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Vendemmia 2026, partenza positiva ma pesa il nodo giacenze: a rischio i prezzi del vino italiano

Italia

CRITICITA' E DUBBI

Vendemmia 2026, partenza positiva ma pesa il nodo giacenze: a rischio i prezzi del vino italiano

Raccolta in anticipo e di buona qualità, ma le cantine sono ancora piene di scorte. Le cooperative chiedono programmazione e riduzione delle rese per evitare la distillazione di crisi

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COSENZA – La vendemmia 2026 ha preso il via sotto buoni auspici sul fronte della qualità, con un anticipo medio di circa dieci giorni sulla tabella di marcia rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, il quadro produttivo non è privo di criticità locali: i temporali arrivati negli scorsi giorni, in alcuni casi accompagnati anche da violente grandinate, hanno compromesso la produzione spingendo le associazioni di categoria a chiedere interventi di emergenza al Governo e alle istituzioni regionali. Al di là degli eventi atmosferici avversi, la vera preoccupazione per i viticoltori e le cantine sociali riguarda la gestione delle scorte ancora stoccate nei serbatoi.

vendemmia

Working wine grapes in cellar

Oltre la vendemmia 2026: le giacenze di vino che preoccupano

I dati diffusi dall’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressioni frodi (Icqrf) nel report Cantina Italia tracciano una situazione complessa a livello nazionale. Sono, infatti, oltre 23,5 milioni di ettolitri di vini DOP che sono in giacenza, mentre quelli IGP superano i 10,9 milioni di ettolitri fermi nei serbatoi.

Tra le regioni con il maggior volume di vini a denominazione stoccati figurano il Veneto (oltre 6,9 milioni di hl), la Toscana (3,3 milioni di hl) e il Piemonte (2,9 milioni di hl). L’accumulo di volumi oltre la capacità di assorbimento del mercato rischia di svalutare il prodotto, comprimere i listini e ridurre la liquidità per le aziende del comparto.

Vendemmia Calabria

Programmazione, riduzione delle rese e distillazione di crisi

Per evitare un crollo dei prezzi e garantire la sostenibilità economica della filiera, rispetto alla vendemmia in corso le rappresentanze cooperative chiedono una governance integrata capace di pianificare la produzione e monitorare le dinamiche di mercato.

Tra le soluzioni sul tavolo ritorna la richiesta della distillazione di crisi, misura straordinaria europea che consente di ritirare le eccedenze dal mercato trasformandole in alcol per uso industriale. parallelamente, modelli virtuosi di gestione giungono da regioni come Toscana e Abruzzo, che hanno decretato una riduzione preventiva delle rese produttive per i principali consorzi di tutela (tra cui Brunello di Montalcino, Chianti Classico e Vini d’Abruzzo), ristabilendo l’equilibrio tra domanda e offerta.

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