Calabria
LA NOTA
Questione Emodinamica in Calabria, i primari di Cardiologia: «Nessun taglio, le équipe si spostano negli ospedali Spoke»
Nota congiunta di tutti i direttori di Cardiologia dopo le polemiche sui decreti regionali che riguardano il riassetto dell’emodinamica in Calabria: garantita la rete H24 per l’infarto e cure più vicine ai cittadini. I primari spiegano che per le emergenze resta tutto invariato, mentre i medici Hub andranno a operare negli spoke

CATANZARO – Sulla questione emodinamica in Calabria arriva la nota congiunta dei direttori di cardiologia regionali: nessun ridimensionamento, nessuna chiusura e massima sicurezza garantita per le emergenze. I primari intervengono in maniera congiunta con una nota ufficiale per fare chiarezza sulle ricostruzioni emersa negli ultimi giorni in merito al nuovo assetto organizzativo dell’attività di emodinamica. Un chiarimento corale, sottoscritto da tutti i direttori della rete cardiologica regionale, che illustra i tre pilastri della riorganizzazione promossa dalla struttura commissariale guidata dal Presidente della Regione Roberto Occhiuto.
Nessuna chiusura: applicati gli standard nazionali del DM 70
I primari smentiscono categoricamente le voci di presunte soppressioni: nessun centro di emodinamica è stato chiuso. La rete e la distribuzione dei presìdi d’emergenza H24 rispondono ai criteri stabiliti dalla legislazione nazionale (il Decreto Ministeriale 70/2015), basati sui bacini di utenza e sui volumi d’attività. I decreti regionali approvati (DCA 78 e DCA 360 del 2024) hanno recepito e applicato le direttive ministeriali, senza alcuna scelta discrezionale.
Infarto acuto: la rete d’emergenza H24 resta invariata
Per le urgenze tempo-dipendenti, come l’infarto acuto del miocardio, il percorso assistenziale rimane del tutto invariato. Il paziente continua a beneficiare del trasporto rapido verso i Centri Hub H24 attraverso il sistema 118, l’elisoccorso e la telecardiologia. Una rete che, come attestano i dati AGENAS, in Calabria registra trend positivi su indicatori chiave come la tempestività dell’angioplastica e la riduzione della mortalità entro i 30 giorni.

Esami programmati: l’équipe specialistica si sposta nello Spoke
La vera innovazione riguarda le procedure non urgenti (come coronarografie e angioplastiche programmate). Fino a oggi, il paziente ricoverato in un ospedale periferico (Spoke) doveva essere trasferito in ambulanza verso il centro HUB principale. Con il nuovo modello, sarà l’équipe medica dell’Hub a recarsi presso lo Spoke per eseguire l’intervento in loco. Questa sinergia permetterà al personale degli ospedali periferici di seguire un percorso di affiancamento, condivisione dei protocolli e crescita professionale per raggiungere la piena autonomia organizzativa.

I vantaggi immediati per i cittadini e le strutture interessate
La riorganizzazione punta a generare impatti diretti sulla qualità del servizio con meno disagi per i pazienti: stop ai trasferimenti in ambulanza e alle lunghe attese per gli interventi programmati. Più ambulanze sul territorio riducendo i tragitti per i ricoverati di routine, i mezzi del 118 rimangono a disposizione per le effettive urgenze del territorio e potenziamento degli ospedali periferici. La presenza degli specialisti eleva il livello operativo dei reparti cardiologici locali. Il modello trova immediata applicazione negli ospedali di Lamezia Terme, Corigliano-Rossano e Paola, dove le sale angiografiche risultano già collaudate e pronte all’uso. Successivamente, la rete sarà estesa al nuovo ospedale della Sibaritide e ai presìdi di Vibo Valentia, Polistena e Locri, non appena verranno completati e attivati i rispettivi laboratori di emodinamica.
I firmatari della nota congiunta
La presa di posizione porta la firma di tutti i responsabili delle strutture di Cardiologia della Calabria:
- Dott. Vittorio Aspromonte – Direttore UOC Cardiologia-UTIC P.O. Locri
- Dott. Frank Benedetto – Direttore UOC Cardiologia-UTIC G.O.M. Reggio Calabria
- Dott. Giovanni Bisignani – Primario Emerito UOC Cardiologia Castrovillari
- Dott. Roberto Ceravolo – Direttore UOC Cardiologia Lamezia Terme
- Dott. Michele Comito – Direttore UOC Cardiologia-UTIC P.O. Vibo Valentia
- Prof. Antonio Curcio – Direttore UOC Cardiologia – A.O. Cosenza
- Dott.ssa Silvana De Bonis – Direttore UOC Cardiologia-UTIC P.O. Corigliano-Rossano
- Dott. Alessandro Ferraro – Direttore FF UOC Cardiologia-UTIC-Emodinamica P.O. Pugliese – A.O.U. Dulbecco
- Dott. Francesco Greco – Direttore UOC Emodinamica A.O. Cosenza
- Dott.ssa Maria Teresa Manes – Direttore UOC Cardiologia-UTIC P.O. Paola-Cetraro
- Dott. Carmelo Massimiliano Rao – Direttore UOC Cardiologia-UTIC Polistena
- Dott. Fabio Megna – Direttore UOC Cardiologia-UTIC Crotone
- Prof. Daniele Torella – Direttore UOC Cardiologia-UTIC-Emodinamica P.O. Germaneto – A.O.U. Dulbecco
- Dott. Giorgio Ventura – Direttore UOC Cardiologia Tirrenia Hospital – Belvedere Marittimo
La questione dell’emodinamica in Calabria
Al centro delle recenti polemiche l’organizzazione della rete di assistenza per le patologie cardiovascolari e in particolare il trattamento dell’infarto acuto del miocardio, le procedure come coronarografie e angioplastiche e la gestione delle relative sale operatorie nei vari ospedali della regione. Il dibattito si è acceso a seguito dei recenti provvedimenti della Struttura Commissariale e della Regione Calabria (attraverso i decreti del Commissario ad Acta, come i DCA 78 e 360 del 2024), che hanno previsto un riassetto dei servizi secondo le linee guida nazionali per le reti di emergenza-urgenza.
Nello specifico, i punti chiave al centro del confronto riguardano la gestione dei Centri Hub e Spoke. La rete sanitaria calabrese si divide tra ospedali principali (Hub), strutturati per garantire l’emodinamica d’emergenza operativa H24 (con guardia attiva 24 ore su 24 per gli infarti acuti), e ospedali periferici (Spoke). Alcune ricostruzioni e prese di posizione politiche avevano sollevato il timore di ridimensionamenti o chiusure del servizio di emodinamica in diverse strutture del territorio.

Il nuovo modello di “équipe mobile”: per chiarire la situazione, i Direttori delle Cardiologie calabresi sono intervenuti con una nota congiunta, spiegando che la rete d’emergenza H24 per l’infarto non subisce tagli e rimane centralizzata negli Hub. La novità principale riguarda le procedure programmate e non urgenti: anziché trasferire i pazienti ricoverati dagli ospedali Spoke verso gli Hub principali, saranno le équipe mediche specializzate degli Hub a recarsi negli ospedali periferici (come Lamezia Terme, Corigliano-Rossano e Paola, e in futuro Vibo Valentia, Polistena e Locri) per eseguire gli interventi sul posto e formare il personale locale.

















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