Provincia
Lorica: rifiuti e lungolago chiuso che diventa un paradosso
Lorica al centro delle polemiche. Lungolago chiuso, rifiuti e tensioni politiche mentre gli imprenditori chiedono attenzione per il turismo

SAN GIOVANNI IN FIORE – Lorica è senza dubbio una delle località più suggestive e caratteristiche della Sila cosentina. Immersa nel verde e affacciata sulle acque del lago Arvo, la località conserva un fascino particolare, capace di renderla magica in ogni stagione. Il villaggio è però diviso tra due Comuni. Una parte dell’abitato ricade infatti nel territorio di San Giovanni in Fiore, mentre l’altra appartiene a Casali del Manco. È soprattutto il versante ricadente nel territorio di San Giovanni in Fiore a essere oggi al centro di interrogativi e polemiche. Perché questa porzione di territorio risentirebbe delle tensioni maturate tra l’attuale amministrazione comunale, insediatasi da qualche mese, e quella precedente.

Lorica, il paradosso del lungolago
Una contrapposizione esclusivamente politica che, però, rischia di ricadere su un territorio che avrebbe bisogno di tutt’altro: programmazione, servizi efficienti e maggiore attenzione. In questi giorni di maggiore affluenza, sono numerose le segnalazioni di turisti che lamentano la scarsa pulizia e la presenza di rifiuti, lasciati anche nella giornata di Ferragosto. Una situazione che appare ancora più singolare se si guarda al nuovo lungolago, che finisce rappresenta ormai il simbolo di un vero e proprio paradosso.
Il lungolago, infatti, è stato realizzato, insieme a un pontile, dalla precedente amministrazione comunale. Eppure, oggi, quella stessa opera è chiusa al pubblico. La ragione, secondo quanto sostiene l’attuale amministrazione guidata dal sindaco Antonio Barile, sarebbe da ricercare nella mancanza di una serie di documentazioni e autorizzazioni necessarie per rendere l’opera pienamente fruibile.
Dove stia esattamente la verità, a questo punto, resta da capire. Naturalmente saranno gli atti e la documentazione a stabilire se il problema sia realmente di natura tecnico-amministrativa o autorizzativa, oppure se vi siano altre ragioni alla base della chiusura.

Ed è qui che la questione rischia di assumere persino contorni da commedia all’italiana: un’opera viene realizzata, ma ufficialmente non sarebbe fruibile. Eppure viene frequentata dai turisti e, addirittura, proprio in occasione del Ferragosto, è stata attraversata dalla processione religiosa che ha accompagnato la statua della Madonna Assunta, patrona locale.
Alla processione hanno partecipato le amministrazioni comunali di San Giovanni in Fiore e Casali del Manco, insieme a numerosi turisti. Insomma, un’opera che sulla carta presenta problemi tali da impedirne la fruizione, ma che nella realtà sembra essere già diventata un luogo vissuto e frequentato. Un paradosso, tutto in salsa locale. Il sospetto, tuttavia, è che a Lorica si sia giocato il consueto derby della politica locale: quello in cui ogni amministrazione tende a prendere le distanze da ciò che ha fatto chi l’ha preceduta. Una pratica che, alle nostre latitudini, non sarebbe certo una novità.

A pagarne il conto, però, rischiano di essere soprattutto gli imprenditori che hanno investito sul territorio e che, inevitabilmente, guardano alle opere pubbliche come a elementi capaci di aumentare l’attrattività turistica della località.
Perché il lungolago e il pontile potranno piacere oppure no, potranno essere considerati più o meno riusciti, potranno avere bisogno di interventi o di ulteriori autorizzazioni. Ma una cosa appare difficile da negare: sono opere che, se rese pienamente fruibili e inserite in una strategia complessiva di valorizzazione, possono rappresentare un nuovo attrattore turistico per Lorica. E allora perché non fare tutto il possibile affinché un’opera pubblica possa essere utilizzata, valorizzata e messa al servizio del territorio?



















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