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“Nemmeno il tempo di pagare”: multa per il parcheggio ad Amantea, la denuncia di una turista

Tirreno

“Nemmeno il tempo di pagare”: multa per il parcheggio ad Amantea, la denuncia di una turista

Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione di una turista ad Amantea che racconta di aver lasciato l’auto sulle strisce blu e di essersi allontanata per pochi minuti per cambiare i soldi e pagare la sosta. Al ritorno ha trovato il preavviso di violazione sul parabrezza: “Non volevo evitare il pagamento”

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AMANTEA (CS) – Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione di una turista ad Amantea che racconta di aver lasciato l’auto sulle strisce blu e di essersi allontanata per pochi minuti per cambiare i soldi e pagare la sosta. Al ritorno ha trovato il preavviso di violazione sul parabrezza: “Non volevo evitare il pagamento”.

“Vorrei raccontare quanto mi è successo ieri sera ad Amantea, sul famoso Corso Vittorio Emanuele, perché credo che episodi come questo meritino di essere raccontati. Ieri sera ho parcheggiato la macchina nelle strisce blu e, come faccio normalmente, avevo intenzione di pagare regolarmente la sosta. Solitamente utilizzo EasyPark per fare il ticket, ma nel punto in cui avevo parcheggiato non era possibile utilizzare l’app.

Non avendo con me monete sufficienti per il parchimetro, mi sono quindi recata nella pizzeria che si trova proprio di fronte al parcheggio per cambiare i soldi e poter pagare. Avevo con me una bambina di appena 8 mesi. Il mio compagno si era quindi accomodato con la bambina, mentre io mi sono allontanata per pochi minuti con il solo scopo di procurarmi le monete necessarie per effettuare il pagamento. Quando sono tornata alla macchina, ho trovato sul parabrezza un preavviso di violazione per mancato pagamento della sosta, elevato alle 22:33. E qui, sinceramente, mi sono cadute le braccia.

Dopo pochissimi minuti sono andata direttamente dalle agenti della Polizia Municipale che erano presenti sul posto. Ho spiegato tutto: che normalmente pago con EasyPark, che in quel punto non era possibile utilizzarlo, che non avevo monete e che mi ero recata nella pizzeria di fronte proprio per cambiare i soldi e pagare il parcheggio. Ho spiegato anche che avevo con me una bambina di soli 8 mesi e che, mentre il mio compagno era rimasto con lei, io mi ero allontanata soltanto per pochi minuti per risolvere il problema del pagamento. La risposta è stata che il preavviso non poteva essere annullato sul posto e che avrei dovuto presentare ricorso.Lo farò. Ma quello che voglio dire è un’altra cosa.

Ma possibile che ormai non si fischi più neanche? Si fanno direttamente i verbali?
La sensazione che ho avuto è stata quella di trovarmi davanti a un sistema che sembra molto più interessato a fare multe che a gestire una situazione con un minimo di buon senso. E sì, lo dico chiaramente: da cittadina, in quel momento, mi sono sentita davanti ai classici “mangiacassa”. Non posso sapere quali siano le intenzioni di chi controlla, ma questa è stata la sensazione che mi ha lasciato l’accaduto.
Io non stavo cercando di fare la furba e non stavo cercando di non pagare. Ora mi chiedo: ma è questo il modo di accogliere chi viene ad Amantea in piena estate? È questo il modo di trattare una persona che viene a trascorrere una serata, mangiare nei locali, spendere e contribuire all’economia del territorio?

Perché se il messaggio che passa è “parcheggi e non hai ancora fatto in tempo a pagare? Ti facciamo subito la multa”, allora qualcosa non va. Il pagamento della sosta è giusto e nessuno lo mette in discussione. Ma tra far rispettare una regola e trasformare ogni minima situazione in una sanzione, secondo me, dovrebbe esserci anche un po’ di buon senso. Amantea non dovrebbe essere ricordata per i verbali lasciati sui parabrezza. Dovrebbe essere ricordata per il mare, per il centro storico, per i locali, per la gente e soprattutto per l’accoglienza. Io questa esperienza, invece, la ricorderò come una bella serata rovinata dalla sensazione di essere stata trattata semplicemente come un’altra macchina da sanzionare. E sinceramente, dopo una cosa del genere, viene da chiedersi: ma davvero ormai non fischiano più nemmeno? Fanno direttamente cassa? Questa è la mia esperienza. La racconto perché credo che anche cittadini e turisti abbiano il diritto di dire quando qualcosa, secondo loro, non funziona.

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