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Incendi e caldo record, ambientalisti contro la Regione Calabria: “La caccia dal 2 settembre va bloccata subito”

Calabria

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Incendi e caldo record, ambientalisti contro la Regione Calabria: “La caccia dal 2 settembre va bloccata subito”

Caccia, appello urgente al governatore Occhiuto e alla Giunta da parte di Lipu, Legambiente, WWF e altre sigle: «Fauna stremata da incendi e caldo estremo, avviare la stagione adesso sarebbe un disastro ecologico e un abuso giuridico»

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RENDE (CS)Bloccare la preapertura della caccia prevista per il 2 settembre e posticipare l’inizio della stagione venatoria in tutta la Calabria al 1° ottobre. È la richiesta formale perentoria inviata al Presidente della Regione Roberto Occhiuto, agli assessori Gianluca Gallo e Filippo Montuoro e ai dirigenti dei Dipartimenti competenti dalle principali associazioni ambientaliste e di tutela del territorio: Lipu ODV Calabria, Legambiente, WWF, Italia Nostra, StOrCal, Greenpeace e V.A.S. APS Rende-Cosenza.

Emergenza roghi e stress termico

Alla base del sollecito vi è un quadro ambientale definito estremamente critico. Le ripetute ondate di calore e i devastanti incendi che hanno colpito la regione negli ultimi mesi hanno causato la morte di un numero imprecisabile di animali, radendo al suolo boschi e macchia mediterranea.

L’impatto dei roghi ha ridotto quasi a zero le disponibilità di cibo e i rifugi per le specie autoctone e migratorie, provocando un fenomeno di sovraffollamento nelle poche aree scampate alle fiamme. Aggiungere la pressione venatoria a una fauna già stremata da stress ambientali multipli – spiegano le associazioni – innescherebbe un effetto moltiplicatore catastrofico per la biodiversità locale.

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Le motivazioni giuridiche: Costituzione, TAR e piano faunistico scaduto

Gli ambientalisti sottolineano che il blocco non è una semplice concessione discrezionale, ma un preciso obbligo di legge alla luce dell’Articolo 9 della Costituzione (che tutela ambiente ed ecosistemi) e della legge 157/92.

A supporto della richiesta vengono citati diversi nodi critici e legali:

  • Piano Faunistico fermo al 2003: Il Calendario Venatorio 2026/2027 si fonda su un piano tecnico programmatico obsoleto, vecchio di oltre vent’anni.

  • La recente sospensiva del TAR: Con ordinanza cautelare dello scorso 13 agosto 2026, il TAR Calabria ha già congelato la preapertura al colombaccio. Proseguire sulla linea attuale rischia di spalancare le porte a una catena di ricorsi vincenti.

  • Nessun danno per i cacciatori: Il versamento delle quote venatorie regola un’attività ricreativa soggetti a limiti di interesse pubblico e non dà diritto a tutele assolute; il rinvio al 1° ottobre garantisce comunque il pieno svolgimento della stagione.

  • Incendio a Santa Maria del Cedro

“Aree bruciate off-limits per 10 anni”

Infine, la coalizione di sigle ambientaliste ricorda il rispetto rigoroso della Legge 353/2000: divieto assoluto di caccia per 10 anni su tutti i terreni boscati percorsi dal fuoco e nelle zone immediatamente adiacenti, dove si sono concentrati gli animali superstiti per trovare rifugio. La palla passa ora alla Cittadella Regionale, chiamata a rispondere prima del 2 settembre.

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