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«Non chiediamo di nascondere i problemi, ma di risolverli»: la voce di chi vive, investe e crede nell’Autostazione di Cosenza

Area Urbana

L'APPELLO

«Non chiediamo di nascondere i problemi, ma di risolverli»: la voce di chi vive, investe e crede nell’Autostazione di Cosenza

L’imprenditore e residente Mattia Paduano lancia un accorato appello a Prefetto, Questore e Comune di Cosenza: «I continui episodi di violenza allontanano i cittadini, ma qui vivono famiglie e ci sono persone che credono e investono nella zona. È tempo di agire con presidi e una vera riqualificazione»

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Autostazione Cosenza 04

COSENZA – Non cedere alla narrazione della sola cronaca nera, al degrado e alla paura, ma intervenire subito per garantire sicurezza e decoro all’Autostazione di Cosenza, uno dei punti nevralgici della città, troppo spesso al centro di continui episodi di violenza, spaccio e criminalità che continuano a mortificare il quartiere. È questo il senso dell’accorato appello lanciato da Mattia Paduano, imprenditore del Paduano Group S.r.l., residente nella zona.

“L’autostazione di Cosenza non è solo cronaca nera”

L’area, considerata la principale porta d’ingresso del capoluogo bruzio per migliaia di studenti e lavoratori pendolari, sta vivendo un momento di profonda sofferenza che rischia di compromettere l’economia locale e la vivibilità di centinaia di famiglie che vivono nell’area e anche di chi con enormi sacrifici investe tempo e denaro nelle attività commerciali. Paduano parla nella doppia veste di cittadino e commerciante che ha deciso di scommettere sul territorio, testimoniato dal recente e imponente investimento per il restyling del supermercato A&O. «L’Autostazione di Cosenza non è solo cronaca nera».

Autostazione di Cosenza controlli interforze2

La continua sequenza di risse e degrado non deve essere minimizzata, spiega ma la narrazione a senso unico sta generando una cappa di paura tra i cittadini, scoraggiando gli avventori e mettendo in ginocchio le attività commerciali dell’area. «I fatti vanno raccontati e non devono essere minimizzati — spiega l’imprenditore – ma l’Autostazione non è solo questo. È un quartiere fatto di famiglie, lavoratori, studenti, commercianti e persone perbene. Possiede potenzialità che non possono essere cancellate dal comportamento di pochi individuiAbbiamo sostenuto un investimento significativo, proprio perché crediamo nel quartiere, nei suoi abitanti e nel futuro di quest’area».

L’appello a Prefetto, Questore e Comune di Cosenza

Un segnale di fiducia privata che, tuttavia, da solo non basta a cambiare il volto di un intero quartiere se non affiancato dalle istituzioni pubbliche. «Un imprenditore può investire nella propria attività: non può sostituirsi alle istituzioni nella tutela della sicurezza e del territorio. Per questo chiediamo al Prefetto, al Questore, al Comune di Cosenza e alle autorità competenti un intervento deciso e soprattutto continuativo.

Le richieste prioritarie avanzate alle autorità competenti sono quelle di un presidio e sicurezza che possa garantire controlli continui e presenza fissa delle forze dell’ordine per stroncare spaccio e risse. Potenziamento della pubblica illuminazione e interventi periodici di pulizia straordinaria per il decoro dell’area. E infine un piano di riqualificazione con un progetto urbano a lungo termine per restituire l’area ai cittadini.

autostazionecosenzaagosto17

Salvare il commercio per difendere la città

L’Autostazione rappresenta uno snodo cruciale per la mobilità e l’immagine della città: tutelarla significa difendere l’intero tessuto sociale ed economico cosentino. «Non chiediamo di nascondere i problemi. Chiediamo di risolverliPerché ogni nuovo episodio non danneggia soltanto l’immagine dell’Autostazione: allontana cittadini e clienti e mette in difficoltà attività, lavoratori e famiglie che ogni giorno continuano a credere in questa zona. Non possiamo permettere che pochi individui distruggano ciò che tanti, con sacrificio, stanno costruendo. L’Autostazione non è soltanto cronaca nera. È lavoro, commercio, famiglie e casa. E merita di essere tutelata e restituita pienamente alla città».

 

 

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