Area Urbana
Aggressione e caos in ospedale a Cosenza, sindacati sul piede di guerra: «Non basta più l’abnegazione dei sanitari»
Dopo l’ennesima aggressione al Pronto Soccorso dell’Annunziata di Cosenza, Ugl e Cisl chiedono interventi immediati: più sicurezza nelle strutture sanitarie, maggiori controlli e un potenziamento dei servizi per ridurre sovraffollamento, attese e tensioni

COSENZA – Nuovo allarme sulla sicurezza degli operatori sanitari dopo l’ennesimo episodio di violenza verificatosi in Calabria, con un’aggressione ai danni di un medico al Pronto Soccorso dell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza. A intervenire sono UGL e CISL, che chiedono misure concrete per tutelare chi lavora nelle strutture sanitarie e, allo stesso tempo, garantire maggiore sicurezza a pazienti e familiari.
«Non basta l’abnegazione del personale della Sanità operante in situazioni spesso emergenziali; serve maggior coordinamento fra enti ed istituzioni, così come ascolto e coinvolgimento concreto delle risorse umane specialmente nei presìdi locali», affermano il segretario nazionale della Federazione Salute UGL, GianLuca Giuliano, e il segretario confederale UGL di Cosenza, Guglielmo Nucci.
Secondo i rappresentanti sindacali, è necessario rafforzare la sicurezza attraverso «posti fissi delle Forze dell’Ordine, vigilanza privata anche armata, telecamere, chiusure di sicurezza». L’UGL Salute nazionale e la Confederazione provinciale annunciano inoltre che seguiranno con attenzione l’evolversi della situazione e che intendono riaprire il confronto con Forze dell’ordine, Regione, Asp e aziende ospedaliere.
L’obiettivo, spiegano, è verificare che vengano pienamente rispettati gli standard di sicurezza e tutelata l’incolumità degli operatori sanitari, dei pazienti e dei loro familiari.
“Rafforzare la sanità e ridurre il ricorso all’emergenza urgenza”
Sulla vicenda interviene anche la CISL di Cosenza, insieme alla CISL FP e alla CISL Medici Territoriali, che esprime solidarietà al medico aggredito e a tutto il personale coinvolto nell’episodio.
«Siamo vicini al medico aggredito e a tutti gli operatori che ogni giorno svolgono il proprio lavoro con professionalità, responsabilità e spirito di servizio», dichiarano Michele Sapia, segretario generale della CISL provinciale di Cosenza, Pierpaolo Lanciano, segretario generale CISL FP Cosenza, e Gabriele Scolati, segretario generale CISL Medici Cosenza. «Medici, infermieri e personale sanitario sono un presidio fondamentale per la comunità e non è accettabile che possano essere aggrediti mentre garantiscono assistenza e cure».
La CISL pone l’accento anche sulle condizioni che possono alimentare tensione ed esasperazione all’interno dei Pronto Soccorso. «Sicurezza e qualità dei servizi devono procedere insieme», sottolineano i tre rappresentanti, richiamando in particolare «sovraffollamento, tempi di attesa e difficoltà di accesso alle prestazioni».
Per il sindacato, quindi, non basta intervenire sul fronte della sicurezza: occorre anche potenziare i Pronto Soccorso e rafforzare la sanità territoriale e la medicina di prossimità, così da ridurre il ricorso all’emergenza-urgenza e offrire risposte più tempestive ai cittadini.
«Difendere chi lavora nella sanità significa anche garantire ai cittadini servizi più efficienti e accessibili», concludono Sapia, Lanciano e Scolati. «Migliorare l’organizzazione e le risposte del sistema sanitario significa ridurre disagi ed esasperazione e tutelare, insieme, operatori e utenti».

















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