Calabria
la nota
Cede il cric, il 31enne Anthony Ieranò muore schiacciato da un’auto. “Officina chiusa, non era un nostro meccanico”
Sulla drammatica morte di Anthony Ieranò interviene Angelo Michele Luciano, titolare dell’officina, per precisare la totale estraneità della sua attività chiusa per ferie al momento dell’incidente, avvenuto sulla strada pubblica e per evidenziare che la vittima non era un dipendente dell’attività

CINQUEFRONDI (CS) – Un tragico incidente ha lasciato attonita la comunità di Cinquefrondi, dove nella giornata di ieri il 31enne meccanico Anthony Ieranò, ha perso la vita nei pressi dell’imbocco della superstrada che collega la Piana di Gioia Tauro con la Locride. Il giovane è rimasto schiacciato da un’automobile sotto la quale stava effettuando un intervento meccanico, a causa del cedimento del cric utilizzato per sollevare il veicolo. I soccorsi dei sanitari si sono purtroppo rivelati inutili a causa della gravità estrema delle lesioni riportate. Sul caso indagano i carabinieri, coordinati dalla Procura di Palmi, che hanno disposto il sequestro del veicolo per eseguire tutti gli accertamenti tecnici necessari a stabilire l’esatta dinamica del cedimento.
Su quanto accaduto interviene oggi con una nota ufficiale Angelo Michele Luciano, titolare dell’officina meccanica posizionata nelle vicinanze del luogo in cui si è consumata la tragedia. L’imprenditore ha inteso fare massima chiarezza sulla posizione della propria attività commerciale, smentendo con fermezza ogni coinvolgimento lavorativo o strutturale dell’azienda nel drammatico fatto.
“Anthony Ieranò non lavorava per noi, officina chiusa per ferie”
Il titolare ha precisato che la vittima non era in alcun modo dipendente né stava lavorando per conto dell’attività. Al momento del fatto, inoltre, l’officina risultava chiusa per il periodo delle ferie estive ed era del tutto privo di qualsiasi attività lavorativa in corso. Il titolare ha ribadito la completa estraneità della propria azienda spiegando che il giovane si trovava sulla strada pubblica antistante il piazzale dell’attività per ragioni ancora in corso di accertamento da parte degli inquirenti. Di conseguenza, l’episodio non è avvenuto all’interno del locale né nel piazzale privato esterno, non riguardando in alcun modo l’attività, il titolare o i dipendenti.

Le lamentele sulle riprese video e la ricostruzione visiva
Nella sua dichiarazione, l’imprenditore ha espresso anche forte rammarico per le modalità con cui sono state effettuate le riprese giornalistiche ed emittenti sul posto. Nello specifico, Luciano ha lamentato il fatto che siano stati realizzati filmati attraverso le inferriate del cancello, indirizzati verso l’interno della proprietà privata dell’officina e verso i veicoli ivi parcheggiati. Secondo il titolare, l’esposizione e la contestualizzazione di tali immagini hanno contribuito a creare un collegamento visivo e narrativo errato tra il drammatico incidente e la sua attività commerciale, generando un’associazione con la realtà dei fatti che non corrisponde al vero.


















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