Area Urbana
Cosenza: acqua non conforme in 7 fontanelle, ma nelle case? «La salute dei cittadini non si tutela a metà»
I consiglieri comunali Alfredo Dodaro e Giuseppe D’Ippolito contestano la gestione dell’emergenza dopo le analisi dell’Arpacal e l’ordinanza del sindaco Caruso. Nel mirino soprattutto la decisione di vietare l’uso dell’acqua delle fontanelle senza estendere il provvedimento alle utenze domestiche

COSENZA – Le analisi condotte dall’Arpacal e comunicate dall’Asp di Cosenza, Dipartimento di Prevenzione, hanno evidenziato una non conformità dell’acqua erogata da diverse fontanelle pubbliche: Portapiana, Corso Vittorio Emanuele, Archi di Ciaccio, Villa Vecchia, Via Campagna, Piazza Piccola e Piazza Loreto.
Proprio in quest’ultima sono stati riscontrati coliformi totali ed Escherichia coli oltre i limiti di legge. Sulla base degli esiti, il sindaco Caruso ha emanato un’ordinanza che vietava l’utilizzo dell’acqua delle fontanelle pubbliche per il consumo umano. Le ultime verifiche tecniche avrebbero invece evidenziato il rientro dei parametri nella norma.

Cosenza, vietato l’uso dell’acqua delle fontanelle: «la salute dei cittadini non si tutela a metà»
È proprio sulla gestione dell’emergenza che intervengono i consiglieri Alfredo Dodaro e Giuseppe d’Ippolito, che parlano di una «contraddizione politica» e contestano il fatto che il divieto abbia riguardato esclusivamente le fontanelle e non l’acqua delle abitazioni nelle stesse zone.
«Se la rete idrica presenta contaminazioni microbiologiche in più punti, non si comprende perché non siano state previste misure cautelative anche per le utenze domestiche, dove scorre la stessa acqua», sostengono i consiglieri. «La salute dei cittadini non si tutela a metà», aggiungono, chiedendo maggiore coerenza, trasparenza e prevenzione nella gestione della qualità dell’acqua.

Nel mirino della minoranza finisce anche la comunicazione dell’amministrazione. I consiglieri richiamano il caso, risalente a poche settimane fa, di un’intera strada rimasta senza acqua per giorni, lamentando l’assenza di una comunicazione ufficiale: «non si può intervenire solo su una parte del problema, lasciando scoperti i punti meno che meno piacevoli, chi amministra ha il dovere di essere attento e darne notizia ai cittadini».
Dodaro e d’Ippolito annunciano che continueranno a vigilare sulla gestione delle emergenze e concludono con una provocazione sui cartelli affissi alle fontanelle: «da ultimo ci chiediamo in relazione ai cartelli posti sulle fontanelle che vietavano gli usi “umani”, quali potrebbero o dovrebbero essere tali? In fondo qui l’unica cosa non umana è questa amministrazione!».


















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