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I murales di Morano Calabro: la “Street Art” che riqualifica il Borgo del Pollino tra identità e territorio

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Arte a cielo aperto

I murales di Morano Calabro: la “Street Art” che riqualifica il Borgo del Pollino tra identità e territorio

La street art riqualifica gli angoli nascosti di Morano Calabro e regala un nuovo racconto visivo ai visitatori. Il sindaco Donadio e il consigliere Feoli: «Valorizziamo i luoghi e generiamo attrattività»

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I Murales di Morano Calabro

MORANO CALABRO (CS) – Si sono conclusi, secondo il cronoprogramma stabilito, i lavori di realizzazione dei nuovi murales commissionati dall’Amministrazione comunale di Morano Calabro al collettivo “Gulìa Urbana”. La realtà, attiva da diversi anni nel panorama nazionale della street art, ha firmato un intervento d’impatto volto alla rigenerazione urbana e sociale di alcuni degli scorci meno valorizzati dell’abitato. L’iniziativa punta a curare l’arredo cittadino conferendo una nuova veste e un’elevata visibilità ad aree periferiche o poco frequentate. Attraverso opere d’arte a cielo aperto, il borgo del Pollino intreccia la bellezza figurativa con la narrazione identitaria del proprio territorio.

Murales di Morano Calabro memoria

I murales di Morano Calabro: dal lupo alla memoria storica

Il percorso espositivo urbano si snoda attraverso diverse strade del borgo, offrendo interventi artistici ad alta carica simbolica:

Via Cappuccini (Alessandro Etsom): Un’imponente raffigurazione del lupo appenninico, icona della fauna locale. L’opera ritrae due canidi, simbolo di resistenza e sopravvivenza, che osservano da lontano il borgo illuminato in segno di protezione. Tra i dettagli tecnici di spicco figurano le pigne di pino loricato disegnate negli occhi degli animali e le foglie di faggio che compongono il mantello.

Viale Gaetano Scorza (Antonino Perrotta): L’affresco è un omaggio alla cultura contadina e alla storia locale. La composizione integra il pino loricato (con un richiamo a Italus, l’albero più antico d’Europa con i suoi 1.230 anni) e una figura femminile che reca un canestro sul capo per lavare i panni al fiume, affiancata da riferimenti al fenomeno del brigantaggio post-unitario.

Via Giudea (Antonino Perrotta): Il focus dell’intervento riguarda il tema del “Lavoro”, sviluppato attraverso cinque riquadri concettuali legati alle problematiche dell’incolumità nei cantieri. L’opera è stata donata alla comunità da FormEdil Cosenza, ente promotore della sicurezza e della formazione in edilizia, ed è affiancata dall’installazione di tre nuove panchine.

Innovazione e riconoscimento identitario

Sull’esito del progetto è intervenuto il consigliere comunale Geppino Feoli, evidenziando la risposta degli artisti alle linee guida dell’ente: «Da un lato abbiamo voluto porre l’accento sulle peculiarità floro-faunistiche e le nostre vicende storiche, dall’altro si è inteso accendere un faro sull’incolumità nei cantieri. Con FormEdil Cosenza, cui va il nostro ringraziamento, vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica su problematiche di stringente attualità. Siamo in presenza di elementi che ci appartengono e che ci accompagnano nel nostro cammino».

L’approccio strategico dell’intervento è stato ribadito anche dal sindaco di Morano Calabro, Mario Donadio: «Abbiamo in mente di migliorare ancora di più l’arredo urbano, per offrire al turista ulteriori motivi per visitare Morano. La nostra idea del borgo passa anche attraverso il coraggio di innovare con equilibrio, senza alterare le innumerevoli ricchezze paesaggistiche e architettoniche che possediamo. Un atto di rinascita estetica deve saper essere giovane e moderno, ma contemporaneamente in grado di non dimenticare».

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