo forti, vive e intatte le sue impronte storico-artistiche. Il castello sembra una enorme nave di pietra con la prua rivolta a sud: una fortezza praticamente inespugnabile sui suoi lati, ricca di casematte, corridoi e sotterranei. Un luogo che merita una visita, soprattutto nel periodo estivo, quando ospita eventi culturali di rilievo. Da segnalare anche le pregevoli chiese presenti nel cuore del borgo ben curato, tra cui spicca la più antica, Santa Maria Assunta in Cielo, la Visitazione della B.V. Maria e il monumento che ospita la biblioteca, il museo delle cere e le chiese di Sant’Antonio e Santa Maria delle Grazie.
Non solo luoghi visitati – racconta Taverniti – ma anche persone comuni, personaggi che con storie vere, hanno arricchito questo racconto, hanno arricchito questa guida raccontata, documento sentimentale dell’autore verso la propria terra. Nelle campagna di Bisignano, spicca il contadino anziano che raccoglie i suoi fichi e nella sua incredibile accoglienza, invita l’autore a raccoglierli, visto che coltiva la terra per passione e non li vende, un segnale di affetto e accoglienza dell’anziano bisignanese o il giovane di Corigliano-Rossano, “principe” della restanza in Calabria che compie diversi lavori solo per non emigrare e gioca a calcio in una squadra dilettantistica, emulando il campione-idolo del Cosenza dei miracoli, quale il compianto bomber Gigi Marulla.
“Raccontando la Calabria – Il viaggio continua” raccoglie complessivamente 55 luoghi distribuiti nelle cinque province calabresi, 26 personaggi, 15 ricette tradizionali e 8 poesie in vernacolo. Il volume è arricchito da oltre 300 fotografie a colori scattate durante i viaggi dell’autore. Un lavoro che si presenta come un invito a guardare la Calabria con occhi nuovi, ma anche come un appello alla responsabilità collettiva: conoscere i luoghi, raccontarli, custodirli e lavorare concretamente per la loro valorizzazione”.


















Social