Cronaca
La sparatoria
Agguato mortale a Lauropoli: Elia operato d’urgenza, autopsia su Scorza. Un piano studiato e un unico obiettivo
Renato Elia, ferito gravemente al fianco, è stato sottoposto a un delicato intervento al “Ferrari” di Castrovillari con l’asportazione della milza. La salma di Scorza è stata trasferita a Catanzaro: nei prossimi giorni l’autopsia potrà fornire nuovi elementi sull’agguato

CASSANO ALL’IONIO (CS) – È morto dopo essere stato raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco Giuseppe Scorza, 35 anni, vittima dell’agguato avvenuto alle prime ore del mattino in via Imbriani, a Lauropoli, frazione di Cassano allo Ionio. Gravemente ferito anche il titolare della ditta con cui Scorza lavorava, Renato Elia, sottoposto a un delicato intervento chirurgico all’ospedale “Ferrari” di Castrovillari. Le sue condizioni, secondo le informazioni disponibili, sarebbero stabili, ma il quadro clinico resta sotto costante osservazione da parte dei sanitari.
La salma di Scorza a Catanzaro per l’autopsia
I Carabinieri stanno lavorando per ricostruire con precisione la sequenza dell’agguato, identificare i presunti esecutori materiali e accertare chi possa aver organizzato l’azione delittuosa. Sono al vaglio le immagini delle videosorveglianza, i rilievi effettuati sulla scena, le possibili vie di fuga e i contatti avuti da Scorza nelle ore precedenti alla sua morte. Gli investigatori procedono nel massimo riserbo, mentre la Procura di Castrovillari continua a coordinare tutti gli accertamenti necessari per fare luce sull’omicidio del 35enne e sul ferimento di Renato Elia.
L’autopsia rappresenterà un altro passaggio importante dell’inchiesta. La salma di Giuseppe Scorza è stata trasferita ieri pomeriggio all’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro. La Procura di Castrovillari disporrà l’esame autoptico, che dovrebbe essere eseguito nei prossimi giorni.

L’agguato: alle 5.30 Scorza era già al lavoro
Erano circa le 5.30 del mattino quando Giuseppe Scorza e Renato Elia avevano già raggiunto gli uffici per organizzare le attività della giornata. I due erano impegnati nella programmazione degli interventi di pulizia e manutenzione del verde pubblico. Pochi minuti dopo il loro arrivo, qualcuno ha aperto il fuoco contro di loro. Secondo la prima ricostruzione investigativa, ancora in fase di approfondimento, due o più persone persone avrebbero raggiunto la zona a bordo di di un mezzo (si ipotizza una moto), facendo poi fuoco dall’esterno verso l’interno dell’ufficio. L’arma utilizzata potrebbe essere stata una pistola mitraglietta. La raffica sarebbe stata indirizzata principalmente contro Scorza, che rappresenterebbe il bersaglio dell’azione.
Elia ferito e la corsa in un bar per salvarsi
Nonostante la grave ferita riportata, Renato Elia è riuscito ad allontanarsi dal luogo della sparatoria e a trovare riparo in un bar situato a circa quaranta metri dalla scena del crimine. Gli altri lavoratori presenti, terrorizzati dagli spari, si sono allontanati cercando riparo. Uno di loro, dopo essersi accorto delle condizioni di Elia, è tornato indietro e ha dato l’allarme.
Sul posto è intervenuta un’ambulanza del 118 della Pet di Cassano Jonio. Dopo essere stato stabilizzato, il ferito è stato trasferito all’ospedale “Ferrari” di Castrovillari. Qui i medici hanno dovuto sottoporlo a un intervento chirurgico d’urgenza per l’asportazione della milza. Le condizioni erano apparse inizialmente molto gravi. Al momento l’uomo resta ricoverato e sottoposto al monitoraggio del personale sanitario.
Le telecamere potrebbero aver ripreso i killer
Le indagini sono affidate ai carabinieri della Compagnia di Cassano allo Ionio, sotto il coordinamento della Procura di Castrovillari. Un elemento ritenuto particolarmente importante dagli investigatori sarebbe rappresentato dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. I filmati avrebbero immortalato due persone che, secondo l’ipotesi investigativa, potrebbero essere gli autori materiali dell’agguato.
Gli investigatori stanno passando al setaccio le immagini per ricostruire gli spostamenti dei due sospettati, individuare il mezzo utilizzato e soprattutto ricostruire le possibili vie di fuga. Al vaglio anche i rilievi scientifici effettuati nel luogo dell’agguato e tutti gli elementi raccolti sulla scena del delitto.

Un agguato studiato e un unico obiettivo
Tra le ipotesi investigative c’è quella di un’azione preparata e studiata nei dettagli. Chi ha sparato, secondo questa ricostruzione, avrebbe saputo che Scorza e gli altri dipendenti si trovavano abitualmente in quell’ufficio e a quell’ora, particolarmente presto rispetto al normale avvio della giornata lavorativa. L’agguato sarebbe quindi stato rapido, a sorpresa e mirato. In una prima fase degli accertamenti era stata presa in considerazione anche la possibilità che entrambi gli uomini presenti nell’ufficio potessero essere obiettivi dell’attacco. Gli approfondimenti avrebbero però indirizzato gli investigatori verso una diversa ipotesi: il bersaglio sarebbe stato esclusivamente il 35enne.
Renato Elia sarebbe stato colpito perché si trovava nello stesso luogo al momento dell’azione. Secondo quanto emerso finora, inoltre, l’uomo sarebbe estraneo a eventuali contesti criminali. È soprattutto il movente a rappresentare uno dei nodi principali dell’inchiesta. Gli investigatori stanno ricostruendo le ultime ore di vita del giovane le sue frequentazioni, i rapporti personali e professionali e i contatti avuti prima dell’agguato. Tra le piste al vaglio ci sarebbe anche quella legata agli interessi della criminalità organizzata nella Sibaritide, con particolare attenzione agli equilibri e alle dinamiche di potere delle cosche attive nell’area.


















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